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acquarossa2Nelle scorse settimane l’MPS ha apertamente preso posizione sulle diverse proposte che sono oggetto di discussione e trattativa nell’ambito dei primi passi della futura pianificazione ospedaliera (2015). Abbiamo indicato in modo chiaro (e nessuno finora è stato in grado di apportare alcuna smentita) come vi sia in atto un tentativo di spostare l’asse dell’offerta ospedaliera ancora una volta verso il settore privato, già fortemente presente nel Cantone, una vera e propria anomalia rispetto al resto della Svizzera (e pensare che per decenni e decenni il settore sanitario in Ticino è stato diretto dai socialisti!).

 

Tra le varie misure che rischiano di avere importanti conseguenze sociali vi è senza dubbio la proposta di trasformare i due ospedali di zona di Acquarossa e Faido (parte integrante dell’Ospedale

regionale di Bellinzona) in istituti sostanzialmente riabilitativi (in parte lo sono già oggi).

In effetti gli ospedali di zona di Faido ed Acquarossa già oggi svolgono attività miste: quello di Faido ha un reparto di riabilitazione ed un reparto di medicina di base (50 letti), quello di Acquarossa un reparto di geriatria e di medicina (circa 40 letti).

Nel progetto di pianificazione che circola, come abbiamo detto, per quel che riguarda i due ospedali si prevede di eliminare completamente il reparto di medicina di base. Un duro colpo poiché, in ogni caso, i due ospedali totalizzano oltre 1’500 ricoveri all’anno.

Queste scelte, cioè l’eliminazione dei reparti di medicina di base, pongono problemi quanto al futuro dei due pronto soccorso oggi istallati in questi ospedali , oggettivamente a rischio. Per più ragioni:

– prima di tutto perché viene meno il finanziamento cantonale del deficit d’esercizio ( 30% circa dei loro costi) finora garantito.

– poi perché eliminando i reparti di medicina, cioè non essendoci più alcuna possibilità di degenza, non è possibile ricoverare pazienti accolti nel pronto soccorso.

– teoricamente questa possibilità esisterebbe ancora ad Acquarossa, ma i costi riconosciuti nell’ambito del nuovo sistema di finanziamento dei costi ospedalieri (l’ormai famigerato DRG sul quale abbiamo a lungo scritto sulle colonne di Solidarietà) sono troppo bassi e i ricoveri diverrebbero finanziariamente onerosi.

 

Che fare?

Si pone quindi il problema di un forte indebolimento delle prestazione e della presenza della medicina pubblica nelle Tre Valli. E questa situazione è ancora più grave se si pensa che nella stessa regione il numero dei medici tende a diminuire: un dato di fatto che tutti possono constatare. È quindi più che mai necessario che questo tema, fin da subito, sia oggetto di un’ampia discussione che coinvolga la popolazione e che sfoci su rivendicazioni chiare a sostegno della presenza della medicina pubblica nelle Tre Valli.

Oggi più che mai è necessario che:

– i reparti di medicina vengano mantenuti negli ospedali di zona di Acquarossa e Faido

– venga potenziata l’offerta medica attraverso l’istituzione, presso i pronto soccorso, di oliambulatori come chiede l’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” presentata dall’MPS lo scorso mese di maggio

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