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aaaaaaagovernoPubblichiamo qui di seguito una nuova interpellanza del deputato MPS, Matteo Pronzini, sulla tematica della nuova legge stipendi e la risposta del CdS alla precedente interpellanza del 28 settembre sulla stessa tematica.

In un’interpellanza del 28 settembre 2016, ho sottoposto al Consiglio di Stato una serie di quesiti riguardanti la valutazione analitica delle funzioni dei dipendenti dello Stato ai fini della loro classificazione nell’eventualità dell’entrata in vigore della prospettata nuova scala salariale. Prendo atto della risposta scritta del Consiglio di Stato, da me ricevuta in data 13 ottobre 2016.

Devo tuttavia constatare che il Governo non ha risposto – oppure lo ha fatto in modo decisamente frammentario e talvolta fuorviante – ad alcune mie domande. Con la presente interpellanza, nella quale riprendo, per praticità, la numerazione e la formulazione di alcuni quesiti già posti nella citata interpellanza del 28 settembre, chiedo pertanto al Consiglio di Stato di porre rimedio a questa deplorevole situazione, anche per fornire al Parlamento i necessari elementi di giudizio in vista delle imminenti deliberazioni sul disegno di nuova LStip.

1) a. Dalle indicazioni contenute nel messaggio governativo, risulta che la valutazione analitica delle funzioni è stata effettuata sulla base di un modello. Di quale modello si tratta? (È possibile identificarlo mediante un nome, un numero di riferimento o un’altra denominazione?)

La risposta fornita è oltremodo generica e, pertanto, del tutto insoddisfacente. Si sa, infatti, che il cosiddetto “Capability Model” può essere declinato in numerose versioni e varianti.

Si chiede pertanto al Consiglio di Stato di indicare precisamente:

a. quale versione/variante è stata adottata e perché;

b. se, prima di operare la scelta, è stato svolto un confronto intercantonale sulle soluzioni adottate per altre pubbliche amministrazioni e, se del caso, quale è stato l’esito di tale confronto.

1) b. Il modello è stato elaborato “in casa” (dalla SRU?) o è invece stato acquistato? Nel secondo caso: chi ne è il fornitore? Quanto è costato? Trattasi di un modello predefinito o allestito “su misura”, rispettivamente adattato per tener conto delle caratteristiche della nostra Amministrazione?

Nella risposta, alquanto lacunosa, si fa allusione ai Cantoni romandi. Orbene, da un rapido esame della legislazione salariale ivi vigente risulta che in nessuno di essi la scala salariale dei dipendenti dello Stato comporta 20 classi.

Infatti, il numero di classi è il seguente: Ginevra: 33; Vaud: 18; Neuchâtel: 16; Vallese: 26; Friborgo: 36; Giura: 25.

Si chiede pertanto di indicare:

c. Da chi e per quali ragioni è stata decisa l’adozione di un modello salariale strutturato in 20 classi?

d. Dalla tabella allegata alla risposta governativa, risulta che una sola posizione sarebbe collocata nella classe 20: trattasi del Cancelliere dello Stato? Il collocamento esclusivo di quest’ultimo in classe 20 è stato dato per scontato oppure è il frutto di una valutazione analitica della funzione? Nel caso affermativo, è possibile conoscere il punteggio totale attribuito a tale funzione?

e. Come si situa la remunerazione della classe 20 rispetto a quella dei magistrati dell’ordine giudiziario? È intenzione del Consiglio di Stato introdurre un’equivalenza tra il massimo della classe 20 e la remunerazione dei Giudici del Tribunale di appello, rispettivamente del Procuratore generale?

f. Poiché nella risposta governativa vengono citati genericamente i Cantoni romandi, dove sarebbero stati applicati modelli di classificazione analoghi, mi sia consentito rilevare che in alcuni di essi la classe massima non è riservata unicamente al Cancelliere dello Stato, ma è stata riconosciuta anche a taluni altri funzionari ai vertici dell’Amministrazione cantonale. La Sezione delle risorse umane (SRU) e il Consiglio di Stato sono al corrente di ciò? Come spiegano questa differenza di approccio? Trattasi di una specificità della realtà ticinese?

