Fin dal 2017, al momento del cambiamento di cassa pensione per i dipendenti della nuova città di Bellinzona, l’MPS ha denunciato un’operazione che andava a colpire le rendite del personale della città.

Con il cambiamento di cassa pensione e le relative proposte di modifiche regolamentari, ai dipendenti della città venivano non solo decurtate le future pensioni, ma veniva di fatto impedita la possibilità di ricorrere ad un pensionamento anticipato.

Avevamo denunciato tutto questo, intervenendo sia in sede di consiglio comunale, sia nella discussione tra i lavoratori, invitando i dipendenti della città ad opporsi alle proposte del Municipio. Anche il consiglio comunale, con l’avallo praticamente di tutti gli altri partiti, sostenne le proposte del Municipio.

I dipendenti, credendo alle false promesse del Municipio e con la complicità dei sindacati di regime (VPOD-OCST-FUD), accolsero, seppur senza entusiasmo, la proposta di cambiamento di cassa pensione e delle relative modifiche (tra le quali anche la liquidazione del fondo di pre-pensionamento).

A distanza di due anni i nodi sembrano oramai venire al pettine. Molti dipendenti, sulla base dei più recenti certificati assicurativi, hanno dovuto prendere atto che le cose stanno proprio come aveva denunciato l’MPS.

E proprio nei giorni scorsi, sicuramente anche a seguito dell’intervento, con una mozione, del gruppo MPS-POP-Indipendenti, è partita una petizione da parte dei dipendenti che chiede al Municipio una serie di interventi per recuperare la situazione che si va sempre più degradando.

Pressati da questi interventi, i sindacati di regime (riuniti nel FUD) hanno dovuto riprendere le trattative con il Municipio. E proprio in questi stessi giorni hanno inviato a tutti i dipendenti una presa di posizione (Comunicato FUD) nella quale fanno il punto sulle diverse proposte e controproposte nella trattativa con il Municipio, tuttavia rimaste finora senza esito.

Già il tenore e gli importi delle richieste del FUD (dell’ordine di decine di milioni) ci dicono quanto pesanti sono e saranno le perdite che subiscono i dipendenti. Ma la presa di posizione del FUD conferma anche la totalità delle denunce fatte dall’MPS a partire dal 2017 e riconfermate in una recente conferenza stampa di presentazione della mozione depositata dal gruppo MPS-POP-Indipendenti.

Il FUD ammette infatti che la sua azione oggi vorrebbe ottenere il “contenimento del degrado delle prestazioni previdenziali che i dipendenti del Comune di Bellinzona stanno subendo da inizio 2018”; aggiungendo che la situazione dei futuri pensionati appare, citiamo ancora, “in palese contrasto con quanto sottopostoci in tema di votazione”. Si conferma poi l’impossibilità del pensionamento anticipato “la nuova struttura previdenziale di fatto incide pesantemente sulla possibilità di scelta relativa ad un’uscita (prepensionamento) prima dell’età ordinaria AVS”, per concludere con una vera e propria condanna della prospettiva di fondo della politica pensionistica della città: “La soppressione del suddetto fondo e il passaggio ad un sistema più coercitivo dove il dipendente è addirittura chiamato a proprie spese ad acquistare la differenza del grado di copertura tra la CPE Fondazione cassa comune e CPE Fondazione cassa “dedicata”, in un momento in cui altri enti tendono a rafforzare le misure di previdenza o a calmierare eventuali effetti negativi derivanti dell’attuale situazione congiunturale, sarebbe decisamente in controtendenza e non rappresenterebbe sicuramente un segnale positivo all’indirizzo della collettività sulle premesse di sviluppo della nuova Bellinzona.”

In poche parole, dopo aver contribuito – svendendosi – a far approvare le proposte municipali lo stesso FUD conferma che quelle proposte hanno, da subito, peggiorato le condizioni pensionistiche dei dipendenti; peggio ancora, le decisioni prese da i dipendenti erano basate su cifre false fornite dal Municipio e dai suoi esperti (e avallate dal FUD, questo ci si dimentica di dirlo…).

Tutto ciò è proprio quanto andiamo affermando fin dalla primavera del 2017.

L’MPS continuerà nella sua battaglia a sostegno dei dipendenti comunali che si stanno mobilitando in difesa delle loro rendite pensionistiche, contro un Municipio che dimostra sempre più la sua più totale mancanza di sensibilità sociale.

 

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