di Sofia Ferrari
Sono cose che si sanno, quasi a pelle; ma che ci indignano profondamente ogni volta che la statistica ufficiale conferma il salasso che i salariati e la salariate di questo paese subiscono da una ventina di anni a questa parte, più o meno da quando è entrata in vigore l’attuale legge sull’Assicurazione malattia (la famigerata LAMal). Una legge che alcuni, purtroppo anche “a sinistra”, continuano ostinatamente a considerare un’ottima cosa, un “progresso” rispetto alla situazione precedente.
Nei giorni scorsi l’Ufficio federale di statistica ha pubblicato, come fa ogni anno, l’indice dei premi dell’assicurazione malattia (IPAM), un indice che registra l’evoluzione dei premi dell’assicurazione di base obbligatoria, quella per la quale tutti noi, quando ce la facciamo, paghiamo i premi (sono più di 25’000, nel solo Cantone Ticino, quelli che non ce la fanno…).
Ebbene l’evoluzione di questo indice illustra chiaramente quello che è successo: basti ricordare che per un indice di partenza base 100 nel 1999, oggi (a vent’anni di distanza) questo indice è praticamente raddoppiato fissandosi a quota 192,8. Progressione confermata nel 2018 con un aumento del 4,1%. Tradotto nella sua incidenza sull’evoluzione dei prezzi al consumo questo corrisponde ad un aumento dello 0.3%: incremento importante se si tiene conto che rappresenta quasi la metà dell’aumento dell’indice dei prezzi al consumo.
La pubblicazione dell’UST conferma ancora un’altra cosa: l’aumento costante dei premi di cassa malati che, sempre nello stesso periodo ventennale sono aumenti del 122%. In altro parole, una famiglia che spendeva 500 franchi di premi vent’anni fa, oggi ne spende più di 1’100. E questo solo per le prestazioni di base…Alle quali si devono aggiungere franchigie varie, partecipazioni ai costi, etc. Insomma, alla fine dei conti, tre volte tanto rispetto ad una ventina di anni fa.
E allora, la LAMal va superata, senza se e senza ma, e va avviata una strategia di mobilitazione che metta al cento la questione del pagamento dei premi in base al reddito e che faccia di questo tema, il tema centrale per i prossimi anni. Senza di che, la iniziative a raffica, pensate e proposte, rischiano di andare verso una nuova sconfitta.

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