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Le circa 6’000 richieste di riesame (specie di ricorsi) inoltrate alla direzione FFS sono un punto di partenza per il rifiuto del nuovo sistema salariale (denominato TOCO) imposto dalle FFS con il consueto accordo sindacale che, di fatto, rappresenta una diminuzione reale dei salari per decine di migliaia di lavoratori e lavoratrici (Red.)

 

I nostri lettori, hanno potuto seguire il triste sviluppo e della conclusione delle trattative del nuovo sistema salariale per i  lavoratori delle FFS.

Abbiamo sottolineato come il nuovo sistema costituisca una vero e proprio atto di dumping salariale. Infatti la nuova classificazione mette pressione sui salari dei lavoratori, bloccando di fatto definitivamente i salari di una buona parte di loro, oltre ad introdurre salari iniziali estremamente bassi e rendendo più difficile il raggiungimento del massimo di una classe salariale.

A tutto questo vanno aggiunti i livelli estremamente bassi che caratterizzano i salari minimi d’entrata di alcune delle nuove classi salariali (al di sotto dei 4’000 franchi mensili)

 

Un’applicazione disastrosa

 

Se le condizioni di base del nuovo sistema salariale sono negative, ancor peggio è andata e sta andando con le procedure di applicazione del nuovo sistema salariale, pertanto discusse e decise nell’ambito delle trattative contrattuali.

Il passaggio dalla vecchia scala salariale presuppone di fatto un nuovo contratto di lavoro. Per questo nel corso dell’estate ogni lavoratore ha ricevuto una lettera dalle FFS con la quale viene indicata la sua collocazione nel nuovo sistema salariale.

Questa nuova collocazione avrebbe dovuto avvenire nella massima trasparenza, con discussione e illustrazione da parte dei superiori all’interno di ogni singola unità lavorativa, sulla base di una documentazione che descrivesse in modo chiaro le mansioni relative al posto occupato e la sua inserzione all’interno della struttura produttiva dell’azienda.

Ma di tutto questo si è visto ben poco e molti lavoratori hanno accettato la nuova classificazione senza reagire, rassegnati a non capire, per scoraggiamento o per paura, un sistema salariale tutt’altro che trasparente.

Ma una parte ha reagito, ha chiesto spiegazioni e ha messo sotto pressione lo stesso apparato sindacale, chiedendo informazioni, spiegazioni, ecc.

Han dovuto prenderne atto persino le direzioni sindacali che nelle loro assemblee nazionali hanno subito le critiche dei pur scelti e poco conflittuali delegati sindacali che, tuttavia, non potevano non riproporre i quesiti che venivano loro sottoposti dai lavoratori  sui luoghi di lavoro.

 

Una strategia per salvare TOCO

 

È in questo modo che l’atteggiamento delle direzioni sindacali è cambiato. Un cambiamento tuttavia che non investe il fondo. Il nuovo sistema salariale (denominato TOCO) viene così salvato. Ad essere richiesta è una revisione delle attribuzioni alle nuove classi salariali e la descrizione stessa di alcuni posti (sulla base della quale avvengono poi queste attribuzioni).

Una strategia condotta dalle direzioni sindacali che sperano, in questo modo, di far dimenticare il peccato originale (il nuovo sistema salariale TOCO che hanno a piene mani sottoscritto), spostando tutta la problematica sulla sua applicazione.

È da qui che nascono le circa 6’000 richieste di riesame della propria attribuzione (sorta di ricorsi) che sarebbero oggi pendenti davanti alle FFS. Lavoratori la cui attribuzione alla nuova classe non è stata motivata, non è chiara, non è equa.

 

Andare oltre TOCO. Aprire una discussione

 

La presenza di questa forte diffidenza e contestazione nei confronti del nuovo sistema salariale TOCO non può essere ridotta ad un semplice problema di applicazione. Il sistema, per le ragioni che abbiamo evocato, all’inizio è uno strumento potente in mano alle FFS per diminuire i salari, valutare sempre più secondo criteri meritocratici, dividere i salariati delle FFS.

Come tale esso va rimesso totalmente in discussione.

L’esistenza di questa prima base di contestazione  legata alle attribuzioni nelle diverse classi salariali deve essere sfruttata dalle forze che militano da tempo contro questo sistema salariale. Organizzare una discussione tra lavoratori a livello nazionale, confrontare esperienze e punti di vista rappresenterebbe un passo importante nell’attuale contesto politico e sociale di questo paese.                               

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