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Pubblichiamo il testo dell’intervento di Barbara Di Marco, che si presenta come indipendente sulle liste MPS-POP-Indipendenti a Lugano, fatto alla conferenza stampa di presentazione delle liste giovedì scorso.(Red)

Ci presentiamo e mi presento con l’intento di proporre una prospettiva anticapitalista, una voce di opposizione ai gruppi e partiti che dominano la politica di Lugano. Questa città merita di avere una vera opposizione!

In attesa dello studio sulla povertà, appare comunque evidente che le disuguaglianze sono in crescita e che l’esclusione sociale di un capitalismo fondato sulla logica del profitto sta avanzando anche qui.

Basta citare, per fare solo un esempio, l’esplosione delle domande di aiuto sociale comunale che sono aumentate del 37,5% nel 2018, passando da 472 a 647 casi.

È sotto gli occhi di tutti che ci sono sempre più persone senza lavoro, disoccupati e sottoccupati, costretti a rivolgersi all’aiuto sociale, e che molte volte hanno anche difficioltà a riceverlo, a causa di qualche inghippo burocratico.

Anche per chi ha un lavoro la vita in questa città sta diventando sempre più difficile. Gli affitti non scendono, i premi di cassa malati salgono e i nostri stipendi non crescono in maniera adeguata.

Mi presento quindi su una lista che vuole contrastare tutti gli effetti di uno sviluppo economico fondato sul profitto di pochi e sulla sofferenza di molti.

Questa lista vuole combattere il dumping salariale e sociale, che spinge i salari verso il basso e che sostituisce lavoratrici e lavoratori pagati in modo accettabile, con altri pagati molto meno. Una lista che vuole combattere anche la speculazione immobiliare, perché altrimenti finirà che ancora più persone dovranno abitare in delle case fatiscenti con degli affitti astronimici. Vogliamo anche opporci a questo sistema sanitario che ogni anno ci chiede un maggiore contributo per l’assicurazione malattia, senza spiegarne i motivi in modo convincente. Ormai, le riserve delle cassse malati hanno raggiunto delle cifre stellari e gli stipendi che versano ai loro manager sono sempre più elevati, mentre il nostro reddito disponibile diminuisce continuamente! I premi della cassa malati determinano la nostra vita e un numero di persone sempre maggiore non riesce nemmeno a pagare questi premi, pure avendo un lavoro “normale”.

Mi presento anche come femminista, perché sono convinta che questa città deve fare passi decisivi nella lotta contro la discriminazione di genere.

Non parlo oggi delle istituzioni, e degli enti nei quali le donne non hanno alcuna rappresentanza, e neanche approfondisco tanto sul fatto che a lavorare per la Città di Lugano ci siano pochissime donne nelle classi salariali alte, mentre nelle classi salariali basse ci siano praticamente solo donne. È anche il Comune stesso che deve rivalorizzare le donne, anche a livello economico.

Colgo l’occasione per parlare della Casa delle donne, che è l’unica struttura specializzata per le donne vittime di violenza a Lugano e che attualmente ha solo 4 posti per le donne, e non riceve nessun finanziamento comunale. Credo sia chiaro per tutti che in una città di 68’000 abitanti 4 posti non sono un numero adeguato, specialmente pensando che la struttura funge da punto di riferimento per tutto il Sottoceneri e che completa l’offerta di una casa nel Sopraceneri, con più o meno la stessa capacità. Secondo le raccomandazioni della Convenzione di Istanbul dovrebbe poter aumentare notevolmente i suoi posti.

Oggi non c’è nemmeno una struttura comunale che si occupa delle donne in ricerca di lavoro o che si vorrebbero riorganizzare la propria attività lavorativa e non c’è un servizio di lingua e integrazione per le donne straniere. Le donne devono continuamente rivolgersi a delle realtà associative per ottenere questi servizi, e molto spesso non possono accedervi perché sono troppo poco conosciute le associazioni, e perché manca la rete per promuoverle.

In questo senso la politica sociale della città deve essere fortemente potenziata e l’offerta pubblica deve prevalere sulla gestione e offerta privata.

La nostra lista vuole l’implementazione e il potenziamento degli servizi comunali e in particolare degli asili nido, della mensa e doposcuola, delle colonie, dei centri giovanili e della qualità e dell’offerta delle case anziani.

Che la città di Lugano oggi non offre una politica adeguata per rispondere al disaggio sociale è evidente. La triste e drammatica vicenda della Pensione La Santa mostra la necessità di potenziare in modo notevole l’intervento sociale. Questo deve essere fatto potenziando radicalmente le risorse a disposizione e aumentando il numero degli operatori di prossimità.

Si ha l’impressione che molta gente viene abbandonata a sé stessa, come sono stati abbandonati a loro stessi gli inquilini della Pensione La Santa.

Un disagio sociale di questa portata è un ulteriore segnale di un capitalismo sfrenato che emargina, licenzia e mette all’angolo tutte le persone che non riescono a tenere passo con la logica dominante.

Vogliamo fare opposizione a questa logica che mira ad aumentare il benessere di pochi e a perpetuare lo sfruttamento e l’emarginazione di molti, facendo così aumentare le disuguaglianze, anche in una Città come Lugano.

Chiediamo alle cittadine e ai cittadini di Lugano di sostenerci, di votare la nostra lista. Questa sarà un’occasione per dare voce ad un’opposizione chiara e determinata, è un’occasione per dare voce a chi non ne ha.

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