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Sabato 21 marzo il Governo, di fronte alla drammatica situazione i cui si trova il nostro cantone, ha decretato la chiusura perentoria di tutti i cantieri edili e  confermato la chiusura di tutte le attività commerciali e produttive private, compresi tutti gli esercizi della ristorazione, strutture che offrono servizi alle persone con contatto corporeo anche a domicilio e le strutture ricreative e per il tempo libero. 

Per quanto riguarda l’attività nei cantieri il consiglio di stato  ha inoltre riferito che lo “Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) guidato dal capo della Polizia Matteo Cocchi può concedere deroghe nel caso in cui esista un’evidente urgenza o preminente interesse pubblico.”

Non c’è bisogno di dire come questo stop alle attività imposto a tutti stia creando grandi disagi ai salariati ma anche a chi è chiamato a gestire le aziende toccate che non possono beneficiare di permessi speciali o deroghe per motivi di primaria importanza.

Qualche giorno dopo, mercoledi 25 marzo, su Tio.ch si viene a conoscenza attraverso un articolo del giornalista Patrick Mancini intitolato  Ma l’edilizia, salvo casi eccezionali, non era bloccata? E quei camion in Bavona? che in Valle Maggia un’impresa di trasporti locale- Vedova trasporti SA- , già oggetto di segnalazioni riguardanti gli appalti per lo sgombero della neve e relativi approfondimenti presso i servizi cantonali e del Gran Consiglio, starebbe effettuando come se niente fosse e nonostante il divieto, dei lavori di scavo e di trasporto, suscitando molteplici interrogativi tra i residenti e gli altri operatori del settore loro malgrado costretti a chiudere l’attività.

A suscitare ulteriori perplessità sono le dichiarazioni del sindaco di Cevio Pierluigi Martini, il quale dichiara che la ditta non deve sottostare allo stop emanato dal Cantone e anche dal comune perché avrebbe ricevuto il permesso dallo Stato Maggiore Cantonale di Condotta.

Nell’articolo di Tio.ch vengono messi in risalto degli interrogativi e alcune domande che qui riportiamo: Chiusura dell’edilizia in Ticino? Varrebbe solo per alcuni, a quanto pare. In Valle Bavona da giorni continuano ad andare avanti e indietro camion che trasportano ghiaia. Perché? Diverse le segnalazioni, piuttosto infastidite, da parte dei residentiGli unici cantieri a potere continuare a lavorare, al momento, dovrebbero essere quelli che necessitano di interventi urgenti o di essere messi in sicurezza. È veramente così urgente trasportare ghiaia in una valle? Sono in parecchi a domandarselo.

Come detto, dall’articolo si apprende che i camion circolano perché hanno ricevuto il permesso dallo Stato Maggiore Cantonale di Condotta e che i lavori in questione sarebbero, a loro dire,  urgenti in quanto riguardano la protezione del territorio.

Il precedete scomodo

Come riferito, la ditta in questione non è nuova a situazioni che potremmo definire anomale, ed è già stata nel recente passato oggetto di verifiche, come si evince anche dall’ articolo apparso il 3 dicembre 2018 sulla Regione Ticino – David Leoni e Samantha Ghisla- nel quale si legge, tra altro, di contorni turbolenti. Nell’articolo si scrive: Una sorta di “fresopoli”, chiamiamola così, al momento non ancora destinata a sfociare in Vallemaggia – come invece già accaduto di recente in Valle di Blenio – in un’inchiesta da parte della giustizia.

E poi ancora: il 27 di febbraio, colpo di scena: il Cantone decide la rescissione del contratto con la ditta valmaggese alla quale aveva assegnato il servizio fresa neve (durata fino al 2020). Segno, evidente, che qualcosa non ha funzionato o che dei sospetti in tal senso ci siano. Se non è un’ammissione di colpa, poco ci manca. Nel frattempo lo stesso Cantone, dopo lo stralcio del primo concorso, ha indetto un nuovo bando per il lotto in questione, recentemente assegnato – ancora una volta – alla ditta alla quale è stato appena stralciato il precedente bando

La questione gettò un grave sospetto sull’amministrazione e coinvolse alcuni funzionari incaricati delle verifiche ma tutti si ricorderanno che il caso finì nel classico tarallucci e vino, senza nessuna reale inchiesta all’interno del Dipartimento del Territorio, lasciando irrisolto sia fresopoli che il dubbio.

