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Pubblichiamo una presa di posizione dell’MPS sul tema della lotta al dumping salariale e sociale che si manifesta in modo sempre più importante nel nostro paese.

 

Il coordinamento dell’MPS ha dedicato la sua ultima seduta ad un’analisi della situazione economica e sociale nel nostro cantone.

Ha preso in particolare atto della costante progressione del dumping salariale e sociale che si manifesta sia nei settori coperti da contratti collettivi di lavoro (che rappresentano però una chiara minoranza dei lavoratori attivi in Ticino), sia dall’ampio e  maggioritario settore non coperto da contratti collettivi di lavoro.

Di fronte a tutto questo si constata innanzitutto  l’assoluta carenza di strumenti efficaci per contrastare il fenomeno del dumping. Si pensa qui a disposizioni di legge efficaci che facciano da argine alla proliferazione di salari al di sotto dei 4’000 franchi mensili, un minimo per poter vivere dignitosamente. Pensiamo, in questo ambito, alla stipulazione di contratti collettivi di lavoro o contratti normali di lavoro con salari minimi legali obbligatori.

Ricordiamo che in questo ambito Matteo Pronzini, deputato MPS in Gran Consiglio, ha presentato alcune iniziative parlamentari tese ad aumentare a 4’000 franchi i salari minimi fissati nei contratti normali di lavoro (vendita, agricoltura, call center, ecc.).

Ma accanto a questo aspetto fondamentale, ve n’è un altro che merita un intervento deciso: il controllo del mercato del lavoro. Sempre più spesso, in effetti, vengono segnalate situazioni irregolari relative ai salari e alle condizioni di lavoro. E questo concerne non solo i lavoratori esteri che arrivano per la prima volta in Svizzera, ma tutti i salariati attivi in Ticino, indipendentemente dal loro statuto. Una vera e propria pressione sui salari e sulle condizioni di lavoro verso il basso (dumping) si va organizzando  investendo tutto il mercato del lavoro. È quindi decisivo che strumenti minimi di controllo del mercato del lavoro (di fatto soppressi con l’approvazione dell’accordo sulla libera circolazione) vengano ristabiliti e altri se ne aggiungano con l’obiettivo di un forte potenziamento.

Anche su questo terreno Matteo Pronzini ha di recente proposto un primo intervento depositando un’iniziativa parlamentare generica per una Legge cantonale di controllo e gestione del mercato del lavoro che chiede, tra le altre cose:

– la costituzione di un solo organismo di controllo (Ispettorale cantonale del lavoro – ICL) per tutte le attività di controllo del mercato del lavoro previste da varie disposizioni di legge cantonali e federali

–  l’istituzione di un  fondo contro il dumping salariale e sociale alimentato dalle imprese

– il potenziamento dei controlli attraverso la messa a disposizione di un ispettore ogni 5’000 dipendenti attivi sul mercato del lavoro cantonale

– la creazione  di una statistica salariale sulla base della notifica di ogni contratto di lavoro stipulato in Ticino

– la creazione, nelle imprese, di delegati al controllo contro il dumping salariale e sociale.

 

L’MPS ritiene tuttavia che i contenuti di questa iniziativa parlamentare debbano essere sostenuti attraverso un atto politico ancora più forte, in grado di rendere partecipe la popolazione delle preoccupazioni e delle proposte formulate.

Per questo l’MPS si pronuncia per il lancio di un’iniziativa popolare cantonale che riprenda questi temi da lanciare in concomitanza con le prossime elezioni federali.

 

L’MPS ritiene che l’importanza di questo tema necessiti la più ampia unità di tutte le forze politiche, sociale ed associative che si oppongono al dumping salariale e sociale. Per questo ha proposta il lancio di una simile iniziativa in seno al comitato d’azione contro il dumping salariale e sociale che tornerà riunirsi a fine agosto.

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