Nell’ultima frase della risposta si afferma inoltre, in modo peraltro un po’ misterioso: “Questi criteri sono stati ripresi e adattati alla realtà ticinese dopo una fase pilota”.

Al riguardo si chiede di precisare:

g. Da chi, sull’arco di quale periodo, secondo quali modalità, con quale grado di trasparenza nei confronti dei dipendenti statali e con quali effetti concreti (giuridici/pratici) sulla valutazione di funzioni esistenti è stata gestita la fase pilota?

h. Chi ha autorizzato la fase pilota e sulla scorta di quale base legale, ritenuto che il disegno di nuova LStip è tuttora al vaglio del Parlamento?

1) c. Si chiede di trasmettere l’integralità del modello.

La risposta ricevuta, che si limita a un laconico richiamo delle brevi spiegazioni contenute nel messaggio, è una vera presa in giro. Sembrerebbe del resto che, negli scorsi giorni, a tutti i funzionari dirigenti dell’Amministrazione cantonale sia stata trasmessa una copiosa (ancorché parziale) documentazione riguardante il modello di valutazione analitica delle funzioni, e questo benché il disegno di nuova LStip sia ancora al vaglio del Parlamento.

i. Il sottoscritto reitera quindi la propria richiesta di poter disporre, in vista dell’imminente dibattito parlamentare, dell’integralità del modello di valutazione delle funzioni.

1) e. Sono stati presi in considerazione altri modelli? Se sì, quali? (Si prega di indicarli in modo preciso al fine di consentirne una corretta identificazione.) Quali fattori sono stati determinanti nella scelta del modello?

Al sottoscritto non rimane che prendere atto che fattori determinanti nella scelta di uno specifico modello di valutazione delle funzioni dei dipendenti statali sarebbero state la “miglior qualità” e la “semplicità” del prodotto…

Complimenti per la scelta!

1) g. Come vengono apprezzati, nell’applicazione concreta del modello, i singoli criteri e sotto-criteri? Si chiede di specificare il numero di punti attribuito a ognuno di essi e di indicare se il sistema di notazione è il medesimo per ogni criterio o sotto-criterio. h. Come viene effettuata la ponderazione tra i diversi criteri e sotto-criteri? Alcuni criteri hanno maggiore peso rispetto ad altri? La ponderazione, se avviene, è la medesima per tutte le categorie di funzioni?

j. Il sottoscritto reitera le proprie domande, alle quali è stata data una risposta incredibilmente fumosa. Non si può accettare che i deputati al Gran Consiglio siano prossimamente chiamati a pronunciarsi su un disegno di nuova LStip (che comporta una riclassificazione delle funzioni di tutti i dipendenti dello Stato) senza avere la facoltà di accedere al modello di classificazione utilizzato e senza disporre della benché minima informazione circa le modalità e i meccanismi di apprezzamento dei criteri di classificazione e la loro ponderazione.

2) Nella misura in cui il modello comporta la valutazione di ben 27 criteri, di natura assai variegata e alquanto complessa, si chiede di fornire le seguenti indicazioni riguardo all’applicazione del modello e, in particolare, alla formazione delle persone alle quali è stata affidata la valutazione analitica delle singole funzioni: … b. qual è il grado di formazione delle persone indicate al punto precedente? Possiedono una formazione accademica in un settore legato alla gestione delle risorse umane o alla pubblica amministrazione? Se sì, precisare, per ognuno degli attori coinvolti, di quale formazione si tratta.

Si chiedeva in particolare di precisare se le persone coinvolte nella valutazione delle funzioni (compresi i collaboratori della SRU) possiedono una formazione accademica in un settore legato alla gestione delle risorse umane o alla pubblica amministrazione.

k. Si prega di rispondere compiutamente alla domanda posta, precisando per ognuna di queste persone di quale formazione si tratta. L’informazione è tanto più rilevante che, nella risposta data dal Governo alla domanda 2)d., si specifica che gli analisti della SRU si sono dedicati in modo particolare alle delicate funzioni di funzionario dirigente.

