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aaaaCdAEOCRiaprire i dibattito sulla pianificazione ospedaliera, rispettare la volontà popolare e rinnovare la direzione dell’EOC

I risultati delle votazioni in materia ospedaliera del 5 giugno 2016 mostrano senza ombra di dubbio che la popolazione ticinese non condivide, nella sua maggioranza, gli orientamenti approvati da governo e Parlamento in materia di pianificazione.

È infatti evidente che il dibattito che ha portato al netto NO alla revisione della LEOC e l’eccellente risultato dell’iniziativa popolare “Giù le mani dagli ospedali” sono una sconfessione della pianificazione ospedaliera.
Ed infatti i temi emersi nel corso del dibattito (mandati comuni con i privati, costituzione di SA, soppressione di reparti negli ospedali pubblici, indebolimento delle strutture sanitarie di Bellinzona e delle Valli, accorpamento di reparti, etc) sono tutti temi intimamente legati alla pianificazione ospedaliera. Con il voto del 5 giugno la popolazione ha chiaramente preso posizione su questi temi e il voto non può essere interpretato diversamente.

Alla luce di queste considerazioni, si chiede con la presente mozione:

1. Il Consiglio di Stato sottopone al Gran Consiglio un nuovo progetto di pianificazione ospedaliera che dovrà tenere conto del risultato della votazione del 5 giugno. In particolare dovrà:
– prevedere il mantenimento delle attuali strutture negli ospedali di Acquarossa e Faido, quindi degli attuali reparti di medicina, dei pronto soccorso e della geriatria (ad Acquarossa);
– rinunciare ai progetti di gestione privatistica delle attuali strutture ospedaliere cantonali o di parte di esse, in particolare alle costituzioni di SA per le quali sono stati già sottoscritti accordi tra l’EOC e i settori privati;
– rafforzare la sanità pubblica, in particolare potenziando i servizi offerti dall’EOC sia negli ospedali regionali che in quelli di zona.

2. Il consiglio di amministrazione dell’EOC si è impegnato in modo totale a favore della revisione della LEOC, utilizzando metodi e mezzi assolutamente incongrui a sostegno della campagna per il SI. Ha anche rivendicato, a più riprese, di essere l’ispiratore (addirittura l’estensore) del progetto di legge sconfessato dalla maggioranza della popolazione ticinese. È evidente che il voto di oggi rappresenta anche un voto di sfiducia della maggioranza dei ticinesi nei confronti di tutto il consiglio di amministrazione dell’EOC e dei suoi organismi dirigenti che, con una sola lodevole eccezione, si sono schierati a sostegno della revisione della LEOC. Questa decisione politica, chiara, non può non avere conseguenze sugli organismi dirigenti dell’EOC.
Si chiede quindi al consiglio di Stato di pretendere dai membri del consiglio di amministrazione dell’EOC di rimettere il loro mandato e di sottoporre al Gran Consiglio i nominativi per l’elezione di un nuovo consiglio di amministrazione dell’EOC, composto da persone che tengano conto della sensibilità emerse nel corso di questa campagna.

3. Infine si chiede al Consiglio di Stato, tramite il proprio rappresentate in seno al Consiglio di amministrazione, di sollevare, da subito, il problema della compatibilità della permanenza alla testa dell’EOC dell’attuale direttore generale. I suoi orientamenti, sia dal punto di vista della politica sanitaria che da quella delle prospettive dell’EOC, è stata chiaramente sconfessata dalla votazione sulla revisione della LEOC, a tale punto da rendere problematica la sua permanenza alla testa dell’EOC.

 

Matteo Pronzini (MPS)

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