L’MPS prende atto con soddisfazione della decisione della commissione parlamentare nazionale di sostenere l’iniziativa cantonale contro i licenziamenti sostitutivi. Come si ricorderà, essa venne proposta dall’mps e accolta dal parlamento cantonale.

Contrariamente a quanto affermato da alcuni organi di stampa, l’iniziativa non si inserisce nel contesto delle proposte di “prima i nostri”, ma nell’ambito di proposte che vogliono rafforzare i diritti dei lavoratori sui luoghi di lavoro. Infatti si propone di modificare il codice delle obbligazioni rendendo abusivo un licenziamento effettuato con l’obbiettivo di sostituire un lavoratore o una lavoratrice con un altro/a pagato meno o con un rapporto contrattuale meno oneroso per il datore di lavoro.

Oggi questo si verifica sempre più spesso e non necessariamente coinvolge lavoratori frontalieri; basti pensare ai lavoratori e alle lavoratrici ultra cinquantenni (ricordiamo che le donne sono le più toccate dalla precarizzazione del mercato del lavoro), sostituiti con lavoratori più giovani; oppure ai cambiamenti di contratto con lavoratori retrocessi a tempo parziale o a contratti su chiamata o a tempo determinato.

Se questa modifica legislativa federale dovesse essere approvata, si porrebbe la necessità di strumenti per controllare il mercato del lavoro e i casi di licenziamenti sostitutivi: è quanto si propone di fare l’iniziativa popolare cantonale “più diritti per chi lavora, combattiamo il dumping salariale e sociale” lanciata dall’mps qualche giorno or sono.

Ricordiamo inoltre che il Movimento per il socialismo non aveva sostenuto né l’iniziativa né il contro progetto di “prima i nostri”, che nulla ha a che vedere con le nostre richieste.

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