Tempo di lettura: 2 minuti

Adesso sono tutti indignati e scatenati i nostri parlamentari: l’”offesa” portata loro da Fulvio Pelli, che li ha tenuti all’oscuro dei cambiamenti in atto ai vertici di BancaStato, deve essere lavata. E tutti chiedono al governo di riferire su questa vicenda.

I più indignati, perché presi per i fondelli quasi in diretta, sono stati i membri della commissione di controllo del mandato pubblico che, sempre in diretta, hanno dato una bella dimostrano di cosa e come siano in grado di controllare…

Il problema, avrebbero dovuto capirlo prima di “indignarsi”, non è tanto il fatto che Fulvio Pelli abbia loro mentito; ma che loro abbiano creduto alle panzane di Fulvio Pelli senza reagire.

Ma in realtà questa vicenda, l’ennesima che investe BancaStato in questi ultimi anni, dimostra il fallimento della strategia difesa da tutti i principali schieramenti parlamentari.

Con la riforma della legge su BancaStato del 2003 era stato promesso ai ticinesi maggiore redditività, maggior trasparenza ed un fondamentale contributo allo sviluppo dell’economia ticinese. Erano questi gli argomenti, invocati da tutti i partiti, che avevano permesso di sconfiggere  (seppur di misura, i no erano stati il 42%) il referendum che l’MPS aveva promosso praticamente da solo.

In questi 8 anni le promesse di allora non sono state mantenute. La redditività promessa non si è vista e, anzi, la banca è declinata fortemente, tanto da essere in fondo nelle classifiche sulle banche cantonali; la trasparenza ed il controllo hanno fatto passi da gigante all’indietro: prova nei siano i diversi “scandali” (Virgilio-SUVA, Tobler, Garzoni, ecc,) che si sono succeduti; il contributo all’economia di BancaStato si è rivelato persino inferiore di altre banche paragonabili (Raiffeisen) o delle stesse grandi banche.

Tutto questo avveniva sotto gli occhi degli stessi parlamentari e partiti promotori della riforma. Che, come le tre scimmiette, su BancaStato non vedevano, non sentivano e non parlavano.

Se si esclude l’intervento dei soliti malintenzionati (ad esempio gli UDC che vorrebbero privatizzarla…) tutti hanno fatto come le tre scimmiette: non  hanno visto, non hanno sentito e,soprattutto, sono stati zitti.

Eppure ogni anno il Gran Consiglio discute dei conti di BancaStato, li approva. Ed in quelle cifre, sono cristallizzati gli orientamenti, le strategie, la conduzione. E lo stesso si può dire per la ormai mitica commissione di sorveglianza del mandato pubblico di BancaStato.

Tutti hanno approvato, votato, sottoscritto: sono state veramente delle mosche bianche coloro che hanno sollevato in questi anni qualche obiezione, senza mai tuttavia distanziarsi dagli orientamenti e dalle conclusione dei loro rispettivi partiti.

Per questo lo stupore di questi giorni, l’indignazione, la richiesta di chiarezza fanno un po’ sorridere e viene da chiedersi: ma dove eravate in questi anni si concretizzava uno sviluppo disastroso di BancaStato di cui l’attuale vicenda Barbuscia non è che un epifenomeno?

Se solo avessero dato uno sguardo agli articoli che regolarmente questo giornale ha dedicato a BancaStato in questi anni, avrebbero potuto subito capire cosa stava succedendo.

Pin It on Pinterest