Bellinzona, molte promesse poche realizzazioni.
“Valenza strategica”: è ormai questo il nuovo slogan, che immaginiamo occuperà l’imminente campagna elettorale da parte dei partiti presenti in Municipio. Che sono un po’ come quelle persone che dovrebbero cominciare a fare qualcosa di serio e utile e, non riuscendoci, annunciano sempre che, a partire da una certa data, cominceranno a fare quello che devono fare.
Di fronte a chi dice che il Municipio (e i partiti
che ne fanno parte e che occupano quasi tutti i seggi di questo Consiglio
comunale) hanno combinato poco in questi tre anni (e quel poco che hanno
combinato non è esaltante), la risposta è, ormai da diverso tempo, la stessa:
adesso si comincia con i progetti di valenza strategica, quelli che
modificheranno la vita degli abitanti di Bellinzona, che trasformeranno
Bellinzona nel luogo supremo della felicità.
Ma, ci chiediamo, quali sono questi meravigliosi e
decisivi progetti strategici? Il Municipio li elenca nelle prime pagine del
messaggio, ricordando che il 2020 segna l’avvio della fase di realizzazione di
questi progetti. Li ricordiamo, così come elencati:
– la procedura di pianificazione territoriale
generale per la nuova Città
– la nuova sede IRB
– il progetto “nuovo comparto Officine FFS”
– il progetto di valorizzazione della Fortezza di
Bellinzona (Castelli, murate e cinta muraria),
– la realizzazione di un centro
espositivo-congressuale
– la costruzione del nuovo Ospedale regionale
– la fermata del treno in Piazza Indipendenza e la
riqualifica dell’intero corrispondente comparto,
– il progetto della montagna di sponda destra
(percorso di mezza montagna Gorduno-Gudo)
Ora, quel che di certo si può dire è che sul
termine valenza strategica non abbiamo la stessa opinione. Ad esempio, quale
sarebbe la valenza strategica di una pianificazione territoriale generale per
la nuova città? Non ci pare una grande pensata fare quello che qualsiasi comune
è, per legge obbligato a fare, in particolare se si tratta di un nuovo comune che
deve ripensare la proprio organizzazione del territorio. In sé tale esercizio
non ha alcuna valenza strategica: lo avrà il suo contenuto e, dubitiamo vista
l’impostazione immobiliarista che domina ormai Bellinzona, che i risultati di
questo esercizio (tra l’altro ancora lontano) permetteranno di dare risposte
adeguate alle necessità della popolazione.
Sul nuovo “comparto Officine FFS” stendiamo un velo
pietoso. In quel che finora si è detto di questo progetto vi è tutto meno che
una valenza strategica degna di tal nome. Lo abbiamo già detto nel corso del
dibattito sulle Officine: aspettiamo solo di vedere confermate le nostre
ipotesi. Valenza strategica sarebbe stata la difesa dell’Officina e la
costruzione, attorno ad essa di un vero centro di competenze per il settore
della mobilità sostenibile. Un progetto già pensato e avviato e che si è
preferito gettare alle ortiche, ingolositi dall’offerta delle FFS: altro che
valenza strategica!
Cosa vi è di valenza strategica nella costruzione
di un nuovo ospedale quando è sotto gli occhi di tutti il processo di
indebolimento dell’Ospedale regionale di Bellinzona e Valli, con la chiusura di
fatto di Faido e il ridimensionamento di Acquarossa, con conseguenze sul
funzionamento del San Giovanni.
Un malfunzionamento che ha aperto la strada alla
nascita, come funghi, di centri medici (anche nella nostra città) che fanno
affari d’oro prendendosi le cure ambulatoriali redditizie e lasciando al
pubblico quelle meno redditizie (a cominciare dal pronto soccorso). Diremmo che
quanto si assume come valenza strategica altro non è che la pessima strategia
che ha in mente l’EOC per il futuro ospedaliero del Cantone. E i pessimi
risultati per i pazienti si stanno già manifestando e non tarderanno a
manifestarsi ulteriormente.
