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Pubblichiamo qui di seguito l’interrogazione inoltrata dal nostro deputato Matteo Pronzini al Consiglio di Stato in merito alla problematica della canicola e della tutela della salute dei salariati nel cantone.

 

Pericolo canicola: il Consiglio di Stato che fa per tutelare la salute dei salariati occupati all’aperto ed in ambienti non climatizzati?

 

Venerdi 19 agosto il Dipartimento Sanità e Socialità (DSS), per il tramite del Gruppo Operativo Sanità e Ambiene (GOSA) ha diramato l’allarme canicola per i prossimi tre giorni. In questo periodo d’allarme canicola l’esposizione al caldo è dannosa per la salute. Tra la popolazione vi sono alcune categorie a rischio, tra i quali i neonati, bambini piccoli, anziani, persone con malattie circolatorie e, non da ultimo, le migliaia di salariati (attivi nel settore pubblico e privato) occupati in lavori esterni.

Correttamente il GOSA nel suo comunicato stampa invita tra l’altro la popolazione a stare in casa o in zone fresche e, se possibile, in ambienti climatizzati nelle ore di maggior insolazione (tra le 12 e le 16). Viene inoltre raccomandato di evitare intense attività all’esterno nelle ore di maggior insolazione (p.es. rinviare le competizioni sportive, riorganizzare il lavoro).

Alla luce di queste raccomandazioni e della relativa documentazione sanitaria appare chiaro che svolgere delle attività lavorative a partire dalle 12 all’aperto ed in ambienti non climatizzati crea un danno alla salute  per i salariati e le salariati coinvolti.

Lo Stato del Canton Ticino  ha una duplice responsabilità a questo soggetto:

Quale datore di lavoro. Presso l’amministrazione pubblica e parapubblica (cantonale e comunale)  lavorano alcune migliaia di salariati occupati in attività svolte all’aperto ed in ambienti non climatizzati. Il Consiglio di Stato è dunque obbligato per legge a tutelare la salute del proprio personale e deve di conseguenza mettere ogni suo dipendente nella condizione di poter tutelare la sua salute, evitando di lavorare all’aperto o in ambienti non climatizzati nel corso del pomeriggio.

Quale esecutore della Legge sanitaria del 18 aprile 1989. Questa legge ha come scopo la promozione e la salvaguarda della salute della popolazione, tramite la prevenzione delle malattie, il mantenimento ed il recupero della salute di tutti i cittadini senza distinzione di condizione individuale e sociale. Di conseguenza il Consiglio di Stato è tenuto ad agire affinché le migliaia di salariati occupati nel settore privato (edilizia, agricoltura, ecc.) non debbano mettere a repentaglio la propria salute, lavorando all’aperto ed in ambienti non climatizzati.

Si potrebbe aggiungere una terza responsabilità del Consiglio di Stato: egli è uno dei più importanti committenti del settore edile, settore in cui per antonomasia si lavora all’aperto. Dunque il Consiglio di Stato dovrebbe e potrebbe obbligare le imprese a cui ha appaltato dei lavori all’aperto ad interrompere il lavoro durante il periodo di canicola.

 

Alla luce di queste considerazioni chiedo al Consiglio di Stato attraverso quali misure immediate e concrete intenda, in questi giorni, adempiere ai propri obblighi di datore di lavoro e di esecutore della Legge sanitaria in relazione alla messa in pericolo della salute dei salariati occupati all’esterno ed in ambienti non climatizzati durante il periodo di canicola.

 

Gran Consigliere MPS

Matteo Pronzini 

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