22 Gennaio 2018

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Bellinzona, due visioni diverse a sinistra

cartelloQuasi un anno fa, nel commentare la decisione dell'MPS di correre da solo (alleato con il POP) per le elezioni comunali di Bellinzona, Werner Carobbio qualificava quella nostra decisione come "una decisione che divide il fronte delle forze progressiste e che al di là delle diversità che pur esistono fra le varie forze di sinistra è difficilmente spiegabile in particolare nell'attuale momento politico cantonale e nazionale"; e finiva ritenendo che " la decisione dell'MPS di escludersi da un accordo elettorale per il Municipio va considerata alquanto discutibile per non dire pretestuosa".

È passato un anno, come detto, un tempo sufficiente per fare un bilancio (a sinistra purtroppo si fanno troppo pochi bilanci di quanto si dice, si propone, si fa: farlo più spesso aiuterebbe a riconoscere i rispettivi torti – lo diciamo convinti di aver sbagliato come altri) di quelle affermazioni alla luce degli sviluppi politici.
Lo facciamo a pochi giorni dal voto, a Bellinzona, sul regolamento comunale. Un regolamento che noi abbiamo contestato su più punti, con proposte concrete: solo la malafede e la cattiva informazione (a cominciare dai commentatori locali dei maggiori quotidiani) può dire che di quel regolamento si sia contestato (almeno da parte nostra) solo il punto relativo agli onorari dei Municipali.
Diciamo che se quello è il punto di maggior contenzioso (e quello che mette in luce una certa visione della politica) la nostra contestazione sul nuovo regolamento comunale investiva almeno altri punti fondamentali. Segnaliamo, per i distratti, la proposta di introdurre un referendum consultivo aperto a tutti e tutte le persone domiciliate in città (quindi la possibilità di partecipare anche per gli stranieri), quella di creare assemblee di quartiere (con lo stesso meccanismo partecipativo esteso a tutti i cittadini e le cittadine domiciliate), quella di introdurre (ma per davvero) un salario minimo di 52'000 franchi nell'amministrazione comunale (4'000 franchi mensili), e altro ancora.
Tutte proposte sulle quali "la sinistra unita" che tanto piace a Werner non si è degnata nemmeno di entrare in discussione (non nel senso che ha votato contro, ma non ha preso nemmeno la parola per spiegare perché avrebbero votato contro: lo stesso atteggiamento di liberali, pipidini e compagnia).
Vi è stata poi la discussione sul cambiamento della cassa pensione per i dipendenti del Comune. Solo grazie ai nostri interventi il fronte unico sindacale ha organizzato delle assemblee straordinarie per cercare di spiegare le ragioni di questa riforma. Una riforma fatta approvare in tutta fretta (i dipendenti sono stati chiamati a votare in luglio) senza che ce ne fosse bisogno. Un cambiamento fatto nella assoluta mancanza di trasparenza (il consiglio comunale ha votato un piano assicurativo che non esiste e che, evidentemente, non ha potuto nemmeno vedere); addirittura all'ultima assemblea il Municipio ha mobilitato la polizia per impedire che nostri rappresentanti potessero entrare all'assemblea.
A questa è seguita la trasformazione delle aziende municipalizzate in ente autonomo comunale, una variante "light" di una privatizzazione, ma sempre una trasformazione che a lungo andare metterà in primo piano logiche di gestione aziendalistiche e mercantili. Il tempo, come sempre, è – purtroppo in questo caso – galantuomo e non ci vorrà molto ad averne la conferma. Val la pena ricordare che l'operazione aveva più o meno gli stessi contenuti di quanto avvenuto a Mendrisio con le AIM (il fatto che lì si trattasse di una SA non cambia i termini del problema): eppure lì tutta la sinistra e i Verdi si erano opposti, con successo.
Vi è poi stato il nuovo ROD, Regolamento Organico dei dipendenti. Anche qui i nostri emendamenti sono stati bellamente ignorati. Niente salario minimo di 4'000 franchi, competenze totali in molti ambiti all'esecutivo, diminuzione di diverse indennità, etc.
Poi, in queste ultime settimane, è arrivata la vicenda Officina. Qui, sviluppando una posizione già di fatto preannunciata prima delle votazioni comunali, PLRT e PS (con il sostegno degli altri partiti) hanno decretato la fine dell'Officina, con tutto quello che ne consegue. Ne abbiamo parlato a lungo, non vale la pena aggiungere altro, visto come le nostre posizioni e quelle degli altri siano delineate con chiarezza.
Infine il Preventivo 2018, il primo preventivo della nuova città. Abbiamo esposto le nostre ragioni a un Preventivo che non si addentra, in positivo, su nessuno dei problemi sociali maggiori della città: basti pensare a quello scolastico, che – seppur gestito dalla sinistra di diversi anni – accusa problemi irrisolti e non secondari.
Ora, noi non pretendiamo, su tutti questi temi che abbiamo brevemente enumerato in modo sommario, di aver ragione. Può darsi che abbiano ragione il PLRT e, di conseguenza, anche il PS e la sua Sinistra Unita che su tutti questi temi hanno espresso lo stesso punto di vista (in Municipio o/e in Consiglio Comunale)
Ma, per favore, non si venga a dire che la nostra decisione di presentarci separatamente fosse "pretestuosa", che essa ha "diviso la sinistra", come se non ci fossero ragioni che giustificassero una presentazione separata! Quelle che abbiamo qui ricordato sono differenze importanti e decisive su questioni essenziali. Non pretendiamo, lo ripetiamo, di avere ragione; ma risulta evidente che vi sono posizioni diverse tra noi e gli altri schieramenti che dicono di collocarsi a sinistra; e non su questioni di dettaglio, non su dibattiti ideologici astratti, ma su questioni politiche e sociali di fondo.
È questo orientamento diverso, che abbiamo manifestato in questi ultimi mesi sia sul terreno con campagne di mobilitazione che con l'uso di strumenti istituzionali (opposizione in Consiglio comunale, lancio di referendum), che legittima la nostra differenza politica. E di questo, se ne facciano una ragione tutti, bisogna prenderne atto. Finché la cosiddetta "sinistra unita" continuerà ad essere schiacciata su un'alleanza di ferro con il PLRT (e di sponda con gli altri partiti presenti in Municipio) non ci pare possa esserci né ora, né in futuro alcuna convergenza politica. Sarebbe assolutamente contro-natura.
Sono considerazioni che valgono per Bellinzona, ma che sono altrettanto valide – partendo da questioni diverse ma altrettanto importanti – a livello cantonale e nazionale.

Manifestazioni

 

PRESIDIO DI PROTESTA

 

trump plakat 03 ital

 

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Contro No Billag

Manifestazione popolare

Sabato 27 gennaio

partenza ore 14.30

Stazione FFS, Bellinzona

 

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Referendum

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