Settimana scorsa, i sostenitori del piccolo aeroporto privato, ma finanziato dalla collettività pubblica, per super-ricchi hanno apportato degli ulteriori, importanti, chiarimenti al loro progetto. A conferma che, con il nostro intervento di mercoledì scorso dalle colonne di questo giornale, ci avevamo visto più che bene.

In primo luogo, è confermata la volontà delle avvocatesse di Lugano (e dei loro colleghi maschi…) di costruire un aeroporto su misura per i bisogni dei loro super-ricchi clienti, in buona misura globalisti. Nessun interesse pubblico quindi, nessuna volontà di rispondere a un bisogno sociale diffuso e reale.

In secondo luogo sono state presentate alcune richieste da parte dei vari Mister-X che sarebbero pronti a mangiarsi il piccolo scalo luganese. Più che richieste si tratta di pretese dal sapore ricattatorio. La gestione dello scalo dovrà essere sotto il controllo di questi privati. Quindi LASA dovrà sparire dagli schermi radar… Nulla e nessuno dovrà intralciare la libera gestione privata dell’aeroporto. E naturalmente, qualora dovessero registrarsi degli utili derivanti dalla nuova attività dei voli generali, questi finiranno esclusivamente nelle capienti tasche di questi super-ricchi. Se alla collettività pubblica, seppur attraverso il Municipio di Lugano e il Cantone, è espropriato qualsiasi potere decisionale, questa dovrà avere un ruolo attivo quale finanziatore esterno principale, per non dire assoluto. Secondo il diktat delle avvocatesse Valenzano Rossi / Masoni Brenna, il comune di Lugano dovrebbe cedere l’affitto delle strutture aeroportuali per un “prezzo simbolico”, ossia praticamente gratis. Ma non basta. Città di Lugano e Cantone devono anche azzerare i debiti accumulati da LASA negli anni, ossia diversi milioni di franchi.

Infine, Comune e Cantone dovranno licenziare, naturalmente a nome di LASA, decine di lavoratori, assumendosene i costi sociali e finanziari. Infatti, secondo indiscrezioni, il personale necessario al nuovo progetto dovrebbe aggirarsi attorno alle 25 unità. Si glissa, invece, sugli investimenti futuri nelle strutture aeroportuali, le quali, se a qualcuno fosse sfuggito, rimangono di proprietà della città di Lugano e del Cantone. Chi pagherà i nuovi e remunerativi hangar pretesi dai Mister-X? Chi pagherà i lavori di manutenzione, il rinnovo delle apparecchiature? Ovviamente questo compito spetterà alla collettività pubblica… Addirittura, e qui siamo alla farsa, i privati sarebbero disposti ad avviare un trasporto di linea con aerotaxi da 10 posti sulla tratta Lugano-Ginevra, naturalmente a spese del comune di Lugano e del Cantone!

Tutto questo per cosa? Semplicemente per offrire ai milionari, indigeni e globalisti, della Piave Luganese un aeroporto per i loro sfizi aeromodellistici, sostanzialmente pagati dai salariati di questo cantone… Gli sforzi del duo di avvocatesse per tentare di dare una dimensione di interesse pubblico al “loro” progetto sono vani quanto ridicoli. Sentirle parlare di «reciproche concessioni [tra pubblico e privato] che, se equilibrate, sono nell’interesse di tutti» diventa una presa per i fondelli. L’interesse di questo progetto è esclusivamente privato. È stato commissionato dai clienti dei principali studi di avvocatura e notarili del Luganese. E adesso iniziano a emergere anche i nomi di questi personaggi. Uno di loro è il gruppo Dassault Aviation, il quale, tramite la Tag Maintenance Services, ha acquistato le attività di Ruag sul sito di Agno. Il proprietario del gruppo francese è Lindsay Owen-Jones, ex Ceo del gruppo francese L’Oréal. Il signor Lindsay Owen-Jones ha un doppio interesse: senza l’aeroporto la sua attività di manutenzione degli aeri privati dovrebbe spostarsi altrove. Inoltre, il personaggio conta di fare nuovi utili gestendo i velivoli privati dei suoi amici ultra-milionari. L’ex Ceo di L’Oréal ha anche un proprio aero privato posteggiato ad Agno. Questo personaggio è fuggito dalla Francia perché avrebbe dovuto pagare delle tasse nettamente più alte di quanto gli ha offerto il cantone Ticino. Il signor Lindsay Owen-Jones ha un patrimonio stimato in 600 milioni. Sicuramente, come globalista, sarà in tassato in Ticino per non più di un milione di franchi… Adesso gli si vuol concedere l’aeroporto di Agno.

Anche a un bambino non troppo intelligente dovrebbe apparire chiaro che in gioco non c’è nessun “interesse pubblico” ma semplicemente la difesa degli interessi materiali, concreti di un’ultra-minoranza di possidenti che nulla ha a che spartire con gli interessi di migliaia di persone che faticano a far quadrare i bilanci familiari. Queste manovre rafforzano la nostra convinzione: non c’è bisogno di nessun aeroporto a Lugano. E ancora meno di un aeroporto sfruttato da privati ma pagato con i soldi pubblici…

Share This