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Sono più di mille i disoccupati che dal primo aprile, non solo non hanno più lavoro, ma nemmeno un’indennità di disoccupazione. Solidarietà ha voluto parlare con una giovane ragazza che si trova in questa condizione.

 

 Qual è stato il tuo percorso formativo?

 

Ho interrotto al secondo anno il mio apprendistato come laboratorista in chimica al Laboratorio cantonale di Bellinzona, perché non era ciò che mi piaceva. Mi sono poi iscritta alla CSIA di Lugano, diplomandomi nel Luglio del 2010 come pittrice e pittrice di scenari e conseguendo la maturità artistica. Grazie al consiglio di mio fratello maggiore, già prima che finissi i miei studi ho svolto delle ricerche di impiego per non ricevere delle sanzioni penali dall’Assicurazione Disoccupazione, come capitò invece  a lui. Purtroppo le ricerche non sono andate a buon fine e dallo scorso agosto sono iscritta come disoccupata.

 

Come è stata la tua esperienza da disoccupata?

 

Devo dire che mi sono trovata molto male ad essere iscritta alla disoccupazione. Non mi sono sentita presa in seria considerazione e sembra quasi che il fatto di non trovare lavoro sia una mia colpa. Ho cambiato ben tre collocatori. Il primo perché, dopo sette settimane, non aveva ancora ben capito che io volevo lavorare e non andare avanti a studiare (oltre al fatto che aveva perso la mia documentazione). Il secondo lo definirei un vero e proprio “maschilista”. Mi ha detto chiaramente che ero la terza imbianchina donna che vedeva e che avrei fatto meglio a scegliermi un lavoro “da donna”. Fortunatamente l’ultimo collocatore è stato molto gentile  e sembrava prendere seriamente a cuore le mie esigenze. Le parole che ho sentito durante tutti i colloqui erano le stesse: “c’è la crisi e non è facile trovare lavoro”, “scriva più lettere e ritorni la prossima volta che vediamo…”, “non può fare nessun corso di lingua perché non serve visto il lavoro che vuol fare”… Insomma è stato ed è un periodo frustrante.

 

Oltre a svolgere le consuete ricerche di impiego come passavi, e passi tutt’ora, i tuoi giorni?

 

Fortunatamente ho potuto contare sull’aiuto di famigliari e amici i quali mi hanno trovato diversi lavoretti da svolgere come indipendente. Oltre a questo,  per compensare la scarsa indennità di disoccupazione che ricevevo fino a poco tempo fa, svolgevo, e svolgo ancora altri lavoretti fuori dal mio ambito professionale: babysitter e donna delle pulizie. Da poco più di un mese mi sono rivolta alla Labor Transfer, una ditta che si occupa tra le altre cose di inserimento professionale. Tramite questa azienda sono riuscita a svolgere uno stage di tre settimane presso una ditta di pittura del bellinzonese.

 

Come si è concluso il tuo periodo di stage?

 

Alla fine del periodo di stage non mi hanno tenuta. Secondo il datore di lavoro avevo poca esperienza lavorativa…

 

Ti sei sentita in qualche modo discriminata nella ricerca di un impiego?

 

Grazie alla collaborazione della Labor Transfer ho potuto prendere maggiore coscienza della mia situazione particolare. Essendo una donna che pratica la professione d’imbianchina (notoriamente professione maschile) ho molte difficoltà ad inserirmi nel mercato del lavoro. Devo dire però che con i colleghi di lavoro avuti sin qui non ho mai avuto problemi. Sono sempre stata ben accolta e apprezzata per il lavoro svolto. Per quanto riguarda i datori di lavoro, non posso sapere se vi è una discriminazione di genere in questo senso perché non lo direbbero mai apertamente. Tuttavia ci sono delle buono possibilità che capiti anche questo.

 

Dal primo aprile rientri tra i più di mille disoccupati che hanno perso il diritto alle indennità di disoccupazione. Questa misura penalizza soprattutto i giovani, che sono i soggetti più colpiti dalla disoccupazione. Cosa pensi di questa misura? Sembra che poche persone, nonostante la campagna elettorale, la prendano in seria considerazione?

 

Io non sono un’economista. Però tutti parlano di questa crisi economica e del fatto che non ci sia lavoro. Allora non capisco come la maggioranza dei politici, in un momento così duro, ha deciso di tagliare i fondi alla disoccupazione. Conosco persone che sono in disoccupate da oltre due anni. Non è dunque vero che il lavoro c’è e che siamo noi giovani che non vogliamo trovarlo! Inoltre così c’è il rischio di finire in assistenza. Dunque il problema diventa ancora più grave. Una volta in assistenza non è facile reintegrarsi nel mondo del lavoro.

 

Tra pochissimi giorni sapremo l’esito delle votazioni cantonali. Ci sono molti partiti che hanno sostenuto a spada tratta la riforma della LADI (PLR e PPD su tutti). Il Consiglio di Stato, vista la gravità della situazione ha deciso di modificare la Legge sul rilancio dell’occupazione e sul sostegno ai disoccupati (L-rilocc) del 13 ottobre 1997. Le misure previste sono il potenziamento della formazione, degli stage e il promovimento dell’autoimprenditorialità. Come giudichi l’atteggiamento della “nostra” classe politica?

 

Mi viene da ridere. Mi spiego. Prima introduciamo la modifica di questa legge poi cerchiamo di arginare le disastrose conseguenze sociali? Non mi sembra un atteggiamento molto coerente. Inoltre, questi “aiuti” non favoriscono a pieno il disoccupato. Quando sento parlare di stage mi viene il voltastomaco. Spesso e volentieri questi stage non sono pagati e quando lo sono, sono sotto-pagati. Ho ricevuto molte promesse di pagamento dai datori di lavoro che si sentivano quasi imbarazzati a vedermi lavorare senza una remunerazione. Ma le loro parole sono rimaste tali. Per quanto riguarda l’incentivo alla formazione mi chiedo se valga la pena studiare o svolgere una riqualifica professionale per poi rischiare di cadere nella stessa situazione. Sull’aiuto all’autoimprenditorialità, sono scettica. Leggo spesso sui giornali che in Ticino i fallimenti aziendali sono aumentati vertiginosamente  negli ultimi anni.

 

Ora, cosa hai intenzione di fare? Quali sono i tuoi progetti e le tue sensazioni?

 

Non so proprio cosa mi riserverà il futuro. Continuo ad essere seguita dalla disoccupazione, senza ricevere però le indennità. Il problema è che di lettere ne ho mandate a centinaia, ma non ho ricevuto nessuna risposta positiva. Mi hanno proposto di iniziare un apprendistato come impiegata di commercio presso un’azienda del bellinzonese. Io però non credo sia la cosa giusta. A me piace il mio lavoro. Sono arrabbiata e delusa perché dopo l’interruzione del mio primo apprendistato presso il Laboratorio cantonale ho iniziato gli studi alla CSIA ed ero felice di quello che stavo facendo. Con le esperienze di lavoro svolte sin qui, mi rendo conto che questo è quello che vorrei fare nella mia vita. Ho studiato 4 anni e conseguito tre tipologie di diploma e ora mi ritrovo a dover cominciare tutto da capo. Non ci sto. Ho inviato qualche lettera in svizzera interna, speriamo di trovare qualcosa fuori cantone…    

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