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I sostenitori della RFFA, guidata dal Consiglio federale, stanno cercando di diffondere l’idea che questa legge sarebbe una risposta a due precedenti fallimenti: La Riforma delle imprese 3 (RI III) e Previdenza vecchiaia 2020 (PV 2020). Sembrerebbe che con una sola votazione, è questo che ci si vuol fare credere, verrebbero risolti due problemi: il regime di imposizione delle imprese e il futuro dell’AVS.

Due piccioni con una fava?

A nostro avviso, le cose non stanno per nulla così. Il tema centrale sul quale saremo chiamati a pronunciarci il prossimo 19 maggio è il sistema di imposizione delle imprese; la questione del futuro dell’AVS, nonostante il finanziamento aggiuntivo fornito dalla RFFA, verrà di fatto affrontato solo dopo questa votazione. Sarà infatti nel quadro del dibattito sul progetto di legge denominato AVS 21 che verranno prese le decisioni fondamentali relative al primo pilastro.

Affermare, come fa la direzione del Partito Socialista Svizzero, che votare “sì” alla RFFA significherebbe seppellire la prospettiva di innalzare l’età pensionabile delle donne è primo di qualsiasi fondamento. Tanto più che lo stesso Consiglio federale non ha rinunciato a tale innalzamento, nonostante l'”accordo” concluso in seno al Consiglio degli Stati, che è all’origine della RFFA. Essa verrà sicuramente messa nero su bianco nel progetto di legge definitivo che verrà presentato alle Camere dopo la pausa estiva. Le affermazioni di Christian Levrat e consorti sono quindi solo belle promesse che impegnano, come tutti sanno, solo chi ci crede…

Una compensazione sociale…che tale non è

Allo stesso modo, parlare di “compensazione sociale”, in riferimento al finanziamento aggiuntivo per l’AVS, è un abuso linguistico se non un inganno vero e proprio: gli attuali pensionati, così come i futuri pensionati, non riceveranno un franco in più. Così, in un paese ricco come la Svizzera, centinaia di migliaia di pensionati devono contare ogni centesimo per arrivare alla fine del mese. E le prospettive non sembrano migliori: le rendite del 2° pilastro sono in forte calo ovunque.

Anziché offrire miliardi di franchi di regali fiscali ai grandi azionisti, dovrebbero essere migliorate le rendite AVS. E tale disposizione non figura per nulla nella RFFA.

A solo vantaggio dell’1% di super-ricchi!

In poche parole, la domanda alla quale i cittadini dovranno rispondere il 19 maggio può essere così riassunta: siete d’accordo nel sostituire gli attuali regimi fiscali speciali con nuove nicchie di privilegi fiscali e di ridurre massicciamente le aliquote dell’imposta sugli utili?

Noi chiediamo ai cittadini e alle cittadine di confermare il voto del febbraio 2017, quando venne sconfitta la Riforma III delle imprese (RI III). Come sarebbe avvenuto per la RI III, l’entrata in vigore della RFFA andrà solo a beneficio dei principali azionisti delle società più redditizie, quello 1% di super-ricchi. Stapperanno lo champagne, ma è la stragrande maggioranza della popolazione – il 99% – rimarrà a bocca asciutta…

 

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