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In occasione delle recenti elezioni del 6 maggio, 2012, lo slogan principale di SYRIZA (Coalizione della Sinistra Radicale, una formazione che raccoglie partiti e organizzazioni riformiste e rivoluzionarie) è stata confermata: “Sovversione in Grecia – Messaggio per l’Europa “.

Questo risultato costituisce, prima di tutto, un cambiamento radicale dello status quo. Il popolo ha votato massicciamente contro il partito di destra Nuova Democrazia (ND) e contro il partito socialdemocratico PASOK . Questi due partiti erano i “guardiani” del “memorandum”(Cioè l’accordo relativo al “prestito alla Grecia” condizionato a una serie di misure contro i lavoratori, firmato dall’FMI, dalla Commissione europea e dalla Banca centrale europea – la “troika”) e i principali partner del governo del “tecnocrate” Loukas Papademos (1). Il terzo membro di questo governo bipartito, l’organizzazione di estrema destra LAOS è stato sopraffatto assieme a loro, buttato fuori dal prossimo parlamento [il Laos non ha ottenuto il 3% dei voti, la soglia minima necessaria per entrare in parlamento ].
Il leader di Nuova Democrazia, Antonis Samaras, aveva dichiarato, prima delle elezioni, che l’obiettivo del suo partito era quello di conquistare una maggioranza di governo con le sole proprie forze. Per finire ND ha perso 1,1 milioni di voti, cioè il 15% dei voti totali se si confronta questo risultato con quello del 2009. Va sottolineato che il risultato del 2009 era stato considerato un arretramento record ed era stata considerata come una cocente sconfitta per il partito.
Il leader del PASOK, Evangelos Venizelos, sperava che il suo partito avrebbe per lo meno conquistato la prima posizione. A conti fatti il suo partito ha perso 2,2 milioni di voti, pari al 13,18%, un vero disastro rispetto al 43,92% delle elezioni del 2009. PASOK è arrivato al terzo posto, dietro la coalizione SYRIZA.
Lo strumento di base che il popolo ha massicciamente utilizzato per esprimere il suo spostamento a sinistra è stato quello di votare per SYRIZA. Il risultato della coalizione della sinistra Radicale [SYRIZA] è passato dal 4,6% (315.000 voti) del 2009 al 16,8% (1,1 milioni di voti) nel 2012. SYRIZA è stata ricompensata per la sua politica radicale di sinistra: un NO forte e chiaro ai due memorandum e agli accordi relativi ai prestiti condizionati, le denunce permanenti degli interessi e delle opzioni dei banchieri, la rivendicazione di un’imposizione sui ricchi, ecc. La coalizione è stata premiata per la sua politica unitaria, diretta contro i veri nemici, evitando così la “guerra civile” all’interno della sinistra. Essa è stata soprattutto ricompensata poiché non ha esitato a sfidare i ricatti di Samaras e Venizelos: SYRIZA ha affermato la necessità di rovesciare il governo e ha portato avanti la prospettiva di un governo di sinistra [che si opponesse ai memorandum].
Il Partito Comunista [KKE] ha mantenuto la sua influenza allo stesso livello. Dai 517’249 voti nel 2009 è arrivato ai 536’072 voti. In un contesto caratterizzato da lotte importanti e da un massiccia svolta verso la sinistra, questa “crescita” elettorale appare trascurabile. Vi è qui un “insegnamento” che la direzione del Partito Comunista dovrebbe trarre dai risultati elettorali del 6 maggio. Questo partito ha infatti scelto di concentrare principalmente le sue critiche all’indirizzo di SYRIZA e – soprattutto – ha affermato, forte e chiaro che tutti gli sforzi che la popolazione potrebbe far per cambiare, oggi, la sua esistenza – e contrariamente a quanto si potrebbe fare nell’ambito di una sorta di “potere popolare” in un lontano futuro – sarebbe una illusione pericolosa …
La progressione elettorale di ANTARSYA – Fronte della sinistra anticapitalista greca, la coalizione di alcune organizzazioni di estrema sinistra – è pure stata molto limitata: 24’687 voti (0,36%) nel 2009, 75’439 (1,1%) nel 2012. In un contesto di grandi lotte e di una continua radicalizzazione popolare, questa coalizione di estrema sinistra ha fallito nel suo tentativo di realizzare un “grande balzo in avanti” per quanto riguarda la sua influenza e il suo ruolo politico. Non è riuscita a fare quello che invece è riuscito ai neonazisti (Alba Dorata – Chryssi Avgi), l’ala “radicale” della destra.
