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A seguito del credito di progettazione per la ristrutturazione del Liceo cantonale di Bellinzona, approvato già nel 2015, negli scorsi mesi è stato scelto il progetto che, dopo le fasi di sviluppo, dovrebbe essere sottoposto all’attenzione del Gran Consiglio per il credito di costruzione.

I docenti del Liceo, da tempo impegnati a cercare di dare il loro contributo alla elaborazione di un progetto efficiente e razionale, hanno di recente chiesto che venissero esposti in sede i piani del progetto prescelto dalla speciale commissione lo scorso mese di Ottobre.

Questa esposizione è stata accompagnata, di recente, da un incontro con il responsabile degli stabili del DECS che, in un interessante colloquio con i docenti, ha illustrato gli elementi fondamentali del progetto e della sua futura realizzazione.

In particolare l’attenzione dei docenti si è concentrata sulle seguenti indicazioni:

a) per la realizzazione del progetto l’istituto dovrà essere completamente svuotato. È prevista la costruzione di un “villaggio” (sulla base di elementi prefabbricati) nel quale dovrebbero svolgersi (per il periodo della durata dei lavori di ristrutturazione) le normali attività scolastiche. Al momento non è dato sapere dove verrà allestito questo “villaggio”

b) la ristrutturazione dell’immobile (creazione di nuove aule, laboratori, etc.) è calcolata per ospitare una popolazione scolastica complessiva di 700 utenti.

Queste dichiarazioni hanno sorpreso non poco i docenti ed alcuni di loro ci hanno sottoposto le loro perplessità sul progetto, proprio alla luce di questi ultimi elementi.

Per questa ragione siamo andati a rivedere il messaggio del Consiglio di Stato del 18 marzo 2015 (poi approvato dal legislativo) nel quale, su questi aspetti, si indicava tra i vari obiettivi di:

“- disporre di spazi necessari per le attività didattiche e di laboratorio che possano soddisfare l’odierno numero di allievi del Liceo;

– effettuare i lavori di ampliamento e manutenzione permettendo il normale svolgimento dell’attività scolastica;”

Su questo ultimo punto, il rapporto della commissione della gestione era ancora più preciso, evidenziando l’obiettivo di “permette una gestione del cantiere almeno in parte in parallela al normale svolgimento delle attività didattiche riducendo al minimo la realizzazione di strutture provvisorie”.

Come si può vedere gli obiettivi allora enunciati (in merito all’organizzazione dei lavori e alla capienza dell’istituto) sembrerebbero in contraddizione con quanto si sta prospettando. Per quel che riguarda la capienza vorremmo far osservare che oggi gli utenti complessivi superano già le 850 unità; a questo dobbiamo aggiungere il fatto, noto a tutti, che Bellinzona (e la sua regione) stanno conoscendo una forte crescita urbanistica, con conseguente possibile aumento della popolazione. Le autorità comunali, a più riprese, hanno già dichiarato la necessità di costruire nuove scuole per rispondere a questi prospettati nuovi bisogni.

A queste riflessioni vorremmo aggiungerne un’altra, relativa al dibattito (che qualcuno ha posto) sulla eventualità della costruzione di un nuovo manufatto nei terreni adiacenti a quello sul quale sorge l’attuale costruzione e la demolizione di quest’ultima a nuova costruzione ultimata. A questa idea si è risposto, tra le altre cose, con indicazioni di tipo sostanzialmente tecnico: la procedura per assicurarsi il nuovo terreno di costruzione sarebbe stata lunga e incerta.

Ora, vista la prospettiva di dover comunque svuotare l’attuale costruzione, questo problema non si pone più: sarebbe teoricamente possibile demolire l’attuale struttura e costruirne una completamente nuova, adattandola al fabbisogno attuale e futuro.

Alla luce di queste considerazioni chiediamo al Consiglio di Stato:

1. Conferma gli obiettivi sopra indicati per quel che riguarda la capienza dell’istituto ristrutturato e le modalità con le quali verranno effettuati i lavori (cioè lo svuotamento totale dell’istituto)?

2. Se questi due elementi fossero confermati, non ritiene necessario avviare una pausa di riflessione che permetta di discutere alternative al percorso fin qui immaginato (ristrutturazione), in particolare rimettendo in campo l’ipotesi (che sembrerebbe oggi tecnicamente praticabile) di una demolizione dell’attuale manufatto e di una costruzione ex-novo?

3. Indipendentemente dalle risposte al punto 1 e 2, vista la modifica della prospettiva per l’attuazione dei lavori (svuotamento della scuola e allestimento di un “villaggio” provvisorio) le spese a suo tempo preventivate per questo punto saranno rispettate?

*Interrogazione al Consiglio di Stato del 5 maggio 2019 del gruppo MPS-POP-Indipendenti (Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori Sergi)

 

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