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Più passa il tempo e più la vicenda delle pensioni del personale della nuova città di Bellinzona mette in luce il comportamento scorretto del Municipio di Bellinzona (e dei partiti che ne fanno parto o lo hanno sostenuto elettoralmente) nei confronti del personale.

A denunciare chiaramente questo comportamento è la maggioranza del personale sottoposto alla nuova cassa pensione che con una petizione (che sarà consegnata prossimamente) mettono in luce le false informazioni fornite a suo tempo dal municipio per spingere la maggioranza del personale ad accettare il cambiamento di cassa pensione (eravamo nel 2017).

Al momento in cui scriviamo queste brevi note, a seguito di una conferenza stampa promossa sulla questione dall’MPS, ben 440 dipendenti sugli 857 che sono assicurati presso questa nuova cassa pensione hanno firmato la petizione nella quale vengono riprese le rivendicazioni già contenute in una recente mozione del gruppo MPS-POP-Indipendenti in consiglio comunale: una mozione nella quale si ripercorreva tutto l’istoriato della vicenda e il ruolo svolto dal municipio e dai sindacati di regime che lo sostengono.

A questo punto ci si deve chiedere a nome di chi trattano i sindacati di regime (VPOD e OCST riuniti nel FUD) che in questi ultimi giorni (ammesso il disastro che hanno organizzato ai danni dei lavoratori) trattano con il Municipio una nuova soluzione. Ma a nome di chi trattano, visto che la maggioranza dei salariati della città ha firmato una petizione che chiede esattamente il contrario di quello che stanno negoziando i sindacati?

In particolare la nuova situazione (oltre a diminuire le rendite finali, un processo in continua negativa evoluzione) rende di fatto impossibile il pensionamento anticipato: le decurtazioni con il nuovo regolamento (che arrivano anche al 50%) sarebbero insopportabili.

Solo per dare un’idea di quale sia il danno subito dai lavoratori e dalle lavoratrici della città di Bellinzona pubblichiamo qui di seguito alcune tabelle espicative che sono state distribuite nelle conferenza stampa odierna. In particolare si noterà come siano le donne a subire le decurtazioni maggiori: un punto di ulteriore vergogna per un Municipio (e per i partiti che ne fanno parte) che si professano paladini dei diritti delle donne.

 

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