20 Novembre 2017

Ultime notizie

Governo e Municipio abbandonano l'Officina al suo destino

aaavittabrandameyerOrmai non vi sono più dubbi: Il Municipio di Bellinzona e il governo cantonale hanno deciso di abbandonare al proprio destino i lavoratori dell'Officina di Bellinzona. Tutto il resto, ci sembra evidente, sono chiacchiere o formulette (alle quali siamo abituati da tempo) per cercare di "salvare la faccia" di fronte al fatto di aver ceduto alle richieste e alle esigenze delle FFS; azienda che, come altre ex-regie pubbliche (valga ricordare per tutte la Posta) non gode certo della simpatia della popolazione ticinese.

Quest'ultima ha assistito negli ultimi anni ad una sistematica soppressione di posti di lavoro da parte di queste aziende in Ticino; esse sono andate di pari passi con il peggioramento del servizio pubblico e delle prestazioni offerte ai cittadini.
Naturalmente sappiamo quali sono le giustificazione delle FFS e del potere politico cortigiano: l'azienda ha investito e investirà in Ticino centinaia e centinaia di milioni a più livelli: da Alptransit al traffico regionale, dal rifacimento delle stazioni alla sostituzione del materiale rotabile.
Ma è evidente a tutti che questi investimento non vengono fatti per il Ticino o per favorire lo sviluppo del Cantone: essi vengono fatti (in molti casi con decenni di colpevole ritardo) sono perché interessano le FFS nel quadro dei propri progetti di sviluppo e perché procrastinarli ulteriormente era ormai impossibili persino per ragioni di sicurezza e agibilità (pensiamo, ad esempio, alla ristrutturazione di alcune stazioni).
La gestione di alcuni di questi interventi mostra d'altronde tutti i limiti degli stessi. Pensiamo, ad esempio, a problemi del traffico regionale (in particolare alla gestione delle linee TILO, costantemente alle prese con disagi per gli utenti).
Ma torniamo all'Officina. In nome di questi presunti vantaggi (che hanno portato poco o nulla in termini occupazionali) le autorità politiche sono pronte a genuflettersi di fronte alle richieste delle FFS. Ed hanno ormai accettato i termini del dibattito sul futuro dell'Officina nei termini posti (e imposti ) dalle FFS.
Così gli orologi vengono spostati in avanti, addirittura al 2030, anno in cui dovrebbe funzionare una nuova e moderna Officina, da costruire con un investimento complessivo di oltre 300 milioni, cento dei quali a carico del Cantone. Il tutto per avere, nella migliore della ipotesi, circa 200 posti di lavoro, meno della metà di quanti oggi ne offre tutto il sistema di manutenzione delle FFS in Ticino che, tra Officina e altre strutture, offre circa 450-500 posti di lavoro.
In poche parole il Cantone metterà sul tavolo oltre 100 milioni per...sopprimere 250 posto di lavoro. Bell'investimento!
Così, come abbiamo già detto, tutta la discussione è ormai concentrata sul trasferimento, ignorando tute le altre questioni, a cominciare dalla qualità del progetto industriale e dall'occupazione.
Così, come detto, si ripetono frasi vuote che altro non sono che bugie. Il Municipio di Bellinzona, ad esempio, rispondendo ad una interrogazione delle consigliere della lista MPS-POP-Indipendenti, ha affermato che l'obiettivo di queste trattative (alle quali, ricordiamo, i lavoratori dell'Officina non partecipano dato che le FFS vogliono con esse disattendere gli impegni assunti) sarebbe "di garantire la capacità produttiva dell'Officina a media e lungo termine". Un'ammissione chiara che rivendicazioni fino a ieri condivise (l'Officina deve rimanere sull'attuale sedime, i posti di lavoro attuali vanno potenziati, l'Officina dovrà essere il fulcro del centro di competenze) vengono oggi completamente ignorate. E questo cambiamento di orientamento avviene con la più totale disinvoltura, senza che la popolazione e, nemmeno il Consiglio Comunale, siano stati coinvolti. Bell'esempio di democrazia municipale!
Ora le cose sono chiare ed è necessario passare all'offensiva. Gli strumenti per questo ci sono e si tratterà soprattutto di rimettere in modo la mobilitazione dei lavoratori dell'Officina e della popolazione ticinese. Vi è in ballo un'iniziativa popolare depositata 9 anni fa e che attende ancora di essere votata; eventuali sussidi per la costruzione della nuova Officina dovranno passare al vaglio del Gran Consiglio e potranno essere impugnati; il terreno dell'Officina non potrà essere oggetto di mutamenti di destinazione senza una discussione pubblica e senza relative modifiche del piano regolatore.
La battaglia dell'Officina non fa che cominciare!

Conferenze pubbliche

BELLINZONA E L'OFFICINA FFS, QUALE FUTURO?

Mercoledì 22 nov. ore 20.30

Centro Giovani (via Franscini 1), Mendrisio

Interverranno

Gianni Frizzo (presidente Associazione Giù le mani)

Christian Marazzi (Economista)

scarica il volantino

----------

 NO A QUESTO SALARIO MINIMO!
MA, ALLORA, QUALE SALARIO?
Mercoledì 29 Novembre - ore 20.30
LUGANO – Canvetto luganese
Interverranno
Silvano Toppi (economista)
Matteo Poretti (sindacalista Unia)
Maël Dif-Pradalier (ricercatore SUPSI)
Pino Sergi (coordinatore MPS)

 Scarica il volantino

1917

1917

rivoluzione1917.org: un sito da seguire

Giornale