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ospedale-La-Carità-LocarnoIl Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto degli ulteriori sviluppi e del coinvolgimento della magistratura nella vicenda delle false fatturazioni all’ospedale regionale La Carità di Locarno.

L’MPS aveva preso posizione sulla questione già a meta settembre, chiedendo che il Consiglio di amministrazione dell’EOC si dimettesse: alla luce degli sviluppo degli ultimi giorni non possiamo che ribadire pubblicamente questa posizione.

Ai nostri occhi appare inaccettabile la piega che stanno prendendo gli avvenimenti. In particolare ci pare un tentativo assai grave quello di “scagionare” gli amministratori dell’EOC attraverso l’intervento della magistratura.
Il problema posto da quanto è successo non può infatti essere valutato innanzitutto dal profilo giuridico; ma, soprattutto, da quello politico e morale. Il tentativo in atto ci pare chiaro: se la magistratura dovesse arrivare alla conclusione che la vicenda non ha ripercussioni penali per quel che riguarda il comportamento degli amministratori, questi (a cominciare dal consigliere di Stato Beltraminelli) si sentirebbero sollevati da qualsiasi addebito di tipo politico e morale.
Ora, abbiamo fondate ragioni di credere che, ancora una volta, in Ticino ragioni di opportunità politica avranno la meglio su considerazioni di ordine giuridico, piegando queste ultime alle esigenze dei partiti politici maggiori che devono “salvare la faccia”. D’altronde cosa ci si può aspettare da una magistratura che da tre anni sta tollerando, sotto gli occhi di tutto il Ticino, che un migliaio di lavoratori e lavoratrici siano impiegati ogni domenica al FoxTown nel più totale spregio della disposizioni della Legge federale sul lavoro?
L’MPS, come già indicato nella presa di posizione di alcuni giorni fa, considera ipocrite le reazioni dei partiti politici maggiori, tutti presenti con propri rappresentanti in seno al consiglio di amministrazione dell’EOC. L’apparente “serenità” nell'”attesa delle conclusioni della magistratura” altro non è che la speranza che, sulla base di valutazioni giuridiche opinabili, la magistratura tolga d’impaccio i propri rappresentanti in seno al consiglio di amministrazione dell’EOC.
Consiglio di amministrazione dell’EOC che, sicuramente e al di là di questa vicenda, non sta dando grandi prove di gestione del settore ospedaliero in sintonia con le esigenze della popolazione ticinese. Basti pensare all’arrendevolezza con la quale esso sta accettando (e già mettendo in pratica) le proposte pianificatorie avanzate dall’autorità politica. Pensiamo alla soppressione dei pronto soccorso negli ospedali di Acquarossa e Faido, all’indebolimento dei pronto soccorso negli altri ospedali regionali, allo smantellamento di alcune specialità già consolidate (ultimo in ordine di tempo: il disastro indotto nell’ambito della ortopedia al San Giovanni di Bellinzona).
Vi sono quindi ampie ragioni politiche e morali che militano a favore delle dimissioni del consiglio di amministrazione dell’EOC. Un atto che, se non arrivasse spontaneamente, dovrebbe essere l’autorità politica (Gran Consiglio o Consiglio di Stato ) a sollecitarlo.

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