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Giù le mani cortopiccoloIl Movimento per il socialismo (MPS) ha preso atto delle indiscrezioni giornalistiche dalle quali risulterebbe che la commissione speciale che sta analizzando il progetto di pianificazione ospedaliera avrebbe chiesto al governo di considerare i futuri istituti di cura come delle strutture ospedaliere (contrariamente a quanto previsto dall’attuale progetto).

Questo pur ritenendo necessario eliminare dalla pianificazione ospedaliera questi 250 letti così come previsto dal progetto di pianificazione.

 

Una posizione, a nostro avviso, contraddittoria; in particolare poiché, almeno sulla base di quanto è “trapelato” lascia del tutto irrisolta non solo la questione comunque del futuro di ospedali come Acquarossa e Faido (la cui funzione, per ragioni evidenti, a tutti) non è assimilabile a quella di altri futuri istituti di cura (ospedale di Castelorotto, clinica Varini, ecc); ma lascia pure irrisolte altre questioni fondamentali a cominciare dal finanziamento (e del ruolo delle casse malati) di queste strutture, così come del contributo di pazienti e comuni.

Simili “fughe” di notizie non fanno altro che confermare il metodo, assolutamente condannabile, con il quale il dibattito sul futuro delle strutture ospedaliere è stato fin qui condotto e continua ad essere condotto, sia dal governo che dai partiti presenti nelle diverse commissioni. E cioè all’insegna della più totale mancanza di trasparenza, di discussione con i cittadini e le cittadine (pertanto interessati in primo grado ai temi in discussione). Un metodo nel quale si inseriscono molto bene fughe di notizie (più o meno chiare), tentativi di accordi con una o l’altra parte “amica”, rimessa in discussione di decisioni già prese in precedenza.

Ora, non si può non vedere come proposte di questo tipo rappresentino l’estremo tentativo di “salvare” un progetto (quello della pianificazione ospedaliera presentato dal governo) che sta dimostrando di “far acqua” da tutte le parti. La contestazione di quanto previsto per il futuro degli ospedali di Acquarossa e Faido non è più da dimostrare. Non solo a livello della stragrande maggioranza della popolazione delle valli, ma, siamo sicuri, anche del resto della popolazione cantonale.
A questo problema degli ospedali di valle se ne aggiungono altri: quello dell’apertura al privato attraverso il progetto di collaborazione con Genolier nel settore dell’ostetricia, nonché quello di diverse altre scelte pianificatorie come, ad esempio, la questione dell’ortopedia al San Giovanni di Bellinzona.
In altre parole la nuova organizzazione del sistema ospedaliero cantonale (con due ospedali di interesse cantonale – Bellinzona e Lugano – e altri ospedali di “prossimità”) si dimostra ogni giorni di più (proprio in seguito alle scelte pianificatorie concrete) sempre meno credibile.
In questo contesto appare più che necessaria una pausa di riflessione e l’apertura di una discussione politica che, veramente e non in modo per nulla democratico come avvenuto finora, riesca a coinvolgere i cittadini e le cittadine del cantone sulle scelte pianificatorie.

 

L’MPS invita quindi nuovamente e pubblicamente il Consiglio di Stato a:
– ritirare il messaggio 6945 del 26 maggio 2014, cioè il progetto di pianificazione
– avviare una consultazione popolare attraverso l’organizzazione di incontri su scala ragionale, aperti a tutti, che permettano alla popolazione di esprimere il proprio punto di vista, le proprie esigenze ed aspettative. Solo sulla base di questa consultazione potrà essere avviato un nuovo progetto di pianificazione.

 

Infine l’MPS ritiene necessario continuare nel processo di mobilitazione a sostegno degli ospedali di Acquarossa e Faido. Per questo invita tutte le persone interessate a proseguire l’azione di mobilitazione ad un incontro che si terrà mercoledì 1° ottobre alle 20.30 presso la scuola media di Acquarossa.

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