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Viviamo in un’epoca decisiva, nella quale si coniugano numerose difficoltà. La salute, l’economia e l’ecologia sono strettamente legate – i problemi che viviamo sono l’espressione di una crisi generale della nostra società capitalista. In qualità di militanti di sinistra, dobbiamo provare ad analizzare la situazione attuale e cercare delle risposte. Se non ci riusciremo, il fatalismo, i concetti autoritari e la destra prevarranno.

Tesi n° 1: I governi antepongono le preoccupazioni economiche a quelle per la nostra salute.

La classe dirigente è incapace di rispondere in maniera adeguata alla pandemia del Coronavirus. I governi occidentali, in particolare, esitano a mettere chiaramente la salute delle persone al di sopra delle considerazioni economiche. La paura di una nuova crisi economica che provocherebbe una chiusura completa di tutte le attività economiche non essenziali è troppo grande. Al posto di agire in modo coordinato, numerosi paesi tentano di ritardare le misure per garantire dei profitti alle loro imprese e ottenere dei vantaggi concorrenziali. Di conseguenza, i governi non possono e/o non vogliono rispondere in maniera adeguata e rapida alla crisi del Coronavirus e impedire il sovraccarico del sistema sanitario. Il cinico esercizio di equilibrismo al motto di “non troppe vittime di Coronavirus, nessun prematuro e inutile fardello per l’economia” rivela la logica di un sistema sociale non quale è al centro dell’attenzione il benessere di una piccola élite e non quello della maggioranza delle persone (i salariati).

Tesi n° 2: La crisi sanitaria è anche una conseguenza delle politiche neoliberali.

La pandemia di Coronavirus è senza dubbio una sfida enorme per la salute pubblica. Ma i problemi che si pongono sono anche il frutto di scelte precedenti. Le politiche degli ultimi decenni hanno condotto a un sotto-finanziamento del sistema sanitario in numerosi paesi. Mancano le infrastrutture, i macchinari e i letti in cure intense. Troppo poco personale infermieristico e medico deve occuparsi di un numero sempre crescente di pazienti. Le spese pubbliche mondiali per la sanità stagnano o aumentano più lentamente dei bisogni in cure delle nostre società, che aumentano rapidamente.

In seguito all’epidemia della SARS nel 2002, anch’essa causata da un coronavirus, gli scienziati del mondo intero avevano lanciato avvertimenti contro future epidemie e avevano chiesto che la ricerca fondamentale fosse sviluppata e che i sistemi sanitari fossero preparati per affrontare future epidemie. La continuazione dei tagli neoliberali in quasi tutti i paesi ha ignorato questo fatto e ha piuttosto rinforzato la posizione delle imprese farmaceutiche. La medicina di punta e le imprese di prestazione di cure lucrative sono in pieno sviluppo, mentre le malattie curabili (malaria, tubercolosi, colera, sida, lebbra) continuano ad avere delle conseguenze devastatrici, in particolare nei paesi poveri. I brevetti impediscono l’utilizzo dei nuovi medicamenti nei paesi poveri.

Tesi n° 3: La crisi economica in arrivo è sistemica, la pandemia del Coronavirus è solo il detonatore

La tendenza capitalista all’espansione e all’intensificazione produce incessantemente problemi di vendita e dunque crisi di sovrapproduzione, che si manifestano differentemente secondo il contesto. La crisi economica che si sta profilando attualmente non è causata dal Coronavirus, ma ne è al limite scatenata e accentuata. Dall’ultima crisi economica (2007-2009), la politica dei tassi di interesse bassi delle banche centrali ha condotto a una situazione nella quale decine di migliaia di imprese nel mondo non possono mantenersi a galla e sono pesantemente indebitate tramite prestiti a tassi ridotti.  A ciò si aggiunge il livello elevato di indebitamento pubblico, originato dal salvataggio delle banche finanziato dallo Stato nel 2007. Infine, in numerosi paesi, tra cui gli Stati Uniti, c’è un enorme debito privato individuale. Se, in seguito alla crisi del Coronavirus, le imprese e gli individui si trovano oggi in difficoltà economiche esistenziali e destabilizzano così il sistema finanziario, ciò non è solo dovuto alla situazione attuale, ma è anche l’espressione della natura, fondamentalmente soggetta alle crisi, del capitalismo.

