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Mendriso-FoxTown-2Di fronte alla decisione del governo e del DFE di “sospendere” la procedura che avrebbe dovuto portare all’imposizione del divieto di lavorare la domenica, l’MPS non è certo rimasto con le mani in mano. Ha dapprima denunciato alla Procura la decisione di governo e DFE, ritenendo illegittima la loro decisione di “sospendere” l’applicazione della Legge federale sul Lavoro (LL).

 

Martedì 24 giugno l’MPS ha deciso di chiedere alla Procura generale di intervenire laddove il governo non ha voluto, per opportunità politica, intervenire. E cioè obbligare i negozi a rispettare la legge, in particolare laddove essa vieta il lavoro domenicale nei centri commerciali. L’art. 59 della Legge sul lavoro, relativo alla “responsabilità penale del datore di lavoro” afferma in modo chiaro che “Il datore di lavoro é punibile se viola le prescrizioni in materia di: a) protezione della salute nel lavoro e approvazione dei piani, intenzionalmente o per negligenza; b) durata del lavoro e del riposo, intenzionalmente; c)c. protezione speciale dei giovani o delle donne, intenzionalmente o per negligenza.”

Non vi sono dubbi che da mesi ormai, in particolare dopo che è stato loro intimato chiaramente il divieto del lavoro domenicale, questi negozi violano “intenzionalmente” le prescrizioni relative alla durata del lavoro e del riposo.

Con questa denuncia l’MPS lancia anche la propria campagna in vista della votazione del prossimo settembre sull’iniziativa Lüscher approvata dal parlamento e contro la quale è stato lanciato con successo un referendum. Con l’accettazione di questa iniziativa sarebbe permessa la vendita di prodotti 24 ore su 24, 7 giorni su 7, in tutti i negozi annessi alle stazioni di benzina situate sulle strade fortemente frequentate.

 

Qui di seguito le motivazioni al centro della denuncia presentata dall’MPS.

 

1. Nel 2000 è entrata in vigore la revisione della Legge federale sul lavoro che vieta di principio il lavoro domenicale, escludendo la possibilità per i negozi di frontiera di occupare personale la domenica senza autorizzazione. Le società denunciate nel presente scritto secondo le norme federali, non soddisfano le condizioni per l’ottenimento di un’autorizzazione per l’occupazione di personale la domenica.

Per stessa ammissione della signora Laura Sadis, direttrice del Dipartimento delle finanze e dell’economia, questa situazione fu affrontata e discussa, a partire dal 2008, in più occasioni con la SECO. Nel marzo 2009 la SECO in una lettera indirizzata alla direttrice del DFE dichiarava chiaramente che la situazione dei negozi qui denunciati era da ritenere illegale.

 

2. Nel maggio 2012 il DFE e l’Ispettorato del lavoro, dopo aver svolto dei controlli, hanno formalmente comunicato alle società qui denunciate la violazione del divieto di lavoro senza autorizzazione e della violazione di altre significative norme del diritto del lavoro. Di tutto quanto il DFE informò pure la Magistratura.

I controlli effettuati dall’Ispettorato del lavoro (UIL) hanno riguardato la totalità dei negozi che a Mendrisio occupano illegalmente manodopera alla domenica (175) e 1’235 dipendenti. Il periodo analizzato andava dal 1 gennaio 2012 al 30 aprile ed ha permesso di provare formalmente l’infrazione alla LL su diversi punti. Hanno confermato l’occupazione di personale la domenica in tutti i negozi oggetto dell’inchiesta e hanno fatto emergere una serie di altre infrazioni alle disposizioni della Legge federale sul lavoro, quali la mancata concessione del riposo compensativo, l’impiego di personale per più di sei giorni consecutivi, l’impiego di personale per più di due domeniche consecutive e il lavoro straordinario di domenica.

Inoltre, presso alcuni negozi del FoxTown e due del Centro Ovale, altre disposizioni alla Legge federale sul lavoro, non direttamente correlate al lavoro domenicale, sono state violate. Lo stesso direttore della Divisione dell’economia del DFE nella conferenza stampa del 11 settembre 2012, dove queste infrazioni furono presentate alla stampa affermo d’essere rimasto “piuttosto sorpreso, soprattutto per quanto riguarda il FoxTown, dell’ampiezza delle infrazioni:

Occupazione di personale la domenica                                                   99.3% dei lavoratori

Documentazione (elenchi, altri atti) non conforme                                 92.6% dei lavoratori

Mancata concessione del riposo compensativo                                    36.8% dei lavoratori

Impiego di personale per più di 6 giorni consecutivi                               8.2% dei lavoratori

Impiego di personale per più di 2 domeniche consecutive                 18.0% dei lavoratori

 

3. A metà settembre 2012 l’Ispettorato del lavoro, sulla base di questi accertamenti, ha richiamato formalmente tutti le società al rispetto della Legge federale sul lavoro.

Richiamo al rispetto delle disposizioni legali ribadito formalmente al momento della concessione dell’autorizzazione per l’aperture domenicali e nei giorni festivi dello scorso 14 dicembre 2012. Autorizzazione nella quale il DFE ricordava alle società che le norme disciplinanti l’apertura dei negozi non liberano in ogni caso il datore di lavoro dall’osservanza della Legge federale sul lavoro circa la durata del lavoro e del riposo della manodopera. Al proposito veniva citata la procedura secondo art. 51 della Legge sul lavoro iniziata con lo scritto del 7 settembre 2012.

Ciò malgrado le società coscientemente e volutamente (a questo proposito si ricordano le affermazioni pubbliche fatte da Silvio Tarchini, proprietario del Centro Fox Town) hanno continuato e continuano ad infrangere le disposizioni della LL.

 

4. L’autorità competente di sorveglianza ha, a più riprese, confermato che siamo confrontati con una violazione della Legge sul Lavoro. Una violazione ripetuta, durevole, visto che si protrae da diversi anni.

Eppure la stessa autorità di vigilanza (il Consiglio di Stato, il DFE e per esso l’ispettorato del lavoro) mostrano una connivenza inaccettabile con questa palese ed acclarata situazione di illegalità avendo deciso di “sospendere” l’applicazione della LL, in particolare per quel che riguarda la procedura relativa alle sanzioni per il mancato rispetto della legge stessa.

 

In questo contesto si giustifica un intervento diretto del vostro ufficio, sulla base dell’art. 59 e segg.della LL e 292 CPS, onde ripristinare il rispetto delle disposizioni di Legge che vengono palesemente ed in modo continuativo disattese, con il cosciente concorso dell’autorità di sorveglianza.

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