Non passa giorno senza che emergano in modo chiaro e impressionante nuove vicende che mostrano come la strategia proposta da Governo e Parlamento cantonali per lottare contro il dumping salariale e per un controllo adeguato del mercato del lavoro e delle condizioni offerte, sia un vero e proprio fallimento.

È di ieri la notizia che sul cantiere Alptransit del Ceneri ad ognuno dei lavoratori attivi in passato sono stati in media sottratti circa 40-45’000, per un importo complessivo che si aggira sui 3 milioni e mezzo di franchi.

Tutto questo è avvenuto in un settore coperto da un contratto collettivo di lavoro (CCL) nel quale è attiva una commissione paritetica che, in teoria, dovrebbe effettuare i necessari controlli per verificare che condizioni di lavoro e salariali siano applicate correttamente.

Così, come noto, non è stato. È solo grazie alla denuncia coraggiosa dei media e di un lavoratore, che ha resistito ai ricatti e alle pressioni esercitate su di lui, che le cose stanno procedendo e le responsabilità civili e penali dell’azienda stanno emergendo.

Questa situazione, come molte altre denunciate negli ultimi tempi, mostrano quanto la strategia di controllo del mercato del lavoro e delle condizioni offerte proposta da governo e parlamento sia stata, come detto, fallimentare.

Infatti, come si ricorderà, in occasione della iniziativa “Basta dumping” promossa dall’MPS e sottoposta a votazione nel settembre 2015, governo e Parlamento vi opposero un controprogetto che aveva come elemento centrale il sostegno finanziario alle attività delle commissioni paritetiche e alle attività di controllo legate alle commissioni paritetiche.

Quel controprogetto riuscì a imporsi di poco di fronte all’iniziativa (52% contro 48%); ma è ora evidente a tutti (e i dati e i casi che si susseguono lo confermano) che quel controprogetto aveva un solo obiettivo: far fallire l’iniziativa ed impedire che venisse potenziato in modo decisivo l’ispettorato del lavoro, premessa indispensabile per qualsiasi reale controllo del mercato del lavoro e delle condizioni salariali e di lavoro offerte.

Oggi, come detto, i salariati di questo cantone stanno pagando il prezzo di quella politica, osservando un mercato del lavoro sempre più selvaggio, nel quale i diritti di chi lavora vengono sistematicamente negati. Sempre più i lavoratori e le lavoratrici sono sottoposti al ricatto di accettare il peggioramento delle condizioni di lavoro e di salario o di andarsene. Lo conferma oggi, cercando goffamente di smentire quanto denunciato dall’MPS, uno dei responsabili cantonali, Michele Morisoli, dell’assicurazione Helvetia, quanto sostiene spudoratamente che, di fronte a proposte peggiorative, “il dipendente è libero di non accettare“. Un condensato dell’ipocrisia liberale.

L’accelerazione della degradazione delle condizioni di lavoro e di salario, hanno spinto l’MPS a rilanciare, anche dal punto di vista istituzionale, la propria azione. Infatti la prossima settimana l’MPS lancerà una nuova iniziativa popolare denominata “Rispetto per i diritti di chi lavora. Combattere il dumping salariale e sociale” che riprende e approfondisce alcune delle proposte già avanzate a suo tempo.

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