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Pubblichiamo qui di seguito l’appello delle nostre compagne del Psol (Partito socialismo e libertà) brasiliano, contestualmente alla mobilitazione femminista contro il candidato di ultradestra Jair Bolsonaro (PSL).

Due settimane fa un gruppo Facebook chiamato “Mulheres unidas contra Bolsonaro” (Donne unite contro Bolsonaro) – ndr. il candidato di ultradestra dato per vincente alle elezioni presidenziali – è cresciuto in modo esponenziale, raggiungendo in pochi giorni più di un milione di donne (oggi sembra essere arrivato già a tre milioni). L’evento è rimbalzato sui social, con l’hashtag #EleNao (Lui no) e ha bucato anche i mass media. In reazione, settori simpatizzanti della campagna di Bolsonaro hanno hackerato il gruppo Facebook, cambiandone il nome in “Mulheres com Bolsonaro” (Donne con Bolsonaro). Hanno anche invaso i profili Facebook e i cellulari delle amministratrici del gruppo. Le hanno poi ricattate con minacce di divulgazione di documenti privati, di morte, e così via. Tutto questo ha provocato una mobilitazione virtuale ancora maggiore attraverso #Elenunca (Lui mai). Su Facebook sono apparsi appelli a scendere in piazza, sabato 29 settembre.

Le compagne del Psol sono impegnate nel coordinamento di queste azioni in varie città (San Paolo, Rio, Brasilia, Fortaleza, Aracajù,…). Alcuni settori stanno cercando di restringere il dibattito al mondo virtuale. Noi stiamo invece cercando di allargare il movimento, oltre i confini virtuali, intorno ad un manifesto comune per questi eventi, in contrasto con il programma di Bolsonaro, visto che il rifiuto del progetto Bolsonaro/Mourao va ben oltre il campo della sinistra o progressista. Riteniamo che sia necessario dare fiato e forza a questo movimento antifascista anche dopo le elezioni, visto che Bolsonaro è riuscito a crearsi un’ampia base sociale.

Dopo gli appelli alle mobilitazioni di piazza gli attacchi contro “Mulheres unidas” si sono ancora intensificati. Donne identificate come femministe sono state aggredite per strada in vari Stati.

In più, la settimana scorsa, il vice della campagna di Bolsonaro, il generale Mourao, ha rilasciato una dichiarazione attaccando le famiglie a conduzione femminile, dicendo che i figli di famiglie senza figure maschili, padri o nonni, sono dei falliti. In questo modo ha ottenuto il risultato opposto di inimicarsi anche una parte di donne di destra.

Lo scenario è ancora molto aperto ma ce la stiamo mettendo tutta per la riuscita delle azioni del 29 settembre, nel modo più ampio e antifascista.

Facciamo notare che la nostra candidata alla vicepresidenza per le elezioni – ndr che si terranno il 7 ottobre prossimo – è una donna indigena, nordestina, femminista e ecosocialista. Sonia Guajajara si è impegnata direttamente nella convocazione delle manifestazioni del 29 settembre, cosi come le altre candidate del Psol. I settori femministi che sostengono la candidatura di Lula e di Hadad (ndr. candidato della coalizione intorno al Pt che sostituisce Lula, tuttora detenuto in carcere) stanno supportando anche loro queste mobilitazioni, ma la vicecandidat, Manuela d’Avola (del PCdoB) non ha ancora fatto appello alle donne a manifestare. L’unica candidata donna alla Presidenza, per i Verdi, Marina Silva, (ndr. le cui posizioni antiabortiste sono note) tanto meno ha fatto appello alla mobilitazione.

Ogni forma di solidarietà internazionale con le nostre mobilitazioni è fondamentale per noi! Grazie.

*Franca Luka è un’attivista femminista brasiliana e militante del settore femminista del PSOL.

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