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aDSCN1771Pubblichiamo qui di seguito la risoluzione dal titolo: Officine: un bene comune che va salvaguardato nella sua attuale integrità strutturale e occupazionale!, adottata dai lavoratori delle Officine di Bellinzona riunitisi un assemblea generale in Pittureria lo scorso martedì 3 novembre.

 

Premessa
Il futuro che si sta delineando per le OBe diverge palesemente dagli accordi sottoscritti dalle stesse FFS dal 2008 in poi, nonché da quanto dichiarato in vari comunicati stampa e dichiarazioni di intenti.

Tutto lascia pensare che ci ritroviamo di fronte ad un evidente piano di ristrutturazione, di proporzioni tali da farci temere, a medio/lungo termine, per la sopravvivenza stessa delle Officine e, con essa, il fallimento del progetto di Centro di competenze (CdC).

Officine e CdC sono da considerare come due settori che devono interagire nell’interesse di un futuro prospero nell’interesse di tutta la regione. Rammentiamo che lo statuto del CdC ne precisa lo scopo nel “sostegno allo sviluppo e potenziamento delle Officine FFS di Bellinzona e di tutte le realtà FFS in Ticino a lei correlate” (art. 2.3 lettera a). Per raggiungerlo, le FFS hanno sottoscritto un impegno: “Le FFS assicureranno alle OBe volumi analoghi a quelli attuali (2013) per i prossimi anni e si impegnano all’attuazione di una strategia chiara per la stabilizzazione e per uno sviluppo sostenibile anche a medio – lungo termine. Le FFS provvederanno ai necessari adeguamenti dell’organizzazione delle OBe con lo scopo di assicurare a quest’ultime un’attività di successo sul mercato a lungo termine (art. 2 della convenzione firmata il 12.11.2013).
A due anni dalla sottoscrizione di questi impegni, il bilancio è sconcertante!
È pure rimasta lettera morta la “dichiarazione d’intenti”, firmata dalla Capo Divisione Viaggiatori, Jeannine Pilloud, parte integrante della Convenzione: “Da subito le FFS intendono discutere in maniera costruttiva e paritetica i più importanti temi strategici e operativi relativi al CdC all’interno della Piattaforma con i rappresentanti del personale (…) Tra i temi rilevanti rientrano in particolare i futuri settori da sviluppare, gli investimenti presso le OBe in relazione al CdC e la politica del personale impiegato per settore e i relativi piani di riqualifica (..)”.

Considerato quanto indicato, lavoratrici e lavoratori delle Officine riuniti in assemblea adottano la seguente:

 

Risoluzione
Lavoratrici e lavoratori delle OBe riuniti in assemblea il 3 novembre 2015 pongono alle autorità politiche cantonali e regionali (Municipio di Bellinzona, Consiglio di Stato e Deputazione ticinese, in primis), nonché alla direzione ed al consiglio di amministrazione delle FFS le seguenti richieste:
1. Le FFS garantiscono durante il periodo di transizione di almeno 7 anni i volumi necessari per mantenere intatta, per lo meno allo stato attuale, l’intera struttura e l’occupazione alle OBe;
2. di proseguire con coerenza e rapidità nella direzione di quanto descritto in modo puntuale nella Convenzione del Centro di competenze (sottoscritta il 12.11.2013) e nella dichiarazione di intenti, sottoscritta dalla Capo Divisione Viaggiatori, signora Jeannine Pilloud, il 30.9.2013;
3. di orientare lo sviluppo produttivo delle OBe utilizzando completamente l’attuale sedime dell’OBe (~95’000m2), accantonando in modo definitivo progetti come i “Piani di fabbrica” e quant’altro che possono mettere in discussione spazi o strutture da adibire a scopi che divergono da quelli prefissati;
4. di continuare in modo attivo e rinnovato il proprio impegno affinché le “condizioni necessarie” al successo del Centro di competenze, identificate dallo studio della società BDO, vengano garantite dalle FFS, in particolare attraverso:
a. la gestione ottimale della transizione presso le Officine FFS di Bellinzona;
b. l’apporto di progetti innovativi e strategici all’interno del Centro di competenze;
c. la necessità di formazione e riqualificazione professionale.

Ogni decisione delle FFS in contrasto con questi punti costituirebbe anche una violazione con gli accordi presi e verrebbe interpretato dal personale come provocazione, alla quale esso si sentirà legittimato a reagire di conseguenza!

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