Nel contesto attuale, gli Stati sono sempre meno capaci di combattere la recessione economica che si profila all’orizzonte. Con dei tassi di interesse direttori già ai minimi storici, le banche centrali hanno fatto il loro lavoro e non possono più combattere le difficoltà di vendita delle imprese. La crisi politica dell’Unione europea e le tensioni geopolitiche mondiali aggravano la situazione e rendono estremamente improbabile una risposta coordinata degli Stati alla crisi.

Il marasma attuale in numerosi settori dell’economia mostra la precarietà e l’enorme vulnerabilità di milioni di imprese, di piccole società e di lavoratori indipendenti che possono sopravvivere solo in un contesto basato su una crescita e un’espansione costante della produttività. Il declino della vita pubblica potrebbe dare a numerose persone l’occasione di fermarsi e mettere in discussione le condizioni esistenti. D’altro canto, ci sono delle paure esistenziali (giustificate) di milioni di persone che temono il fallimento, il sovra-indebitamento, la disoccupazione e la povertà.

Al tempo del Coronavirus, è importante far prova di comprensione per queste preoccupazioni e paure della popolazione, ma, al contempo, dobbiamo continuare a sottolineare che la crisi economica ha altre cause fondamentali. Nell’ambito delle misure di lotta contro la pandemia le imprese tentano ora di ottenere un sostegno finanziario il più alto possibile a spese dei bilanci pubblici. Come reagire di fronte a questo?

Tesi n° 4: La pandemia di Coronavirus e la crisi economica allontanano dalla coscienza pubblica una catastrofe climatica ancora più grave

La situazione drammatica attuale nel settore sanitario e la crisi economica imminente minacciano di far dimenticare all’opinione pubblica una catastrofe ben più importante, quella climatica. L’attuale rallentamento dell’attività economica sarà compensato a medio e lungo termine da programmi di investimento governativi. La classe dirigente conserverà il suo modello produttivista, aumenterà il suo consumo di combustibili fossili e destabilizzerà sempre più i nostri ecosistemi. È dunque ancora più importante che il movimento per il clima continui a lottare e a legare le questioni della salute e dell’ecologia.

Tesi n° 5: La crisi della salute, dell’economia e dell’ecologia sono interdipendenti

La crisi del nostro sistema sanitario, della nostra economia e dei nostri ecosistemi sono strettamente legati e devono essere compresi come l’espressione di una crisi sociale generale e profonda. Come, da anni, gli esperti attirano l’attenzione sulla mancanza di ricerca fondamentale e il sotto-finanziamento del sistema sanitario, allo stesso modo, la scienza sottolinea le conseguenze catastrofiche del cambiamento climatico e mette in guardia contro i danni irreversibili causati alle persone a all’ambiente. Malgrado ciò, il capitalismo fossile batte record di emissioni anno dopo anno. I marxisti non sono dunque più i soli a comprendere la crisi della nostra economia.

È quindi evidente che la contraddizione tra le conoscenze scientifiche e le possibilità tecnologiche, da un lato, e la dinamica del capitalismo, dall’altro, tocca tutti gli ambiti sociali importanti della nostra vita. Nonostante si conoscano i problemi e si avrebbe la possibilità di fare meglio, siamo sottoposti a una logica capitalista che ci impedisce di farlo.