È questo il lato più oscuro di queste elezioni, il forte aumento di Alba Dorata, che non è semplicemente un’organizzazione di estrema destra, ma è una formazione politica neonazista dura. I discepoli di Hitler sono riusciti ad ottenere 440.000 voti (6,97%). Questa banda di teppisti (che si presenta come una forza contraria al memorandum, mentre in realtà è e sarà sempre un fedele cane da guardia della classe dominante) ha ora l’opportunità (e il denaro) per ottenere lo status di partito politico e diventare una minaccia ancora maggiore contro gli immigrati, la sinistra e il movimento dei lavoratori. Opporsi a questa forza diventa ora un dei compiti fondamentali per il movimento di resistenza e per la sinistra. Lo sforzo per ricacciare indietro i nazisti deve essere una lotta cosciente, organizzata e permanente.
Questi risultati elettorali sono, nel complesso, un pugno nello stomaco per il sistema. Hanno provocato una paralisi senza precedenti del personale politico della classe dominante, proprio nel momento in cui l’intensificazione della crisi socio-economica mondiale impone loro di agire più rapidamente e con maggiore decisione contro i lavoratori. Questi risultati mettono in risalto anche la possibilità di una crescita delle resistenze “dal basso”. Allo stesso tempo aprono la possibilità di un mutamento più radicale dello status quo dal momento in cui la rivendicazione di un “governo di sinistra” è supportato da una parte decisiva della popolazione.
È questo un aspetto che non può essere ignorato. SYRIZA è in testa per voti espressi se si prende in considerazione il voto della classe lavoratrice (sia nel settore pubblico che nel settore privato), tra i disoccupati, tra gli elettori di età compresa tra 18-34 anni e 35 -54 anni. È anche il maggiore partito nei quartieri popolari di Atene e del Pireo [che è anche un centro industriale e non solo un porto, a 12 km dal centro di Atene].
Questi risultati costituiscono un “messaggio” per l’Europa. Un messaggio che non è isolato, come hanno dimostrato le recenti elezioni presidenziali in Francia. I dirigenti dell’Unione europea (UE) hanno risposto a questo messaggio in modo contraddittorio. Nella speranza, da un lato, di poter controllare la situazione dopo le elezioni, cercano di spaventare la gente, minacciandoli con la prospettiva del “caos” se lo Stato greco non rispetterà gli accordi firmati da Samaras e Venizelos. Dall’altro stanno manovrando, cercando di lasciare aperta una sorta di “trattativa”. Affermano che potrebbero essere disposti a discutere alcuni “aggiustamenti” dei memorandum, estendendo, ad esempio, le misure di austerità – in termini di quota del deficit del PIL – sull’arco di tre anni invece di due, in modo da renderli più “leggeri”. Potrebbero negoziare un nuova politica che combinerebbe le misure di austerità con la promessa di varare misure di “rilancio”.
La cancelliera tedesca A. Merkel e il suo ministro delle finanze, Wolfgang Schäuble sono in realtà terrorizzati. Si rendono conto che la Grecia potrebbe effettivamente diventare l'”anello debole” della catena europea dell’austerità. La sinistra deve muoversi con forza in questa prospettiva europea.
I risultati del 6 maggio 2012 non vengono dal nulla. Questo sconvolgimento politico ha le sue radici nella ondata di lotte sostenute negli ultimi anni: massicci scioperi generali, manifestazioni militanti e occupazioni di piazze. Le sue radici affondano nell’esperienza politica maturata dal popolo, dalla rivolta giovanile del dicembre 2008 all’esplosione di rabbia militante della classe operaia nelle strade di Atene nel febbraio 2012.
Il ruolo svolto da SYRIZA nella cristallizzazione di questa dinamica è stato quello garantirle un’espressione politica. Questo ruolo, tuttavia, non dovrebbe essere ignorato e non può esserlo.
