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L’MPS pubblicò un opuscolo (v. banner a sinistra) in occasione della campagna per un NO di sinistra ai bilaterali nel 2005. Allora tutto lo schieramento della sinistra (dal PS ai Verdi al PdL) e delle organizzazioni sindacali militò attivamente a favore del SI.
La posizione dell’MPS fu difficile, in particolare poiché dovemmo combattere per affermare le ragioni del nostro NO, radicalmente diverse da quello della destra leghista e UDC. Questo opuscolo, come altro materiale che pubblicammo in una campagna assai attiva, illustra il nostro punto di vista, le nostre ragioni, radicalmente diverse da quelle della destra.
D’altronde non era (e non sarà) la prima volta che sullo stesso tema si giungeva alla stessa parola d’ordine da parte di formazioni politiche antagoniste sulla carta, o, più tradizionalmente, tra “destra” e”sinistra”. Basti pensare, per non prendere che un solo esempio, alle numerose votazioni sulle diverse revisioni del diritto d’asilo sulle quali la sinistra e UDC hanno invitato a votare NO, partendo evidentemente da valutazioni e da prospettive assai diverse. La differenza, ad esempio, con chi oggi, da “sinistra”,afferma che bisogna “congelare la libera circolazione” è che queste posizioni coincidono totalmente con quelle della destra. Congelare la libera circolazione altro non significa che reintrodurre limitazioni quantitative alla stessa: siamo cioè in piena politica di reintroduzione dei contingenti, come chiesto (e ottenuto) dall’UDC nella sua iniziativa approvata nel febbraio 2014.
Ma, quella campagna, fu comunque udibile e, perlomeno in Ticino (ma anche in Svizzera tedesca: rappresentanti dell’MPS vennero invitati alla trasmissione Arena), riuscimmo a difendere un punto di vista chiaramente e nettamente favorevole alla libera circolazione, ma contrario agli accordi bilaterali poiché costruivano un contesto nel quale la libera circolazione, da diritto soggettivo da concretizzare attraverso politiche di sostegno sociale forti, diventava assoluta e totale liberalizzazione del mercato del lavoro. Analizzammo anche la pochezza e il ruolo delle cosiddette misure di accompagnamento, mostrandone limiti e ritenendole in sostanza solo misure atte a garantire un quadro minimo all’interno del quale il dumping salariale si sarebbe potuto affermare.
Di quella campagna sarebbe istruttivo pubblicare tutte le lettere, le mail, i messaggi di “sdegno” che ricevemmo da diversi militanti della sinistra. Ci scrivevano: “ma come, voi, internazionalisti, non vi vergognate a fare campagna con la Lega contro i diritti degli immigrati”. Oggi noi siamo,come allora, sempre favorevoli alla libera circolazione e ci battiamo contro il dumping e contro misure in odore di xenofobia (vedi aumento moltiplicatore d’imposta comunale per i frontalieri…); quelli che ci criticavano oggi sono per sospendere la libera circolazione e sono arrivati ad abbracciare le tesi dell’UDC…
Abbiamo quindi deciso di ripubblicare in pdf l’opuscolo che ci permise di animare la nostra campagna del 2005. Lo consigliamo a tutti, in particolare a coloro che, nella sinistra, hanno la memoria corta…

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