In un sistema basato sulla crescita, sulla concorrenza e sul profitto, la salute, il lavoro e la protezione dell’ambiente non possono essere organizzati in maniera solidale. La distruzione dei nostri ecosistemi priva sempre più persone dei loro mezzi di sussistenza e minaccia anche la loro salute. Già oggi, milioni di persone muoiono prematuramente ogni anno a causa dell’inquinamento dell’ambiente e le malattie respiratorie dovute all’inquinamento dell’aria sono in aumento in numerose aree del mondo. L’aumento delle temperature e la siccità conducono a una riduzione dei rendimenti agricoli, a una perdita e di sovranità alimentare e infine a un’accresciuta dipendenza nei confronti del mercato. La soppressione degli habitat naturali, il sovra-sfruttamento delle terre e la diffusione dell’allevamento industriale intensivo favoriscono l’apparizione di nuove malattie virali. La disuguaglianza sociale crescente e le politiche neoliberali rendono una grande parte della popolazione vulnerabile a numerose malattie mentali e fisiche. Milioni di persone soffrono di stress e/o problemi depressivi, centinaia di milioni di persone soffrono dell’obesità e delle sue malattie secondarie (diabete e malattie cardiovascolari), o di malnutrizione. Questi due fenomeni toccano principalmente le persone povere. Più le persone e le regioni sono “in basso” nella gerarchia sociale del capitalismo, più sono toccati da questi problemi. Il Coronavirus sommerge già il sistema sanitario italiano, gli effetti del virus nei paesi più poveri del mondo saranno ancora più catastrofici. La crisi economica che sta arrivando accrescerà ulteriormente le disuguaglianze mondiali e aumenterà ancora la povertà di quelli che già non hanno quasi nulla.

Tesi n° 6: La sinistra deve reagire alla crisi attuale e sviluppare una prospettiva anticapitalista, femminista, internazionalista ed ecosocialista

Il fallimento dei governi “liberali”, in particolare, minaccia di dare un nuovo slancio agli ambienti reazionari, di destra e fascisti. È cruciale che la sinistra analizzi la crisi attuale, identifichi i problemi e presenti delle soluzioni alternative:

  • La salute prima dei profitti: Ci battiamo per un sistema sanitario finanziato dallo Stato e solidale, organizzato democraticamente dai pazienti, dai lavoratori della salute e dalla società, e orientato verso i bisogni della maggioranza. Sosteniamo le numerose iniziative di solidarietà che sono state create in tutto il mondo per rinforzare l’aiuto, la cooperazione e la solidarietà dal basso.
  • Sostenere la resistenza dei salariati: Sempre più lavoratori si oppongono a mettere a rischio la loro salute e quella dei loro simili in periodo di pandemia per mantenere in funzione dei settori economici inutili. Esigiamo che la salute dei salariati sia una priorità assoluta e che tutte le attività economiche non essenziali siano fermate per tutta la durata della pandemia.
  • Solidarietà internazionale: in particolare in periodo di Coronavirus, è essenziale fornire gratuitamente i medicamenti e ogni vaccino a tutte le persone nel mondo. Lavoriamo affinché non siano le imprese farmaceutiche, ma le persone del mondo intero a beneficiare della scienza e della ricerca. Battiamoci affinché anche i rifugiati beneficino della solidarietà e del diritto alle cure mediche. Al posto di guardare in silenzio l’agitazione della destra, noi, la sinistra, dobbiamo batterci per un’accoglienza solidale dei rifugiati, per delle procedure fondate sullo Stato di diritto e un diritto d’asilo.
  • Continuare a rinforzare il movimento femminista e a lottare per l’uguaglianza dei diritti: il sovraccarico e il sotto-finanziamento del nostro sistema sanitario, le chiusure delle scuole e la crisi economica causano per l’ennesima volta un aumento massiccio del lavoro di cura ed educazione dispensato in particolare dalle donne. Nel quadro del movimento femminista dobbiamo batterci per una suddivisione solidale e uguale del lavoro di cura. Questo include una lotta per dei servizi pubblici e gratuiti di cura dei bambini e una rivalorizzazione delle professioni di cura e delle professioni infermieristiche.
  • Per un’alternativa ecosocialista: se leggiamo i problemi attuali come una crisi della società capitalistica, dobbiamo anche mostrare come questa crisi può essere superata a più lungo termine. Lottiamo per l’appropriazione sociale e la democratizzazione non solo del sistema sanitario, ma anche di tutte le grandi imprese e di tutti i settori economici, in particolare quelli delle materie prime e della finanza. È solo togliendo loro il potere e ponendolo sotto controllo democratico dei produttori e dei consumatori che potremo arrestare la catastrofe climatica e costruire una società fondata sulla solidarietà e sull’uguaglianza.

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