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Pubblichiamo qui di seguito un breve articolo sulla sparatoria avvenuta nei giorni scorsi in un cinema di Colorado. L’articolo mette in questione la legge degli Statunitense sul possesso d’armi da fuoco in grado di favorire stragi comme quella avvenuta in Colorado o come l’omicidio di un anno fa del giovane Travor Martyn per mano di una “guardia di quartiere” che ha impugnato il suo “diritto all’autodifesa” (Red.)

 
Aurora, la città della strage nel cinema, dista solo una trentina di kilometri da Columbine dove nel 1999 avvenne un’altra strage ad opera di due studenti, 12 morti e decine di feriti. Entrambe sono in Colorado, uno stato con una legislazione che praticamente permette il libero acquisto di armi per “difendere la persona e la proprietà” e il porto di armi in pubblico purchè non visibili. James Holmes, l’autore della strage nel cinema, aveva un arsenale in casa: pistole, fucili automatici, bombe, migliaia di proiettili. Tutto acquistato legalmente in centri commerciali o su internet. In questi giorni sui grandi media americani si sprecano analisi e interviste ad esperti per ricostruire la personalità del giovane che si è presentato nel cinema di Aurora con tanto di pistole, fucile a pompa, maschera antigas e giubbotto antiproiettile. Poco spazio, quasi nulla, è invece dedicato alle responsabilità della National Rifle Association, la potentissima lobby dei produttori e distributori di armi che in questi anni è stata in grado di condizionare pesantemente la legislazione di decine di stati in modo da non mettere vincoli alla vendita di armi. Illuminante, si fa per dire, la dichiarazione – riportata dal New York Times – di Luke O’Dell portavoce dei commercianti di armi del Colorado che arriva a sostenere che il bilancio dei morti e dei feriti nel cinema di Aurora sarebbe stato meno tragico se nel locale fosse stato permesso agli spettatori di portare armi: ” si sarebbero potuti difendere”. Secondo un recente studio del Brady Center, un’organizzazione non-profit che si batte per la limitazione del commercio di armi, dal 2000 a oggi negli Stati Uniti ci sono stati 100 mila morti dovuti all’uso di armi da fuoco, una carneficina. A quanto pare questo non sconvolge più di tanto Obama e nemmeno Romney, suo avversario alle prossime presidenziali, che in sintonia bipartisan hanno dichiarato : “ora è il momento della preghiera e non della politica”. La National Rifle Association è un importante serbatoio di voti e di finanziamenti in gran parte schierata con i repubblicani ma che i democratici non disperano di trascinarne una pezzo dalla loro parte. E, come si sa, le campagne elettorali si fanno con i vivi non con i morti. Un’ultima annotazione, o meglio una domanda: che ci fa La Fabbrica d’Armi Beretta di Gardone Valtrompia provincia di Brescia tra i principali soci dell’americana National Rifle Association ?
 
* Questo articolo è stato pubblicato sul sito www.ilmegafonoquotidiano.it.

 

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