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Giù le mani 1BsenzaPubblichiamo qui di seguito la presa di posizione Movimento per il socialismo del 28 agosto 2014 sul progetto di pianificazione ospedaliera cantonale.

1. Il Movimento per il socialismo (MPS) ha fin dall’inizio combattuto gli orientamenti alla base del progetto di pianificazione nel settore ospedaliero. È stato grazie agli interventi dell’MPS (già fin da ottobre 2013, quando ancora non erano pubblici, seppur già delineati all’interno della commissione di pianificazione, gli orientamenti principali del progetto di pianificazione) che il dibattito su alcune scelte di fondo ha potuto svilupparsi pubblicamente (chiusura degli ospedali di zona, apertura ulteriore al settore privato, indebolimento dell’ospedale regionale di Bellinzona, ecc.).

Questo intervento di denuncia dell’MPS partiva dalla constatazione della pressione sempre maggiore che la politica di austerità finanziaria imboccata dal Cantone ed il nuovo sistema di finanziamento degli ospedali (in particolare l’introduzione dei DRG, cioè il sistema di finanziamento all’atto) avrebbero esercitato sulle strutture ospedaliere.

Una pressione tesa a sviluppare processi di riduzione dell’offerta ospedaliera, attraverso concentrazioni, soppressioni di reparti, ecc.
La convinzione che la politica ospedaliera si sarebbe sviluppata in questa direzione aveva d’altronde spinto l’MPS, già all’inizio del 2013, a decidere il lancio dell’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali”, depositata nel giugno 2013.

2. Le scelte del consiglio di Stato contenute nel messaggio (posizione unanime quella del governo!) non hanno fatto che confermare i peggiori timori già emersi nella fase che ne ha preceduto la pubblicazione.
Con questo messaggio le scelte del consiglio di Stato in ambito pianificatorio vanno decisamente in una logica sempre più di mercato, tesa alla redditività del sistema ospedaliero e mettendo in secondo piano le esigenze dei pazienti. La logica di servizio pubblico, che dovrebbe guidare la politica ospedaliera del cantone, viene quindi ulteriormente indebolita, dopo che già negli anni scorsi il servizio pubblico aveva dovuto subire innegabili peggioramenti.
Infine, il messaggio ridisegna il sistema ospedaliero cantonale. L’attuale struttura ospedaliera cantonale (con quattro ospedali regionali: Locarno, Bellinzona, Lugano e Mendrisio) dovrà lasciare il posto ad una struttura con due ospedali di rilevanza cantonale (Bellinzona e Lugano) e due ospedali (Mendrisio e Locarno) di “prossimità”. In realtà, se si osserva con attenzione quanto si sta preparando (vedi ad esempio soppressione di fatto del reparto di ortopedia all’ospedale di Bellinzona) e si guardano le cose in prospettiva, appare evidente che si va verso una concentrazione verso una sola struttura cantonale (Lugano) con tre ospedali che vedranno le loro prestazioni fortemente limitate.
Il dibattito sviluppatosi in questi mesi ha mostrato in modo chiaro quanto alcune delle impostazioni di fondo del progetto di pianificazione licenziato con il messaggio del maggio 2014 siano osteggiate da buona parte della popolazione cantonale.
Lo testimoniamo le diverse prese di posizione susseguitesi in questi mesi da parte della popolazione (attraverso alcune petizioni che hanno raccolto migliaia di firme), di autorità comunali e regionali, di medici, di esperti del settore, di associazioni e partiti politici.

3. In questo contesto appare più che necessaria una pausa di riflessione e l’apertura di una discussione politica che, veramente e non in modo per nulla democratico come avvenuto finora, riesca a coinvolgere i cittadini e le cittadine del cantone sulle scelte pianificatorie.
L’MPS chiede quindi che il Consiglio di Stato:
– ritiri il messaggio 6945 del 26 maggio 2014, cioè il progetto di pianificazione
– avvii una consultazione popolare attraverso l’organizzazione di incontri su scala ragionale, aperti a tutti, che permettano alla popolazione di esprimere il proprio punto di vista, le proprie esigenze ed aspettative. Solo sulla base di questa consultazione potrà essere avviato un nuovo progetto di pianificazione.

4. Qualora il Consiglio di Stato rifiutasse queste proposte e volesse continuare l’iter parlamentare del messaggio, l’MPS ritiene che le migliaia di cittadini e cittadine che hanno sottoscritto l’iniziativa “Giù le mani dagli ospedali” abbiano il diritto di vedere affrontate le richieste contenute nella loro iniziativa prima che il gran Consiglio si pronunci sul progetto di pianificazione ospedaliera.
Una procedura di questo tipo sarebbe l’unica rispettosa della volontà popolare. Votare la pianificazione ospedaliera prima che i cittadini e le cittadine possano esprimersi sul contenuto dell’iniziativa (qualora il Gran Consiglio dovesse rifiutarla) rappresenterebbe un chiaro affronto ai principi democratici più elementari. Osiamo sperare che il Gran Consiglio non vada in questa direzione.

5.Infine, qualora il Gran Consiglio dovesse, nell’ambito delle proposte del messaggio sulla pianificazione, approvare anche le modifiche della Legge su’Ente Ospedaliero Cantonale (LEOC) “strettamente legate all’adozione della nuova pianificazione e alla relativa implementazione”, l’MPS ribadisce la propria volontà, già espressa fin dallo scorso mese di giugno, di impegnarsi a fondo nel lancio di un referendum contro tali modifiche. Prende d’altronde atto con soddisfazione che il PS ha, di recente, raggiunto questa stessa posizione.
L’MPS spera di poter condurre questa battaglia contro il progetto di pianificazione nell’ambito di un fronte ampio che coinvolga tutte le forze che sono disponibili a condurre questa battaglia. In questa prospettiva ha promosso un primo incontro svoltosi all’inizio dell’estate; un nuovo incontro, aperto a tutte le persone, associazioni, partiti che vogliono battersi contro il progetto di pianificazione è previsto per giovedì 4 settembre.

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