Tutte le attività di produzione e di servizio non socialmente necessarie e non urgenti devono essere interrotte!
Appello
di sindacalisti della Svizzera romanda
I
sottoscritti sindacalisti ritengono che la politica dei datori di lavoro e del
Consiglio federale comprometta gravemente le condizioni di vita e di lavoro dei
salariati e delle salariate di questo Paese. In ritardo e non seguendo una vera
logica di prevenzione, mette a rischio numerose vite umane.
Per
combattere la diffusione del Coronavirus e ridurre così il numero di morti
future, non basta chiudere ristoranti, parrucchieri e cinema: bisogna fermare
tutte le attività di produzione e di servizio non socialmente necessarie e
urgenti. Che senso ha vietare l’accesso ai parchi pubblici se centinaia di
migliaia di dipendenti devono lavorare fianco a fianco sui cantieri, nelle
imprese industriali o anche negli uffici?
Una
tale misura è tanto più necessaria poiché un ulteriore pericolo di un’ulteriore
pericolo che incombe su di noi, nel caso in cui il coronavirus continuasse a
propagarsi, è il sovraffollamento degli ospedali che porterebbe, a sua volta, a
un ulteriore aumento del numero di morti.
In
sostanza chiediamo al Consiglio federale di decidere di interrompere tutte le
attività produttive e di servizio non socialmente necessarie e urgenti e di
concedere a tutti i dipendenti interessati un congedo straordinario retribuito
(evitando di compensarli con gli straordinari da recuperare o con i giorni di vacanze
alle quali si ha diritto) per un periodo indeterminato, ossia fino alla fine
dell’emergenza sanitaria. Le nostre vite valgono più dei loro profitti!
Nella
stessa logica di prevenzione sanitaria, chiediamo che in tutte le aziende e i
servizi in funzione vengano attuate misure adeguate per la tutela dei
dipendenti, compresi controlli reali sulla loro applicazione.
Allo
stesso tempo, affermiamo che i dipendenti non devono pagare il prezzo del
Coronavirus. Chiediamo pertanto il divieto di licenziamento a causa di
interruzioni o riduzioni della produzione, nonché l’estensione delle indennità
di disoccupazione. Allo stesso modo, rivendichiamo che tutti i dipendenti che
sono stati totalmente o parzialmente licenziati, compresi i dipendenti con
contratto a tempo determinato, i lavoratori temporanei e quelli retribuiti a
ore, beneficino del mantenimento del loro stipendio.
In
Svizzera, uno dei Paesi più ricchi del mondo, è perfettamente possibile
garantire il finanziamento di queste misure. Prima di tutto, questo deve essere
garantito attraverso il lavoro a orario ridotto. È anche possibile chiedere un
“contributo di solidarietà” ai grandi datori di lavoro e agli
azionisti. Anche se la situazione economica sta peggiorando, va ricordato che
negli ultimi anni i profitti delle imprese, tra cui molte PMI, sono stati molto
elevati. Non per niente gli azionisti intascano più dividendi ogni anno; questa
primavera del 2020 non farà eccezione. E non dimentichiamo i massicci regali
fiscali che le grandi imprese e gli azionisti hanno ricevuto. Insomma, ce n’è
davvero abbastanza per affrontare la situazione attuale in uno spirito di
solidarietà!
Primi/e firmatari/e
Albert Anor, comité Communauté genevoise d’action syndicale
(CGAS); Cora Antonioli, vice-présidente nationale SSP; Corinne
Béguelin, secrétaire SSP-Genève; Fermin Belza, permanent impôts
Union syndicale des Montagnes neuchâteloises; Artur Bienko, secrétaire
Unia-Genève; Rodolphe Bongiovanni, secrétaire administratif syndicom; Valérie
Borloz, secrétaire Union syndicale vaudoise; Michela Bovolenta,
secrétaire centrale SSP; Fabienne Brunner, service juridique syndicom; Virginie
Burri, secrétaire SSP-Fribourg; Diego Cabeza, président SIT; Pietro
Carobbio, responsable secteur construction Unia-Vaud; Margarita Castro,
secrétaire SSP-Genève; Manuela Cattani, co-secrétaire générale SIT; Joana
Chena-Basanta, secrétaire SSP-Jura; Natalie D’aoust-Ribordy,
secrétaire SSP-Valais; Davide De Filippo, co-secrétaire général SIT; Giuseppe
Di Mauro, secrétaire régional médias syndicom; Julien Eggenberger,
président SSP-Vaud; Laure Faessler, secrétaire CGAS; Emmanuel Farron,
secrétaire Union syndicale cantonale neuchâteloise; Catherine Friedli,
secrétaire SSP-Fribourg; Sabine Furrer, secrétaire SSP-Genève; Anna
Gabriel, secrétaire Unia-Genève; Dominique Gigon, responsable région
romande Syndicom; Paolo Gilardi, comité CGAS; Claude Grimm,
secrétaire SSP-Neuchâtel; Michel Guillot, secrétaire régional logistique
syndicom; David Gygax, secrétaire SSP-Vaud; Giorgio Mancuso,
responsable secteur tertiaire Unia-Vaud; Philippe Martin, secrétaire
central SSP; Nicolas Mercier, secrétaire artisanat Unia-Vaud; Anne
Michel, co-présidente SSP-Genève; Vanessa Monney, secrétaire
SSP-Vaud; Jeanny Morard, secrétaire régional Unia-Valais; Joël Mugny,
responsable Syna-Genève, vice-président CGAS; Solenn Ochsner, secrétaire
Unia-Neuchâtel; Alejo Patiño, secrétaire Unia-Genève; Maria Pedrosa,
secrétaire SSP-Vaud; Noé Pelet, responsable secteur industrie Unia-Vaud;
Alessandro Pelizzari, président CGAS; Federico Pisciottano,
secrétaire artisanat Unia-Vaud; Jamshid Pouranpir, secrétaire SSP-Trafic
aérien Genève; Yasmina-Karima Produit, secrétaire SSP-Neuchâtel; Raphaël
Ramuz, secrétaire SSP-Vaud; Véronique Rebetez, responsable régionale
Syna Fribourg et Neuchâtel; Lionel Roche, responsable secteur artisanat
Unia-Vaud; Beatriz Rosende, secrétaire centrale SSP; Thomas Sauvain,
secrétaire général Union syndicale jurassienne; Fabrice Scheffre,
co-président SSP-Genève; Sébastien Schnyder, secrétaire industrie
Unia-Vaud; Mélina Schröter, secrétaire régionale médias syndicom; Gwenolé
Scuiller, secrétaire tertiaire Unia-Vaud; Lionel Simonin, militant
SEV; Isabelle Smekens, responsable formation Unia-Vaud; Agostino
Soldini, secrétaire central SSP; Catherine Tabary, secrétaire
régionale télécom syndicom; Joël Varone, secrétaire CGAS; Jimena
Villar, secrétaire artisanat Unia-Vaud; Léa Ziegler, secrétaire
SSP-Neuchâtel; Virginie Zurcher, secrétaire régionale logistique syndicom;
Gaétan Zurkinden, secrétaire SSP-Fribourg; Guy Zurkinden,
rédacteur Services Publics – SSP.