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Italia: il loro debito non lo paghiamo! Respingiamo la manovra del governo.

Pubblichiamo un documento dei compagni di Sinistra Critica che analizza la recente manovra finanziaria così come è stata definitivamente approvata dal Parlamento italiano. Una manovra che si muove, seppur con proporzioni diverse, nella stessa dinamica della “guerra sociale” in atto in Grecia ed in altri paesi considerati “a rischio”. È evidente che si tratta di un assaggio di quanto il padronato italiano ed i suoi esponenti politici intendono far pagare ai salariati. Basti pensare, per avere un’idea di quel che si annuncia, che nelle scorse settimane un editoriale del giornale della Confindustria (il Sole 24 Ore) annunciava la necessità di una manovra finanziaria pari al 4% del PIL italiano. (Red)

 

 

Il loro debito non lo paghiamo! respingiamo la manovra lacrime e sangue del governo. 70 miliardi di euro rubati alle classi popolari.

 

Sapevamo tutti che la crisi del capitalismo non era finita e che ben presto, dopo Grecia e Portogallo e Spagna, anche l’Italia sarebbe finita nella tormenta. Le classi dominanti in Europa, come in Italia non hanno nessun vero progetto per il futuro se non quello di  scaricare sulla classe lavoratrici tutte le contraddizioni sociali, economiche ed ambientali del loro iniquo sistema basato sul profitto, la concorrenza e il mercato. Ora vogliono che l’enorme debito con cui banche e padroni si sono arricchiti nel corso degli anni sia pagato dalle classi popolari. Quando televisioni e giornali di ogni colore dicono “c’è la speculazione, abbiamo il fuoco in casa, dobbiamo fare sacrifici per rassicurare i mercati” vogliono dire che le lavoratrici e i lavoratori dovrebbero lasciarsi spogliare di salari, pensioni, tempo di lavoro e di vita, servizi sociali e sanitari per dare ai capitalisti e alla speculazione finanziaria

Per raggiungere questo obbiettivo è stata messa insieme una “sacra unione” che unisce partiti di governo e di “opposizione”, la confindustria, le tre confederazioni sindacali (che non a caso hanno firmato un patto sociale per legare le mani ai lavoratori), con a capo il Presidente delle repubblica che svolge il ruolo di supremo rappresentante istituzionale del capitalismo italiano.

Tutti uniti, con una “opposizione” (dal Pd all’Idv) completamente collusa e complice con la maggioranza, per varare subito, infischiandosi delle norme e dei regolamenti parlamentari più elementari, la paurosa stangata da 70 miliardi del governo Tremonti Bossi Berlusconi, cioè una vergognosa aggressione sociale contro tutte le classi popolari, un attacco senza precedenti al reddito dei lavoratori dipendenti, dei pensionati, dei precari, la distruzione di quel che ancora rimane dei servizi pubblici e sociali.

 

Occorre reagire, dire basta a queste infamie

 

E’ necessaria un reazione immediata, una mobilitazione di tutte le lavoratrici, di tutti i lavoratori, giovani,  pensionati, dal basso, per respingere la manovra “lacrime e sangue” del governo italiano che agisce insieme e per conto del governo unico dell’Unione Europea e della Banca europea.

 

Dobbiamo batterci per la difesa dei diritti, dei salari, dell’occupazione, dei servizi sociali e pubblici, della qualità dell’ambiente;

Serve una mobilitazione che unisca tutti i movimenti che si stanno manifestando in questo paese, che riaffermi che:

 

Le nostre vite valgono più dei loro profitti

 

Il loro debito noi non paghiamo

 

A pagare devono essere le banche, che vanno nazionalizzate, i capitalisti, le rendite, i ricchi, tutti coloro che hanno speculato impunemente in questi anni per i quali va introdotta una imposta patrimoniale e una imposizione fiscale molto più forte.

 

Dobbiamo unire la nostra battaglia a quella che si combatte in tante altre piazze di Europa, dalla Grecia alla Spagna per difendere il nostro futuro e quello delle nostre figlie e figli. Dobbiamo unire le forze e costruire la convergenza di tutte le opposizioni politiche e sociali del paese e in Europa.

 

I contenuti della manovra

 

La manovra economica è la combinazione di 2 provvedimenti, un decreto legge, già operativo e una legge delega di modifica radicale del sistema fiscale ed assistenziale, da approvare nei prossimi mesi, ma i cui effetti però sono già stati introdotti nel decreto legge attraverso una clausola di salvaguardia che taglia, tra  il 2013 e 2014, oltre 20 miliardi di agevolazioni fiscali per i redditi da lavoro dipendente, per le famiglie, la casa, gli asil,i ecc. In altri termini si aumentano brutalmente le tasse per le classi popolari mentre si lasciano indisturbati i redditi dei capitalisti e di tutti i settori privilegiati della società, compresi i parlamentari.

 

Il primo decreto prevede:

 

  • 9, 6 miliardi rubati alle Regioni, alle province e ai comuni. Si aggiungono ai 10 miliardi già rubati l’anno scorso a questi stessi enti locali. Crolleranno i servizi pubblici, i trasporti, l’assistenza, gli asili, le spese più elementari per garantire la qualità di vita dei cittadini, la riparazione delle strade, le lampadine, ecc ecc.

