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Egregio signor Procuratore generale,

tra i mesi di febbraio e marzo 2018, il Suo predecessore ha emesso due decreti d’abbando in relazione ai rimborsi spese e diritti di carica dei Consiglieri di Stato. Tra questi “rimborsi” vi è anche un importo forfettario per supposte spese telefoniche. Nello specifico, questo rimborso forfettario, come ben evidenziato nei due decreti d’abbandono, risulta privo di base legale, dal momento che non è mai stato approvato dall’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio giusta l’art. 7 della Legge sull’onorario del 1963.

Per di più, esso non è minimamente in correlazione plausibile con spese realmente sostenute dagli interessati.

Nel frattempo, come segnalato dagli organi di stampa, una proposta di revisione del regime forfettario sottoposta dall’Esecutivo all’Ufficio presidenziale del Gran Consiglio è stata rinviata al mittente, ragione per la quale l’assetto giuridico risultante dall’approvazione data all’Ufficio presidenziale, nel 2011, a un rimborso forfettario limitato a 15’000 franchi è rimasto, ad oggi, del tutto immutato.

La motivazione sulla scorta della quale il Suo predecessore non aveva ritenuto, a suo tempo di dover emettere dei decreti d’accusa consisteva essenzialmente nell’assenza dell’elemento soggettivo, anche solo nella forma del dolo eventuale, in capo agli interessati; conclusione alla quale Egli era giunto dopo aver esaminato gli atti e dopo aver interrogato al riguardo le persone coinvolte, con riferimento agli sviluppi fattuali intervenuti sino ad allora.

Nel frattempo, i Consiglieri di Stato – con l’eccezione di Manuele Bertoli-, noncuranti degli avvertimenti contenuti nei decreti d’abbandono circa i gravi problemi giuridici che inficiano determinate prestazioni, nonché del fatto che l’Ufficio presidenziale ha in seguito bocciato una loro proposta tendente a sanare in parte il rimborso forfettario delle spese telefoniche, continuano a versarsi tale rimborso spese illegale; non solo non ne hanno deciso la soppressione , ma non risulta neppure che abbiano ritenuto opportuno procedere a una sospensione dello stesso a titolo cautelativo.

Poiché la conoscenza di questa situazione d’illegalità non ha provocato alcun ravvedimento da parte dei diretti interessati (con l’eccezione di Manuele Bertoli), le chiedo formalmente di verificare, intraprendendo gli atti procedurali che riterrà necessari, se i rilievi e le conclusioni concernenti l’elemento soggettivo contenuti in particolare nel secondo decreto d’abbandono adottato dal Suo predecessore rimangono validi a far tempo dallo scorso mese di marzo, o se deve invece essere promossa, contro i Consiglieri di Stato attualmente in carica, l’accusa per reato di abuso d’autorità o altri eventuali reati.

La ringrazio per l’attenzione e La prego di gradire, signor Procuratore generale, l’espressione della mia massima stima.

Matteo Pronzini, deputato MPS

Bellinzona, 27 agosto 2018

Allegati:
• decreto d’abbandono 9 marzo 2018
• estratto del verbale del GC del 18 giugno 2018 / risposta interrogazione I Consiglieri di Stato continuano a versarsi, senza base legale, il forfait mensile di 300 franchi a copertura delle spese telefoniche?
• Articolo CdT del 8 luglio 2018 / Governo Rimborso spese, il forfait non si tocca

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