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amatteoospIl testo che segue è la prima parte dell’introduzione del rapporti di minoranza sul progetto di pianificazione ospedaliera, redatto da Matteo Pronzini (membro della commissione pianificazione ospedaliera) Esso sintetizza assai bene il punto di vista che anima e animerà la nostra campagna di opposizione al progetto di pianificazione ospedaliera ha redatto.

Il messaggio sulla pianificazione ospedaliera (PO) si caratterizza come un ulteriore, importante, passo nella subordinazione della sanità, e nello specifico del settore ospedaliero, alle logiche di mercato. Ciò avviene nel quadro di una ridefinizione del settore ospedaliero cantonale, dei suoi obiettivi e delle sue strutture.
Le logiche che sottendono la pianificazione derivano tutte, direttamente, dai meccanismi di mercato che si sono imposti attraverso le riforme approvate a livello federale.
Sia quelle di tipo pianificatorio che quelle relative al finanziamento degli ospedali e in particolare i cosiddetti DRG (Diagnosis Related Groups) importi forfettari riferiti alle prestazioni, cioè il finanziamento basato sul tipo di atto terapeutico. Riforme, vale la pena ricordarlo, volute dai partiti maggioritari a livello federale che oggi, proprio invocando le conseguenze di quelle loro scelte, vogliono imporre una politica di risparmio. Pensiamo, ad esempio, all’aggravio per il finanziamento cantonale delle prestazioni erogate dalle cliniche private che pesa per un centinaio di milioni sui conti del Cantone. Si è trattato di scelte politiche tese a favorire il settore privato, volute, come detto, da quegli stessi partiti che oggi ne lamentano le conseguenze finanziarie. In proposito va ricordato anche che il nuovo sistema di finanziamento ospedaliero che ha messo sullo steso piano il settore pubblico e quello privato, era stato “venduto” come un sistema che avrebbe permesso di ridurre i premi cassa malati grazie alla maggiore concorrenza tra ospedali. I nuovi aumenti dei premi 2016, che si sommano a quelli degli anni precedenti dimostrano invece l’esatto contrario. Una ragione in più per rifiutare la logica di risparmio e di razionalizzazione delle prestazioni alla base dell’odierno progetto di pianificazione.
Progetto, lo ripetiamo, tutto orientato verso una logica di mercato: “tutti gli ospedali, poco importa se pubblici o privati, sono obbligati ad operare in modo imprenditoriale per assicurare la loro competitività” possiamo leggere nel messaggio del Consiglio di Stato.
Le modalità proposte dal Consiglio di Stato – e ratificate dalla maggioranza della CPO – per questo cambiamento di paradigma sono diverse e verranno illustrate e criticate nel dettaglio nei vari capitoli del presente rapporto di minoranza. In particolare si vuole agire:
• Privatizzando: è prevista la trasformazione di ospedali pubblici in società anonime con la partecipazione 50/50 tra pubblico e privato;
• Rafforzando le logiche di mercato nella gestione di ciò che rimarrà dell’EOC assegnandogli un proprio capitale di dotazione, con indicazioni sulle attese di redditività;
• Abolendo i volumi di pianificazione e permettendo dunque alla domanda e all’offerta di agire liberamente;
• Tagliando l’offerta ospedaliera nelle regioni di montagna tramite la chiusura dei pronto soccorso e smantellando il settore acuto;
• Imponendo il dumping sanitario attraverso la fissazione di parametri dii riferimento calcolati sulle prestazioni erogate con un costo più basso.
Si tratta, lo ripetiamo, di un vero e proprio mutamento di paradigma. In questa visione, il servizio pubblico non è più un servizio al cui centro vi sono i bisogni dei cittadini e la necessità di garantire loro la medesima possibilità di accesso a questo servizio. Non è più un ambito liberato dalla logica di redditività e profitto nell’espletamento delle proprie attività; ma diventa, nella surreale accezione di “servizio al pubblico”, un’offerta che un’azienda rivolge ad un pubblico (ad una domanda solvibile, nella migliore logica capitalistica) sulla base di proprie scelte e convenienze. Soddisfare un bisogno in un settore fondamentale per la popolazione come quello della salute diventa solo accessoriamente un compito che si assegna un’impresa di servizio al pubblico: prima vengono le sue scelte aziendali, produttive e finanziarie.
Dando in pasto al privato settori dell’Ente Ospedaliero Cantonale (EOC) e gli stessi ospedali pubblici ci si inserisce in una logica capitalista di privatizzazioni di settori pubblici, così come è già avvenuto per posta, telecomunicazioni, ferrovie ed energia. Il tutto con l’obiettivo di introdurre come preminente il criterio del profitto (misura della redditività del capitale), in modo da valorizzare adeguatamente e in modo concorrenziale rispetto ad altri settori il capitale che decidesse di entrarvi.
Il settore ospedaliero, e quello sanitario più in generale, da questo punto di vista è estremamente interessante per la speculazione finanziaria e nel futuro lo sarà ancora di più.

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