Il padronato ordina, il governo federale si adegua!

Sono passate
poche ore da quanto il governo cantonale ha deciso di bloccare cantiere e
attività produttive non necessarie e urgenti (con diverse eccezioni).

Nel frattempo le
organizzazioni del padronato nazionale (dell’industria delle macchine,
dell’edilizia, etc.) hanno fatto sapere che le misure decise dal governo
ticinese non andavano bene perché bloccavano la produzione.

Ora, a dar manforte al padronato, scende in campo il Consiglio federale che, per bocca del direttore dell’Ufficio federale di giustizia, definisce contrarie al diritto superiore le decisioni prese da Bellinzona. Una esternazione che non sarebbe certo avvenuta senza l’avallo del governo federale.

Il risultato di
questo allineamento (non sorprendente per noi) del governo federale ai diktat
padronali rischia di avere conseguenze sulla tenuta delle misure prese in
Ticino: infatti una parte importante del padronato ticinese (che non ha
dimostrato grande entusiasmo per la decisione del governo) si adopererà con le
proprie aziende, incoraggiandole ad aggirare, in qualche modo, le disposizioni
ufficiali.

È necessario in
questo momento che il governo cantonale resista a queste pressioni; anzi,
farebbe ancora meglio ad approfondire e a precisare ulteriormente le misure
prese in modo che siano ancor di più efficaci. In questa direzione sicuramente
avrà il sostegno della stragrande maggioranza delle cittadine e dei cittadini
di questo Cantone.