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Un sincero benvenuto a tutti voi. 

Permettetemi, prima di affrontare il tema per il quale oggi siamo qui, di esprimere tutta la mia solidarietà a tutti coloro che lottano in diversi paesi del Nordafrica, in particolare oggi in Libia, contro regimi oppressivi, per la difesa dei diritti democratici fondamentali, per uno sviluppo economico e sociale che garantisca loro un lavoro, una casa, il diritto all’istruzione e alla sanità.

 Credo che dobbiamo esprimere il nostro totale sostegno a questi processi democratici, portati avanti da migliaia di giovani, come noi che siamo qui riuniti oggi, prova evidente della volontà delle nuove generazioni di battersi, ovunque, per un mondo radicalmente diverso.
Ed eccomi al tema di oggi.

Sono passati esattamente cent’anni da quando Amundsen giunse al polo sud, cinque secoli prima Enrico il navigatore poneva le basi tecniche per l’esplorazione europea del globo. Nell’arco di poche generazioni la nave, la ferrovia, l’automobile e l’aeroplano hanno trasformato radicalmente la percezione che l’umanità aveva da sempre del
mondo; quello che allora, legittimamente, poteva sembrare un sistema inesplorato ed aperto dalle illimitate risorse si è  definitivamente svelato per ciò che è in realtà:  un sistema chiuso e fragile, un pallido puntino azzurro nella vastità dello spazio, l’unica oasi conosciuta dell’universo ad ospitare la vita.
Tutto ciò  rende evidente l ’inadeguatezza di un sistema economico, il capitalismo, basato sul concetto  della crescita infinita; dove il consumo  indiscriminato di risorse e lavoro è la base della ricchezza; dove non si opera per soddisfare le proprie necessità, ma si generano una moltitudine di bisogni artificiali, indotti e nevrotici per ridurre a meri ingranaggi i lavoratori e l’ambiente.
Quel poco di timida consapevolezza ecologica che faticosamente si stava facendo strada nell’opinione pubblica dei paesi avanzati, contro smisurate pressioni politiche e corporative, è stata quasi spazzata via dalla crisi finanziaria; insieme ai sogni ed al  magro benessere di una parte importante della popolazione mondiale.
Questo è accaduto anche perché il pensiero comune di mercato ci ha instillato ed abituato all’idea paradossale di un inevitabile contrasto tra gli interessi umani e naturali, tra le necessità dei lavoratori e quelle dell’ambiente. Tantoché addirittura l’
introduzione di blande norme e l’adozione di palliative politiche a tutela dell’ambiente vengono superficialmente usate per giustificare pratiche di sfruttamento più aggressive e distruttive verso i diritti dei lavoratori.

Perciò siamo qui, per ribadire con fermezza che le lotte per il pianeta e per il lavoro possono e ,soprattutto, devono essere condotte parallelamente ed armoniosamente; in quanto entrambe queste realtà sono tenute assoggettate dal sistema economico dominante; e solamente la collaborazione e la consapevolezza del loro stato porrà le basi di una società radicalmente diversa dal capitalismo reale, una società più giusta ed equa per noi, per il pianeta e per tutte le forme di vita che su di esso si sono evolute.
Il programma elettorale del MPS-PC contiene molti punti dedicati all’ambiente; esso si concentra in particolar modo sulla più importante battaglia che deve essere condotta su questo tema a livello cantonale, cioè una effettiva ed incisiva politica dei trasporti pubblici che possa costituire davvero un’alternativa al trasporto motorizzato privato.

Grazie a tutti di essere qui e di sostenerci in questa lotta!

 

* testo dell’intervento di Oliviero Farinelli, a nome dei giovani MPS e dell’MPS, alla manifestazione di Bellinzona del 26 febbraio.

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