Potremmo continuare. Ma ci si permetta qui
un’ulteriore osservazione. Ora, noi non vogliamo togliere i propri meriti al
Municipio di Bellinzona: ma ci pare che molti di questi progetti con valenza
strategica vengano da necessità e strategie che altri decidono e che vede di
fatto il Municipio compartecipe (un ruolo più visibile lo si ha al momento
delle inaugurazioni, lo riconosciamo). Potremmo elencare la nuova stazione di
Bellinzona, la costruzione del nuovo ospedale, la ferma del treno in piazza
indipendenza, etc. Tutte cose sulle quali il pensiero strategico conta come il
due di briscola, progetti che sarebbero stati realizzati anche se il Municipio
di Bellinzona fosse stato in esilio (quello attuale e quelli dei tredici comuni
precedenti).
Il attesa della rivoluzione legata a questi
meravigliosi investimenti strategici, i cittadini e le cittadine di Bellinzona
desidererebbero un sostegno concreto di fronte ai problemi con i quali sono
quotidianamente confrontati.
Pensiamo alle famiglie che vorrebbero avere una
scuola comunale meglio funzionante, con meno allievi per sezione, con un
servizio di mese pubblico e di qualità, con dei doposcuola che permettano sia
la socializzazione che la possibilità di essere seguiti. E non avere il
problema (e sono centinaia e centinaia) di dove lasciare i figli quando le
scuole sono chiuse (soprattutto d’estate) e devono affidarsi a colonie in gran
parte confessionali.
Oppure, i cittadini dipendenti pubblici,
desidererebbero poter esprimere il proprio punto di vista quando si discute
delle loro condizioni di lavoro, vorrebbero che le loro pensioni non venissero
tagliate e vorrebbero che le promesse fatta vengano mantenute. E a poco servono
i tentativi, come quello messo in atto di recente, di recuperare il terreno
perso con riunioni nelle quali si spiegano cose che, per mesi, si è rifiutato
di ammettere.
Oppure i giovani di questa città sarebbero stati
contenti se in questi tre anni si fosse avanzata anche una piccola proposta per
spazi nei quali incontrarsi, discutere, socializzare. Ora si cerca di vendere
la ristrutturazione dell’ex ospedale militare come una risposta a questo tema.
Ma siamo fuori strada e, ancora una volta, è stato qualcun altro a dover
aiutare il Municipio a trovare spazi e modalità utili per realizzare qualcosa
(o tentare di farlo).
Potremmo allungare la lista, ma crediamo che
abbiate inteso quello che vogliamo dire: e cioè che le prospettive designate in
questo Preventivo ci sembrano magre e non tali da rispondere ai bisogni della
popolazione di Bellinzona. E che il tentativo di nascondersi dietro i futuri
investimenti strategici male nasconde un vuoto di progettualità.
Naturalmente la gente tende a dimenticare e tra
qualche anno di questa impostazione fondata sui progetti a valenza strategica
non si ricorderà nessuno; possono dormire sonni tranquilli che oggi ci
prospetta un futuro meraviglioso che non verrà. La nostra società vive
nell’immediato e raramente va a vedere cosa è stato affermato e promesso uno o
due anni fa. Si tende a dimenticare. Ad esempio, chi guida l’esecutivo di questa
città, in un discorso pubblico del 2012 al Monte Ceneri, affermava
testualmente: “Nel frattempo la SPD in Germania è tornata a sollevare la testa,
conquistando un Land dopo l’altro; in Francia ha vinto Hollande e probabilmente
oggi assisteremo ad un’altra vittoria della sinistra; anche in Inghilterra
sembrerebbe che le cose stanno di nuovo cambiando. Vedremo…ma si può essere
ragionevolmente ottimisti”.
Avanti così con le valenze strategiche!