lunedì, settembre 16

Il giocattolino si è rotto: salviamo il giocattolino?

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Interpellanza presentata il 6 agosto all’attenzione del cs, sull’incomprensibile volontà (oggi ribadita dal consiglio di stato su proposta di Zali) di iniettare ancora milioni in uno scalo ormai morto, aumentando dal 12.5 % al 40 % la quota cantonale. Il paziente è tenuto in vita, non ha speranze di recupero, ma il cantone si accanisce, a differenza delle Officine lasciate in disparte e destinate al ridimensionamento.

Aeroporto Lugano Agno: forse è ora d’aprire gli occhi, il giocattolino è rotto!

Nel corso dei prossimi anni anche Swiss abbandonerà lo scalo di Lugano Agno. Questa notizia, pubblicata dalla Sonntagszeitung nella sua edizione del 4 agosto 2019, non è che la prova del nove di quanto MPS ha affermato e ribadito a più riprese negli scorsi mesi:

Il previsto investimento pubblico con oltre 50 milioni di franchi per il rilancio dello scalo di Lugano Agno sarà un buco nell’acqua. Non vi sono ragioni economiche, commerciali, aziendali e/o turistiche che giustifichino il mantenimento e tanto meno lo sviluppo dell’aeroporto di Agno quale struttura pubblica o di interesse pubblico.

Anche lo studio dell’università di San Gallo, alla base della proposta di investimento di oltre 50 milioni (con un possibile ritorno nelle cifre nera non prima del 2032),  è costruito attorno all’ipotesi del mantenimento del volo di linea Lugano-Zurigo. Tesi ripresa e ribadita nel messaggio dell’esecutivo di Lugano.

Ciò che però le autorità luganesi e di sponda le prese di posizioni del Consiglio di Stato si sono guardate bene dal rendere pubblico è che Swiss, da tempo, ha segnalato alla proprietà la messa in discussione del volo di linea Lugano-Zurigo. Dunque la proprietà ossia il Municipio di Lugano ed il Consiglio di Stato hanno nascosto ai rispettivi legislativi così come all’opinione pubblica una fondamentale informazione.

Inutile nascondersi dietro un dito ed affermare che non vi è ancora una decisione definitiva. Questa è la prospettiva e le affermazioni del CEO di Swiss Thomas Klühr non sono che la conferma di un’evidenza.

Così come per il fumoso e abortito progetto Mizar il tandem formato dagli esecutivi della Città di Lugano e cantonale ci sta proponendo uno spreco di soldi pubblici senza nessuna prospettiva. Forse sarebbe ora che aprano gli occhi e se ne facciano una ragione: il giocattolino di Lugano Agno si è rotto e non serve incaponirsi.

Per questa ragione chiediamo al Consiglio di Stato:

1.     Per quale ragione, pur sapendo che il volo di linea Lugano-Zurigo nel corso dei prossimi anni verrà soppresso, ha deciso di imbarcarsi in un progetto milionario che non ha futuro?

2.     Perché non ha ritenuto necessario informare l’opinione pubblica ed il Gran Consiglio che Swiss ha, da tempo, segnalato la messa in discussione del volo di linea Lugano-Zurigo?

3.     Anche alla luce delle dichiarazioni del CEO di Swiss concorda che bisogna rinunciare, per lo meno come ente cantonale, a gettare dalla finestra milioni di franchi per un inutile e fallimentare rilancio dello scalo? E dunque bisogna rinunciare a presentare un messaggio al Gran Consiglio per la partecipazione a questo fallimentare progetto di rilancio dello scalo di Lugano Agno?

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti

Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori

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