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La discussione attorno alla “forza” del franco ha un solo obiettivo dal punto di vista padronale: difendere il più possibili i margini di profitto, intaccati dalla evoluzione dell’euro a seguito della crisi finanziaria ed economica che investe la sua area.

D’altronde che l’evoluzione del franco non rimetta in discussione in modo drammatico l’industria svizzera d’esportazione nel suo complesso è confermato anche da studi provenienti da fonti non certo sospette.

In uno studio pubblicato lo scorso 22 agosto la Euler Hermes(1) scriveva: “Il settore svizzero di esportazione ha tutte le chance di uscire rafforzato dalle attuali turbolenze monetarie…I settori svizzeri di esportazione sono toccati in modo diverso dall’aumento del franco. L’industria orologiera e quella delle macchine, le industrie chimiche e farmaceutiche così come quella dell’industria di strumenti e apparecchi medici sono i meno sensibili. Questi settori sono in effetti molto ben posizionati sui mercati mondiali e conseguono margini superiori alla media” (sottolineatura nostra).

 

Favoriti i consumatori?

 

La seconda grande impostura di queste settimane, orchestrata dalle grandi catene di distribuzione, avviene attorno ai prezzi dei prodotti importati. Comunicati, pagine pubblicitarie, interviste, dichiarazioni: tutto per convincerci che saremo noi, i consumatori, i veri vincitori di questa battaglia del franco, potendo approfittare di ribassi sui prezzi di centinaia, migliaia di prodotti.

La realtà è ben diversa come confermano le prime rilevazioni. Il sito comparis.ch ha infatti constatato come se è vero che il 25% dei prodotti ha subito un diminuzione negli ultimi tempi, una percentuale uguale ha subito un incremento. A giudizio dei responsabili del portale non si può quindi affermare che i consumatori stiano in qualche modo beneficiando di una importante diminuzione dei prezzi.

Ed una conferma ulteriore viene dalla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo del mese di settembre, pubblicato proprio in questi giorni, dal quale emerge che in diversi settori merceologici legati ai consumi di prima necessità complessivamente i prezzi restano stabili.

D’altronde lo stesso rapporto citato in precedenza ricorda come “Tra i grandi vincitori del rafforzamento del franco vi è certamente il commercio all’ingrosso, che importa i prodotti dalla zona euro ad un prezzo estremamente favorevole e che raramente ripercuote tutto il guadagno realizzato sui prezzi finali”.

 

Un panorama inquietante

 

Aumento degli orari di lavoro, diminuzioni dei salari, stagnazione dei prezzi: è questo lo scenario che si annuncia per i prossimi mesi e che, di fatto, rappresenta un nuovo duro colpo ai salariati di questo paese.

Le misure previste, sostanzialmente di ordine monetario e finanziario, servono sostanzialmente a difendere i margini di profitto del padronato; le politiche padronali, attraverso gli accordi e le misure tese ad aumentare la diminuzione dei costi, non fanno altro che scaricare sui salariati il mantenimento dei margini di profitto.

Complessivamente continua quindi la politica di trasferimento di ricchezza dal lavoro al capitale: una situazione alla quale sarebbe necessario rispondere con ben altra energia di quella sprigionata da riturali conferenze stampa e da ancor più rituali manifestazioni di sabato alle quali si preparano le organizzazioni sindacali.

 

1. La Euler  Hermes, membro del gruppo assicurativo Allianz, è il leader mondiale  nel settore dell’assicurazione-crediti ed uno dei leader nella cauzione e nella riassicurazione dei crediti commerciali

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