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Dopo l’importante e fruttuosa esperienza di Bellinzona, l’MPS ha deciso di scendere in campo anche nella prima città del Ticino, Lugano.

Per situare le ragioni di questa presenza si potrebbe far riferimento alle recenti dichiarazioni del sindacato PS di Bellinzona, Mario Branda che, nel rispondere ad un giornalista che gli chiedeva come mai il PS, nel suo appello per una unità del fronte progressista, non si fosse rivolto anche all’MPS, il sindaco di Bellinzona, Mario Branda, rispondeva che non aveva senso rivolgersi all’MPS perché esso “ha un visione diversa dalla nostra”, ricordando che l’MPS aveva svolto “bene e legittimamente” il suo ruolo di opposizione e che questo lo collocava in una posizione diversa da quella delle altre forze della “sinistra”.

Per una volta tanto siamo d’accordo con il sindaco di Bellinzona, che conferma quanto andiamo dicendo da tempo: e cioè che il nostro punto di vista, la nostra azione, la nostra visione della politica si pone in un’ottica diversa dal resto del cosiddetto schieramento progressista.

Ci presentiamo a Lugano con la prospettiva di sviluppare la stessa prospettiva politica che abbiamo sviluppato a Bellinzona, che difendiamo anche a livello cantonale.

Siamo una forza politica di opposizione; di opposizione radicale al sistema politico, economico e sociale che domina e governa questo paese e che si riverbera in tutti i suoi gradi istituzionali, dalla Confederazione al Cantone ai Comuni.

Per questa ragione i temi che ci hanno caratterizzato a livello cantonale sono gli stessi che oggi poniamo a livello dei comuni: lottare contro il dumping salariale e sociale, per i diritti di chi lavora, contro le discriminazioni di genere, per una politica sociale che risponda ai bisogni sempre più urgenti della popolazione, per una politica ambientale al servizio dei cittadini e delle cittadinie.

La presenza istituzionale aiuta in questa lotta: ma non può e non deve sostituire la mobilitazione sul terreno, la presenza laddove i problemi si pongono, una concezione della politica che cerca di mettere in movimento le persone a sostegno delle proprie rivendicazioni.

Una presenza istituzionale è utile perché dà voce, voce pubblica ai problemi, alle opposizioni, alle rivendicazioni; è uno strumento di denuncia e di presentazione delle nostre ragioni, delle ragioni di chi si batte contro le politiche neoliberali che dominano nel Cantone come nei Comuni.

È con questa prospettiva che una sinistra “diversa” si presenta alle elezioni comunali a Lugano e Bellinzona; una sinistra di opposizione alle politiche dei Municipi e dei partiti che ne fanno parte e che, quasi sempre e in modo solidale, ne condividono gli orientamenti e le impostazioni politiche.

L’opposizione siamo noi, dice un nostro slogan. Lo abbiamo dimostrato e continueremo a farlo.

L’MPS, come anticipato qualche mese fa, si presenta (in alleanza con il POP e con la presenza di candidati indipendenti), nei due principali centri del Cantone.

A Bellinzona avremo una lista completa per il Municipio e una di 10 candidati/e per il Consiglio comunale (presentate ieri)

A Lugano proponiamo una lista completa per il Municipio e una con 7 candidati/e per il Consiglio Comunale, liste presentate pubblicamente oggi.

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