Schindler: crescita solida, profitti come previsto…quindi si licenzia!

Ancora una volta il
capitalismo mostra il suo volto reale, la sua logica tutta tesa alla
valorizzazione del capitale. Così, dopo le notizie in provenienza dalla Mikron,
anche un’altra delle aziende pronte ad essere beneficate dalla riforma fiscale
voluta da Vitta e soci, ha annunciato la soppressione di parecchi posti di
lavoro. Si tratta di una trentina di posti che verranno soppressi nel quadro
della chiusura della sede di Quartino che occupa una sessantina di lavoratori.

Eppure
Schindler gode di ottima salute, sia in termini congiunturali che strutturali.
Basti ricordare che, ancora lo scorso primo maggio, alla fine del primo
trimestre, l’azienda annunciata di aver “iniziato il 2019 registrando una crescita
solida. Nel primo trimestre i nuovi ordini sono aumentati del 5,2% totalizzando
2968 milioni di CHF (+6,4% in valute locali) e consentendo così all’azienda di
consolidare la sua posizione sul mercato”. Tutti gli altri indicatori erano in
perfetta linea (e in crescita nell’ordine del 10%) con quelli realizzati l’anno
precedente
”. E poi eccola, alla fine del terzo
trimestre del corrente anno, annunciare un profitto netto cumulato, sui primi
tre trimestri del 2019, pari a 657 milioni di franchi (quasi un miliardo
l’utile lordo).

Un risultato brillante per un’azienda attiva a livello
mondiale, che ha cumulato negli ultimi anni un’enorme massa di profitti
(dell’ordine di alcuni miliardi). Prova ne sia che il valore dell’azione in
borsa è più che raddoppiato negli ultimi cinque anni.

Eppure al momento di fare qualche sacrificio, non sono
gli azionisti a doverlo sopportare, ma i lavoratori e le lavoratrici che vedono
saltare posti di lavoro in nome di ristrutturazioni aziendali che hanno come
unico obiettivo mantenere una profittabilità estrema per gli azionisti.

Per il Cantone si tratta di un’altra perdita di posti di
lavoro preziosi che, sicuramente, saranno rimpiazzati da posti di lavoro
precari e mal pagati, offerti da imprese che la politica fiscale del governo
attira come mosche. Pronte, una volta fatti i propri affari ad andarsene in un
battibaleno. Gli esempi ormai si sprecano.

Naturalmente la Schindler sarà sicuramente annoverata tra
le aziende che attuano una politica all’insegna della responsabilità sociale,
che sta diventa ormai, giorno dopo giorno, da commedia teatrale, una vera
tragedia in termini di posti di lavoro.