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gdl-bahnstreik 620x349Al momento in cui chiudiamo questo numero di Solidarietà, continuo lo sciopero dei macchinisti ferrovieri tedeschi cominciato la mattina di lunedì 4 maggio e la cui conclusione è prevista per la mattina di domenica 10 maggio.

Lo sciopero è stato indetto dal Gewerkschaft deutscher Lokomotivfüher (GDL) , il sindacato dei ferrovieri tedeschi (non appartenente alla centrale sindacale DGB) e che vede nelle proprie fila non solo la grande maggioranza dei macchinisti attivi nelle ferrovie tedesche, ma sempre più lavoratori delle ferrovie addetti ad altre mansioni. Uno sciopero quindi che va ben al di là di qualsiasi logica corporativa.

 

Una lotta di lunga durata

Si tratta dell’ottavo sciopero indetto dal GDL dalla scorsa estate. Al centro delle richieste sindacali due questioni. La prima, di ordine materiale, riguarda gli aumenti salariali. Il sindacato chiede aumenti salariali del 5% entro i prossimi 12 mesi e la diminuzione di un’ora dell’orario settimanale di lavoro. Il padronato (la Deutsche Bahn, una SA tuttavia ancora controllata al 100% dal governo CDU – SPD in sella a Berlino) non sembra disposto ad accettare queste rivendicazioni pur avanzando delle proposte non troppo lontane da quelle sindacali sulla questione salariale (4,7% in due tranches entro la fine del 2016).
Ma lo sciopero riveste, al di là delle importanti questioni materiali (tutt’altro che irrilevanti alla luce della evoluzione sociale in Germania, come ci illustra bene l’articolo qui sopra), anche un significato politico importante per quel che riguarda il futuro del sindacalismo in Germania.

 

Quale rappresentanza sindacale?

Come in altri paesi europei (Francia, Italia, etc.) i governi di orientamento liberale (qualsiasi sia il colore dei partiti che li compongono) hanno portato il loro attacco ai diritti di rappresentanza sindacale. In particolare, l’obiettivo è di negare qualsiasi rappresentanza contrattuale ai sindacati minoritari (spesso gli unici a tentare di combattere le politiche di austerità condotte dai governi) a favore delle grandi centrali sindacali, da tempo ormai conquistate ad una logica di concertazione e di pace del lavoro.
In Germania un progetto di legge governativo vuole in effetti limitare il ruolo dei piccoli sindacati (come il GDL, anche se la sua forza e rappresentatività va crescendo) nella politica contrattuale, ed in particolare nelle trattative salariali.
Ed è appunto contro questo progetto che da mesi ormai il GDL si batte, legando la lotta per il diritto alla rappresentanza sindacale a quella per il miglioramento delle condizioni materiali.
Torneremo sul prossimo numero di Solidarietà con un bilancio su questo nuovo importante sciopero dei macchinisti ferrovieri tedesche che, al momento, sta paralizzando buona parte del traffico ferroviario del paese.

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