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Ci voleva il Corriere del Ticino per dare voce a quelli che sono i veri “padroni” di Axion Bank, cioè quel management che di fatto tiene saldamente in mano le redini della banca, formalmente controllata da BancaStato. Come noto Axion Swiss Bank  è detenuta da una holding della quale BancaStato detiene l’80% del capitale azionario, mentre l’altro 20% è posseduto dal management di Axion.

 

In una intervista apparsa sul quotidiano luganese lo scorso 15 maggio, Alberto Lotti, amministratore delegato di Axion, illustra il proprio punto di vista sulla banca, sul valore della transazione con la quale BancaStato ne ha acquisito, si fa per dire, il «controllo», sulle prospettive future. Pur se in un linguaggio a volte un po’ oscuro, l’intervista è utile a comprendere alcune cose.

 

Avete detto denaro pulito?

 

Lotti conferma una cosa che già si sapeva, e cioè che il nucleo forte dei capitali amministrati da Axion proviene dall’Europa Centrale ed orientale (circa il 55%). E ribadisce che «Axion punta su questi mercati».

Ora appare a qualsiasi persona dotata di un minimo di buon senso che privilegiare questi mercati significa tutto meno che orientarsi verso la strategia ufficialmente condivisa da tutta la classe politica elvetica (a cominciare dall’ex presidente del PLR svizzero e presidente del consiglio di amministrazione di BancaStato).  Infatti non è mistero per nessuno che quei capitali poco o nulla possono avere a che fare con la cosiddetta strategia del denaro pulito che, almeno a parole, dovrebbe orientare il nuovo corso delle banche in svizzera.

Sorprende che ad orientarsi verso mercati con capitali cronicamente «non puliti» sia una banca sulla quale punta la banca pubblica cantonale, che dovrebbe, tra le altre cose, rispettare un mandato pubblico e che si richiama, così si ripete spesso, a valori «etici».

 

Quanto vale Axion Bank?

 

Secondo Lotti l’acquisto di Axion è stato un affare per BancaStato. A fronte dei 57,5 milioni spesi per «acquisirne il controllo», vi sarebbero già i primi ritorni (1,9 milioni di utili nel 2011).

Siccome altri dati non ve ne sono e quelli presentati non sono certo entusiasmanti, Lotti trova una formula singolare per spiegare perché è stato un affare. Afferma: «È mia opinione che il valore intrinseco della banca sia senza dubbio superiore al prezzo pagato nel  2010».

E già, il valore intrinseco…Perché Lotti non prova, così per gioco e per vedere quanto la sua opinione sia solida, a far circolare la voce che Axion sarebbe sul mercato, che potrebbe essere ceduta? Vedrebbe, Lotti, cosa farsene del suo valore intrinseco…

 

Chi comanda?

 

È noto che nel private banking, cioè nelle banche che si occupano di gestione patrimoniale, il rapporto con gli investitori più importanti è decisivo. Ed è pure noto che molto spesso vi è un rapporto «personale» tra i diversi membri del management e i maggiori clienti, quelli che costituiscono la base fondamentale della base amministrata dalla banca.

La partenza dei manager dalla banca ha spesso, come conseguenza, la partenza di clienti importanti e la messa in pericolo dell’esistenza stessa della banca, soprattutto nel caso di una banca che non disponga di un capitale amministrato molto ampio e diversificato.

È la situazione nella quale oggi si trova Axion Bank. I manager, ereditati dalla esperienza di Unicredit Suisse, sono i veri «padroni» della banca poiché sono loro a «gestire» i clienti, in particolare questa frangia fondamentale che viene dai mercati dell’Europa orientale.

In altre parole è il management di Axion (cioè la minoranza facendo riferimento ai rapporti di forza in seno al capitale della holding di controllo) che decide gli orientamenti, la politica, la strategia e non certo gli organismi dirigenti di BancaStato.

Quanto questa situazione sia poco sana, in particolare per una banca pubblica, lo possono capire tutti.

E dovrebbe capirlo, prima che sia troppo tardi, anche il Parlamento che su questa vicenda, dopo essersi lasciato allegramente scavalcare nella sua qualità di rappresentante della proprietà in occasione dell’acquisto di Axion.

Ora le cose diventano, anche nel quadro della evoluzione dei mercati finanziarie serie e pericolose.

Axion potrebbe rivelarsi più un affare per chi è riuscito a cedere la patata bollente. A BancaStato ed al cantone potrebbe rimanere in mano la classica pepa tencia!

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