2) e. Le medesime persone sono state incaricate di attribuire i punteggi a tutte le funzioni statali, indipendentemente dal livello gerarchico di ognuna di esse e dal grado di specificità e tecnicità che le caratterizza?

l. Il Consiglio di Stato è pregato di chiedere ai propri Servizi di rileggere con attenzione la domanda posta e di elaborare una risposta pertinente. Si precisa che la domanda fa riferimento alle persone incaricate di valutare concretamente le singole funzioni assegnando ad esse livelli di riferimento e relativi punteggi (e non a coloro che hanno stabilito in astratto le corrispondenze tra punteggi e livelli di riferimento).

2) f. per ogni Dipartimento (Cancelleria dello Stato compresa), allestire un elenco completo dei funzionari dirigenti (indicandone l’esatta funzione) consultati dalla SRU al fine di ottenere le informazioni fattuali (compiti, mansioni, responsabilità, ecc.) necessarie alla valutazione analitica delle funzioni e, in particolare, all’attribuzione dei punteggi con riferimento ai vari criteri e sotto-criteri g. A che stadio dell’esercizio, in quali termini e secondo quali modalità (questionari, colloqui, ecc.) sono stati consultati i funzionari dirigenti di cui al punto precedente?

Risulta chiaro l’intento di schivare le domande. Si presume che “i [pretesi] motivi di discrezionalità” cui allude la risposta governativa vadano intesi come “motivi di discrezione”. Ciò precisato, non si chiedeva certo il nome dei funzionari coinvolti, ma piuttosto il livello occupato dai funzionari dirigenti che sono stati consultati riguardo alle valutazioni delle funzioni loro sottoposte.

Si prega pertanto di rispondere compiutamente ai seguenti quesiti:

m. Nei Dipartimenti, sono stati consultati (e, se del caso, a che stadio, in quali termini e secondo quali modalità): i coordinatori? I direttori di divisione? I capisezione? I capiufficio?

n. Nella Cancelleria dello Stato, sono stati consultati (e, se del caso, a che stadio, in quali termini e secondo quali modalità): i capiarea e capiufficio subordinati al Cancelliere dello Stato? I responsabili dei servizi attribuiti soltanto amministrativamente alla Cancelleria dello Stato?

o. Il Cancelliere del Tribunale di appello è stato consultato con riferimento alle funzioni dei dipendenti di tale tribunale (se del caso, a che stadio, in quali termini e secondo quali modalità)?

3)Ritenuto che, secondo l’art. 2 del disegno di nuova LStip, le classificazioni si basano, “di principio”, su una valutazione analitica delle singole funzioni, si chiede di indicare con precisione: a. in quanti casi, per quali funzioni e per quali ragioni il Consiglio di Stato ha ritenuto di doversi scostare dalle proposte di classificazione allestite dalla SRU in applicazione del modello? b. nei casi indicati al punto a., chi ha portato all’attenzione del Consiglio di Stato la necessità di operare tali aggiustamenti?

p. Il sottoscritto prende atto che il Consiglio di Stato non intende rispondere alle domande poste e si permette di chiedere per quale motivo.

4)Indicare, per ogni classe di stipendio, il numero di casi e l’elenco completo delle funzioni.

Il sottoscritto reitera la propria richiesta e pone il seguente quesito:

q. come spiega il Consiglio di Stato che nel n. 5 (30 giugno 2016) della rivista della SSP-VPOD sia stata pubblicata una tabella contenente l’insieme delle proposte di classificazione (ancora provvisorie?) di tutte (?) le funzioni statali secondo la nuova scala salariale?

r. Il documento è stato fornito alla VPOD dal Governo o dalla SRU?

s. Se ciò non fosse il caso, sono state intraprese le opportune verifiche per appurare come un documento (che si presume fosse ancora non definitivo, e quindi confidenziale) abbia potuto essere divulgato a terze persone e reso accessibile al pubblico?

Ai sensi dell’art. 97 cpv. 5 LGC, acconsento alla presentazione di una risposta scritta alla presente interpellanza, nel rispetto del termine di legge di cui all’art. 97 cpv. 4.

Matteo Pronzini, MPS

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