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Che a Lugano ci siano sempre più persone che hanno bisogno dell’aiuto sociale è sotto gli occhi di tutti. Le cause sono evidenti: una precarizzazione lavorativa importante, la diminuzione dei salari (l’effetto del dumping salariale), disoccupazione, sottoccupazione. Non si tratta di casi isolati, ma di una dinamica sociale sempre più chiara.

Le richieste di assistenza sono un indizio chiaro di questa crisi sociale. Esse sono rimaste a 1415 casi nella media, stabilizzandosi per la prima volta dal 2017 al 2018, mentre c’è stato un continuo aumento dal 2010, quando c’erano “solo” 796 casi di assistenza Il passaggio da 796 a 1415 casi corrisponde a un aumento dell’89,1% (!). La cifra di 1415 non indica il numero di persone in assistenza, che è più elevato, ma il numero di casi.

Per quanto concerne invece la richiesta di prestazioni comunali in ambito sociale, si nota che le domande sono passate da 472 casi nel 2017 a 647 casi nel 2018, il che corrisponde a un aumento del 37,5%. Il Comune dopo verifica della condizione economica di indigenza dei richiedenti, versa prestazioni per eventi straordinari e altri bisogni puntuali, per l’alloggio e per la garanzia per accedere ad un alloggio, per spese sanitarie odontoiatriche, per servizi funebri e sepoltura, per la partecipazione di bambini e adolescenti a colonie diurne e colonie riconosciute e altre attività a pagamento in ambito scolastico.

È questa la realtà desolante della ricca Lugano. Una città il cui esecutivo si preoccupa di trovare dei garage per i jet di alcune decine di milionari che abitano a Lugano, ma dove vivono migliaia di persone per le quali una spesa particolare (il dentista, mandare i figli in colonia, una spesa medica speciale) diventa un ostacolo insormontabile e quindi sono costretti a chiedere un sostegno.

Meglio farebbero le autorità a preoccuparsi affinché questa persone, queste famiglie, potessero contare su un reddito che permettesse loro di affrontare con più tranquillità l’esistenza quotidiana. Ad esempio impegnandosi attivamente per combattere il dumping salariale, evitando che ai lavoratori e alle lavoratrici vengano offerti salari indegni che li spingono verso la strada dell’assistenza.

Barbara Di Marco-Christoffel, candidata MPS-POP-Indipendenti al Municipio e al Consiglio comunale di Lugano.

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