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aaaetIl Movimento per il socialismo (MPS) esprime la sua più ferma preoccupazione per le decisioni adottate dal Gran Consiglio sulla gestione dell’Azienda Elettrica Ticinese (AET), attraverso la revisione della relativa legge (LEAT).

Una revisione che peserà sulle possibilità di un reale controllo democratico, sulla possibile partecipazione popolare alle decisioni strategiche fondamentali non solo dell’AET, ma di tutto il settore energetico pubblico cantonale.
Infatti, in un contesto caratterizzato dalla crisi dei grandi produttori (e distributori) di energia elettrica, per ragioni diverse comunque legate alle strategie da essi adottate nonché dalle politiche di liberalizzazione seguite negli ultimi anni, è evidente che AET potrà giocare un ruolo sempre più decisivo negli assetti del settore elettrico (e non solo quello) cantonale.
Basti pensare a tutti la discussione, in parte già avviata, sul rapporto con gli altri attori attivi nel settore della produzione e distribuzione a livello cantonale; oppure, fondamentale, la prospettiva del riscatto delle concessioni e degli impianti, discussione in parte pure già avviata. Rispetto a tutto questo le decisioni di AET possono essere fondamentali.
Per questa ragione appare importante che attorno alle decisioni fondamentali di AET vi sia la possibilità in futuro di un ampio dibattito democratico e, qualora necessario, anche di un coinvolgimento popolare.
Non va evidentemente in questa direzione, come detto, la revisione approvata dal Gran Consiglio (con un accordo trasversale tra tutti i partiti di governo) che concentra il potere di controllo sul Consiglio di Stato e lascia pochissime competenze al Gran Consiglio. A questo si deve aggiungere, ed è questo elemento che misura la gravità della decisione, che la nuova revisione esclude la possibilità di ricorrere al referendum per contestare le decisioni del Gran Consiglio. Si tratta, come afferma l’articolo 6 della nuova legge, di “impegni straordinari e particolarmente importanti dell’Azienda”. Ebbene sulle decisioni parlamentari relative a questi impegni, che potranno avere anche un carattere strategico, sarà esclusa la possibilità di ricorrere al referendum, cioè di sottoporre tali questioni ad una decisione popolare.
Matteo Pronzini, deputato MPS, ha combattuto questa nuova impostazione della legge, proponendo una serie di emendamenti che cercassero di controbilanciare il peso quasi assoluto assunto, con la riforma, dal governo. In particolare ha tentato, proprio attorno a questo articolo 6, di introdurre la possibilità di ricorrere allo strumento del referendum.
Il dibattito e la votazione su questa proposta sono stati, malgrado le posizioni di partenza, tutt’altro che scontati: alla fine la proposta di emendamento è stata rifiutata con 35 voti contro 30 (e 6 astenuti).
L’MPS ritiene che questo tema, proprio per le prospettive politiche ed economiche che si delineano nel settore, fondamentale e strategico, non possa essere semplicemente abbandonato dopo il voto del Gran Consiglio. Sarebbe necessario che le ragioni critiche rispetto alla riforma della LEAT potessero assumere la dimensione di un’opposizione di più ampio respiro, in particolare lanciando un referendum che possa permettere un dibattito politico sulla gestione e il futuro dell’AET e sulla svolta decisa dai partiti di governo. Sarebbe in sintonia con la tradizione dell’MPS che è stato, in un passato non molto lontano, il protagonista principale dei due referendum contro la privatizzazione delle Aziende elettriche di Bellinzona che, all’epoca aveva contribuito in modo decisivo a mettere un freno all’avanzata privatizzatrice nel settore elettrico nel nostro Cantone.
Ma di fronte ad un accordo ampio e blindato che ha visto praticamente tutti d’accordo, ci pare un compito assai difficile per le sole forze dell’MPS. In particolare perché, ancora per qualche settimana, già fortemente impegnati in una difficile campagna in difesa di altri servizi pubblici importanti come quello ospedaliero.
Il coordinamento cantonale dell’MPS ha tuttavia deciso di non archiviare del tutto la cosa. E in questi giorni si farà promotore di un incontro con forze politiche, associative, ambientali e sindacali per verificare se esista la possibilità di uno schieramento più ampio che possa lanciare una campagna referendaria contro la revisione della LEAT e sostenerla.

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