L’establishment ha già cercato di rovesciare e di rompere questa dinamica, minacciandola con l’accusa di una prospettiva che si caratterizza per una “mancanza di governabilità” e facendo pressione per un governo di “salvezza nazionale” che includa tutti i partiti.
La coalizione SYRIZA ha finora assunto un posizione corretta, rifiutando un tale scenario e resistendo a tutte le pressioni e i ricatti. Essa dovrà continuare la sua resistenza fino alla fine. Il piano della “troika” potrà essere annullato in un modo favorevole ai lavoratori solo da un vero governo di sinistra. Un tale governo potrà annullare i memorandum e gli accordi relativi ai prestiti come un primo passo verso un programma “sociale urgente”. Le “parole chiave” di questo programma dovranno essere: salari, pensioni, istruzione pubblica, sanità pubblica, solidarietà organizzata per i disoccupati. Per trovare i soldi per una tale politica sociale, questo governo smetterà di pagare i debiti agli squali greci e internazionali, nazionalizzerà il sistema bancario e implementare un’imposizione elevata sui profitti aziendali e sulla ricchezza.
I due partiti ufficiali principali entreranno inevitabilmente in una profonda crisi. All’interno di ND ci sono già voci che si levano per chiedere la decapitazione di Samaras. All’interno del PASOK, persino Theodoros Pangalos (dirigente storico e di alto livello, deputato dal 1981, fedele al partito e famoso per il suo linguaggio brutale contro i suoi rivali nella difesa del partito) si è chiesto pubblicamente se abbia ancora un senso l’esistenza stessa del PASOK.
La sinistra potrebbe scuotere “dal basso” questo sistema politico marcio. La direzione del Partito Comunista, nella misura in cui continua ad insistere nello “stare tranquillamente sul ciglio della strada,” ha una responsabilità storica, fornendo a Samaras e Venizelos un’ancora di salvezza. Anche se questo atteggiamento non cambia, SYRIZA non ha motivo di essere spaventata dalla prospettiva di nuove elezioni. [Tutti i sondaggi più recenti – 10 maggio 2012 – le attribuiscono il 27,7% dei voti, 20,3% per ND, PASOK al 12,6%, Greci indipendenti, scissione di ND al 10,2%, a KKE (partito Comunista ) 7%, 5,7% ad Alba Dorata e il 4,9% a Sinistra Democratica]
In questa prospettiva, ripetiamo ancora una volta il nostro appello per un fronte unito della sinistra, sia nelle lotte che sul terreno politico-elettorale, di tutte le forze della sinistra e in particolare dei nostri compagni di ANTARSYA.
In questo senso DEA [Sinistra operaia internazionalista] è attivamente coinvolta nella lotta portata avanti da SYRIZA e siamo orgogliosi della nostra scelta. Inviamo il nostro saluto ed il nostro ringraziamento a tutti i compagni e le compagne che hanno votato i nostri militanti presenti sulle liste di e ci impegniamo, ancora una volta, a fare tutto quanto in nostro potere per mantenere SYRIZA su una posizione radicale di sinistra; il che corrisponde anche al desiderio della stragrande maggioranza dei suoi membri e dei suoi simpatizzanti. u

 

* DEA (Sinistra Operaia Internazionalista) è considerata la più importante organizzazione dell’estrema sinistra greca. Di orientamento socialista rivoluzionario, mantiene stretti legami con la ISO (International Socialist Organization) degli USA. La DEA ha partecipato alle elezioni politiche greche del 2004, del 2007 e del 2009 (così come in quelle dei giorni scorsi) all’interno di SYRIZA.

 

1. Papademos è stato direttore della Banca Centrale di Grecia tra il 1994 e il 2002, poi Vice-Presidente della Banca centrale europea (BCE), fino al 2010. È stato nominato primo ministro dal Presidente K. Papoulias ed e ha preso la testa di un governo di unità nazionale nel novembre 2011, a seguito delle dimissioni di G. Papandreou (PASOK). Questo governo è stato sostenuto dal Movimento socialista panellenico (PASOK), da Nuova Democrazia (ND) e dalla Guardia popolare ortodossa (LAOS)

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