Si è voluto ricordare questo fatto scottante e irrisolto perchè a poco tempo di distanza emerge una nuova inquietante coincidenza che, da qualsiasi punto la si osserva, sembra essere il frutto di qualche spintarella dai piani alti dello Stato, dato che neppure la più fervida fantasia può immaginare come si riesce a fare rientrare il trasporto di ghiaia tra quelli che dovrebbero ricevere una derogasia essa per urgenza o per preminente interesse pubblico.

Non una ma addirittura due deroghe per due cantieri diversi

Ma a peggiorare ulteriormente la posizione, che l’articolo su Tio.ch non riporta perché forse non a conoscenza, sarebbe che la ditta in questione avrebbe ricevuto una seconda deroga per un altro cantiere, cioè  un non meglio precisato lavoro di bonifica in valle Lavizzara. Da informazioni sembrerebbe infatti che anche lassù circolerebbero dei camion e che la bonifica del terreno sia in atto. Non è data invece a sapere l’urgenza che riveste e neppure l’interesse pubblico.

Come ottenere le deroghe? Lo direbbe il proprietario

Sembrerebbe che il proprietario abbia svelato in più di un’occasione di una conversazione avuta con  Norman Gobbi direttore del Dipartimento delle Istituzioni ( con il quale ha un rapporto stretto di amicizia anche partitica), superiore diretto del capo della Polizia Matteo Cocchi il quale si trova ora su incarico del Governo alla guida dello Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC), incaricato appunto di rilasciare deroghe nel caso in cui esista un’evidente urgenza o preminente interesse pubblico. Non è dato a sapere il contenuto esatto della conversazione e neppure pensiamo lontanamente immaginare che ciò possa corrispondere a realtà, ma la questione richiede un chiarimento pubblico dato che lui stesso sembrerebbe aver riferito a più persone che le deroghe si ottengono così.

A questo punto, data la gravità della situazione che potrebbe ancora una volta mettere in dubbio l’onorabilità delle Istituzioni proprio in un momento molto delicato, ma anche l’ingiustizia che potrebbe esserci nei confronti di tutte le altre realtà ticinesi obbligate a fermarsi per far fronte alla drammatica realtà del coronavirus, è necessarionell’interesse pubblico e delle Istituzioni che il Governo risponda urgentemente ai seguenti quesiti:

1.      Corrisponde al vero che circolano dei camion in valle Maggia e che si stanno effettuando degli scavi?

2.      Se sì, che verifiche ha fatto il Governo?

3.      Corrisponde al vero che lo Stato maggiore cantonale di condotta (SMCC) ha rilasciato delle deroghe? Se si a chi sono state rilasciate? Con quali precise motivazioni?

4.      Le disposizioni per rilasciare le deroghe sono state firmate e verificate da chi?

5.      È stato verificato che la ditta in questione ottemperi tutte le misure di igiene e distanza sociale accresciuta, volta a tutelare i propri dipendenti?

6.      Ritiene il Governo che una bonifica di un prato sia da ritenersi un’evidente urgenza o di preminente interesse pubblico?

7.      Ritiene il Governo che il trasporto di ghiaia sia da ritenersi un’evidente urgenza o di preminente interesse pubblico?

8.      Quali sono i parametri che sono stati dati e che vengono utilizzati dallo Stato maggiore cantonale di condotta per ritenere un cantiere urgente o di preminente interesse pubblico? (pf elencare le disposizioni esatte utilizzate per tutti e chi le ha redatte-decise)

9.      Corrisponde al vero chè c’è stata un contatto telefonico o di altro tipo (posta elettronica, sms, ecc) tra  Norman Gobbi e il proprietario della ditta in questione?

10.  Se questo contatto è avvenuto, quale è stato il suo contenuto? (contenuto esatto sms, e.mail, ecc)

11.  Non ritiene il Governo che per essere efficaci e condivise dalla popolazione le deroghe devono essere date con il contagocce attraverso un protocollo preciso e comunque solo in casi di estrema e comprovata necessità?

12.  Se non lo rtiene così importante (come sembra essere il caso in questione), come giustifica questa disparità di trattamento nei confronti della popolazione già molto provata?

Per il Gruppo MPS-POP-Indipendenti

Matteo Pronzini, Simona Arigoni, Angelica Lepori

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