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No al Preventivo 2013, per un’opposizione politica e sociale nel paese e nel Parlamento

 

Il Movimento per il socialismo (MPS) prende atto dell’accordo tra partiti di governo e governo per la definizione di una nuova versione del Preventivo 2013.

 

Con questo accordo, di fatto, il Preventivo 2013 assume un’impostazione ancor più lontana dalle preoccupazioni con le quali è confrontata la popolazione che vive e lavora in questo cantone.

Pensiamo, ad esempio, alla disoccupazione, in particolare a quella giovanile, in aumento e le cui prospettive per il 2013 sono sempre più allarmanti; oppure alla questione del dumping salariale e sociale che inesorabilmente sta modificando il panorama economico e sociale del cantone; o, ancora, alla necessità di creare nuova occupazione di fronte alla crisi che investe settori interi dell’economia cantonale, da quello finanziario a quello turistico.

 

Se qualcuno cercasse nel Preventivo 2013 risposte, anche parziali,  a queste che tutti i ticinesi e le ticinesi considerano sicuramente come delle priorità, resterebbe sicuramente deluso. Le preoccupazioni sono ben altre, in particolare tutte tese ad ottenere, almeno in apparenza, una diminuzione del deficit ed un contenimento del debito pubblico. E su questa base, in un secondo tempo, rilanciare una politica di sgravi fiscali ritenuta, e siamo ormai nell’ambito del surreale, l’unica risposta adeguata atta a favorire la ripresa economica nel nostro cantone.

 

La prospettiva di 2013 ormai avviato verso una stagnazione economica trova concordi tutti gli economisti di tutto il mondo: solo i partiti di governo del canton Ticino sembrano non rendersi conto di come il prossimo anno rischia di essere  segnato dalla recessione in Europa e quindi da un rallentamento  anche in Svizzera e in Ticino. In questo contesto il Preventivo fa esattamente l’opposto di quel che si dovrebbe fare (e la “nuova versione” non fa che peggiorare le cose): con la sua logica di austerità e di risparmio sviluppa sicuramente  una dinamica per nulla anticiclica, ma prociclica. È vero che il Cantone non può con il suo Preventivo correggere squilibri economici insiti nella crisi del capitalismo, ma è vero che anche a livello cantonale potrebbero essere messe in atto misure perlomeno tese ad attenuare le conseguenze della crisi economica e sociale, in particolare per le classi popolari.

Il rappresentate dell’MPS, Matteo Pronzini, il cui giudizio e voto sul complesso del Preventivo erano e restano negativi, presenterà comunque degli  emendamenti  sui temi di fondo sopra indicati (lotta alla disoccupazione, occupazione giovanile, lotta al dumping).

 

Le recenti mobilitazioni nel settore pubblico cantonale, ed in modo particolare in quello della scuola, hanno posto con urgenza la necessità di vere e profonde riforme nel servizio pubblico, in particolare nella scuola. Riforme che devono essere reali e incisive sia dal punto di vista qualitativo che da quello quantitativo.

L’esito del Preventivo 2013 (qualsiasi sia la misura finale relativa al taglio dei salari), la recente riforma della cassa pensione, le blande misure annunciate nel settore scolastico (la cosiddetta diminuzione del numero degli allievi per classe, la riforma della legge sull’abilitazione nonché quella, prossima, dell’aggiornamento dei docenti) mostrano come non si voglia procedere con misure di riforma effettivamente efficaci, tali cioè da rappresentare risposte adeguate agli urgenti problemi che l’evoluzione economica e sociale pone.

 

Le recenti mobilitazioni nel settore pubblico, la determinazione di settori di lavoratori e lavoratrici (pensiamo, ad esempio, ai lavoratori dell’Officina), conferma la necessità e la possibilità di costruire un’ampia mobilitazione sociale che si opponga alla politica del governo e dei partiti che ne fanno parte e ne sostengono l’azione. Il 2013, che si annuncia come un anno difficile, dovrà vederci impegnati con grande determinazione nel tentativo di sviluppare in modo più ampio questa forma di opposizione sociale manifestatasi nel settore pubblico.

 

L’MPS continuerà a svolgere  in Parlamento e nella società il suo ruolo di opposizione di sinistra, sulla base del programma elettorale presentato alle elezioni cantonali, delle proprie rivendicazioni di carattere sociale e culturale. Cercherà, nella misura delle sue forze, di costruire una strategia di alternativa alle forze liberali e social-liberali ed ai loro alleati raccogliticci.

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