In poche parole

Il capitalismo compassionevole in salsa ticinese

Nulla da eccepire sul diritto di chi decide di donare la propria 13ª AVS. È la cornice politica costruita attorno a questa iniziativa a essere tutt’altro che innocente. I protagonisti, la loro collocazione politica e sociale, lo confermano.
Perché quando si dice che la 13ª AVS è «inutile» per chi sta bene, che sono i giovani a mantenerla e che sarebbe dunque bello «restituire» loro qualcosa, si compie un’operazione precisa: si trasforma un diritto sociale in una concessione di cui i più fortunati dovrebbero quasi sentirsi in colpa.
È il capitalismo compassionevole in salsa ticinese: meno solidarietà organizzata e più beneficenza privata. Lo Stato faccia quel che può, mentre chi ha qualcosa in più dimostri la propria sensibilità mettendo mano al portafoglio. Peccato che la solidarietà sociale abbia un principio molto diverso: non è una questione di bontà individuale, ma di responsabilità collettiva.
L’AVS non è un’associazione benefica. E la 13ª AVS non è un regalo che si può giudicare utile o inutile a seconda del reddito di chi la riceve. È parte di un sistema nel quale tutti contribuiscono e tutti, secondo le regole stabilite collettivamente, ricevono una prestazione. È precisamente questa universalità a impedire che la protezione sociale diventi una faccenda di carità.
Aiutare i giovani? Certamente. Ma perché contrapporli ai pensionati? Perché raccontare che ciò che arriva a una generazione debba essere «restituito» all’altra? È proprio questa retorica a essere pericolosa: trasforma la solidarietà fra generazioni in una partita a somma zero, anziché riconoscerle come parti dello stesso patto sociale.
E il paradosso è che tutto questo viene venduto come un «patto generazionale». Ma un patto fondato sui diritti e sui contributi di tutti non ha bisogno della beneficenza dei ricchi per funzionare.
Prima si mette in discussione la solidarietà universale. Poi la si sostituisce simbolicamente con la generosità volontaria. Infine si fa passare la beneficenza per la forma più autentica della solidarietà.
No: la beneficenza è una scelta privata. La solidarietà sociale è un principio politico. Confonderle non è un dettaglio semantico. È un modo, elegante e rassicurante, per continuare a demolire l’idea stessa di Stato sociale.

Attualità

Spagna. Verso lo sciopero generale?

La storia della lotta di classe è ricca di momenti ed eventi che segnano un prima e un dopo, dando origine a manifestazioni di massa e sollevazioni che ampliano il...

E i gettoni IPCT, dove finiscono?

È una domanda legittima, soprattutto nel dibattito in corso in Ticino sulle remunerazioni dei membri dei Consigli di amministrazione di enti pubblici e parapubblici. Il Corriere del Ticino ha recentemente...

Ucraina. Lavorare sotto le bombe

In Ucraina, la guerra non ferma il lavoro: lo rende più pericoloso, più intenso e spesso invisibile. Nei settori dell’energia, della sanità e dei servizi di emergenza, migliaia di lavoratori...

Senza risorse la scuola muore. Mobilitiamoci!

Pubblichiamo il volantino con il quale tre delle associazioni più significative attive nel mondo della scuola (ErreDiPi, Movimento della Scuola e ADSMS) invitano i/le docenti ad una assemblea di mobilitazione...

Spagna. Mobilitazione sociale ed elezioni anticipate

Pubblichiamo qui di seguito il comunicato dei nostri compagni di Anticapitalistas in merito alla decisione del governo di indire elezioni generali nel quadro della straordinaria mobilitazione avvenuta negli ultimi giorni...