 

  • 5 miliardi euro rubati alla sanità; da subito viene reintrodotto il ticket di dieci euro su visite specialistiche e analisi che si aggiungono a quelli già introdotti dalle regioni (che si aggirano mediamente sui 36 euro) e un ticket di 25 euro per i codici bianchi del pronto soccorso; dal 2014 il governo introdurrà ticket aggiuntivi su qualsiasi prestazione sanitaria. Per molti esami sarà più conveniente rivolgersi ai privati. L’obbiettivo è chiaro, distruggere la sanità pubblica a vantaggio di quella privata; peggio per tutti quelli che non hanno i soldi per pagarsi la salute……

 

  • 2-3 miliardi rubati lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego, della scuola, della sanità, i salari di questi dipendenti sono bloccati per 4 anni fino al 2014. Chissà cosa succederà dopo…Blocco totale delle assunzioni e perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.

 

  • 4,5 miliardi di euro rubati alle pensioni; nei prossimi anni: aumento dell’età pensionabile a 65 per le lavoratrici del settore privato (quelle del settore pubbliche già sottostanno a questa norma penalizzante); il parlamento ha ulteriormente accelerato il meccanismo automatico di aumento dell’età della pensione per tutti, uomini e donne anni (anni di lavoro rubati e regalati ai padroni, togliendo occupazione ai giovani); dal 2014 serviranno 41 e tre mesi per poter lasciare il lavoro; riduzione o blocco totale per una larghissima fetta di pensionati dei modestissimi aumenti collegati al carovita.

 

Ma ci sono anche ulteriori porcherie

 

  • Viene aumentato l’imposta da bollo sul deposito dei titoli. Cosa significa?
  • Coloro che hanno messo i loro modesti risparmi (la liquidazione per esempio) in banca investendolo in BOT o altri titoli pubblici pagheranno una imposta da bollo molto più cara. Nella versione finale la soglia del balzello è stata alzata, preservando i depositi di minore importo.
  • Viene completamente liberalizzato il collocamento, che perde sempre di più il suo carattere pubblico, quindi di controllo della società sui meccanismi delle assunzioni al lavoro e diventa sempre più un affare dei privati. Oltre agli enti privati che già lo possono esercitare ad essi vengono aggiunti le scuole medie superiori, le università, i comuni, i patronati, gli enti bilaterali, i gestori dei siti internet. ecc.
  • Costerà più caro accedere alla giustizia di fronte alle prepotenze di qualche mascalzone o dei padroni. Viene aumentato il contributo unificato, cioè quella tassa che si paga per poter rivendicare giustizia in una causa civile, per esempio in una contenzioso di condominio.
  • Ma soprattutto viene introdotta questa gabella anche per una serie di cause che finora erano esenti dal pagamento della tassa. Ora pagheremo anche per:
  • le cause di lavoro
  • le cause previdenziali
  • le cause del pubblico impiego
  • le cause di separazione dei coniugi.
  • Per un lavoratore licenziato ricorrere alla giustizia costerà subito 37 euro, ma secondo alcune stime il costo reale sarà di 228 euro.
  • Sarà più difficile chiedere un prestazione di invalidità all’INPS. Prima bisognerà sottoporsi a una speciale visita disposta dal tribunale presso un consulente tecnico d’ufficio.
  • Infine, se pure ancora non in forma completamente definita, si delinea nel testo un ulteriore svendita del patrimonio dello stato e un forte incentivazione alla cessione, cioè alla totale privatizzazione delle aziende municipalizzate da parte dei comuni. E’ un bottino ambito da parte dei privati che vale tra i 30 e 35 miliardi di euro.

 

Il peggio del peggio

 

Il peggio del peggio viene con la controriforma del fisco e dell’assistenza

 

Il disegno di legge collegato alla manovra economica che il governo vuole far approvare prevede una rapina  per i lavoratori e le lavoratrici e un regalo per i padroni così articolata.

 

  • Una drastica riduzione della progressività dell’imposta personale sul reddito (IRPEF) riducendo il sistema a tre solo aliquote 20, 30, 40 per cento. Questo significa che i redditi più alti che finora avevano una aliquota al 43% si vedranno drasticamente ridotte le tasse. I ricchi gioiscono.
  • Contemporaneamente un drastico taglio delle agevolazioni fiscali collegate a situazioni che lo stato voleva giustamente tutelare e per i redditi medio bassi.
  • 6 miliardi di aumento dell’imposizione indiretta, cioè dell’IVA. I prezzi di tutti i generi di consumi aumenteranno e naturalmente ad essere fortemente penalizzate saranno le classe popolari, i pensionati e i giovani.
  • 5 miliardi di tagli all’assistenza; una vergogna, una infamia; si specula sulla sofferenza e sul disagio delle persone; come rubare il portafoglio a una vecchietta paralitica. Centinaia di migliaia di persone precipitate insieme alle loro famiglie, nella disperazione e nella solitudine.
  • Stretta sulle pensioni di reversibilità. Se ne vuole concedere meno e di minore importo. A pagare di più saranno ancora e soprattutto le donne (moltissime percepiscono una pensione personale bassissima), che oltre a dover subire la perdita del coniuge, si vedranno anche private di tutta o parte della reversibilità, per cui la morte del marito significherà anche la precipitazione nella miseria.

 

Per assicurarsi che la grande rapina sociale vada in porto è stato introdotta subito una norma nella legge votata dal parlamento per cui se la legge delega non venisse approvata, automaticamente dal 2013 verranno tagliate tutte le agevolazioni fiscali, casa, famiglia, lavoro e pensioni, asili, ecc.. I tagli avverranno col cosiddetto metodo lineare per il 5% nel 2013 pari a circa 4 miliardi e del 15% nel 2014, pari a 20 miliardi.

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