Bollettino MPS Coronavirus 3 aprile

La politica del DECS, pandemia o no, non cambia!

La tragicommedia alla quale tutto il Ticino, sgomento e contrariato, ha assistito sulla questione della chiusura delle scuole (con decisioni contraddittorie nella spazio di 24 ore) ha illustrato bene quale sia lo stato di confusione che regna all’interno del DECS. Una confusione che caratterizza la gestione Bertoli: e alla quale il Dipartimento (dal capo fino all’ultimo elemento della gerarchia dipartimentale) risponde, a chi la contesta o ne mette a nudo tutti gli aspetti, con una logica arrogante e autoritaria.

Il
periodo pandemico ha permesso di confermare tutto questo, non solo attraverso
la vicenda della decisione relativa alla chiusura della scuola, ma con una
serie di decisioni (o di non decisioni) che illustrano in modo chiaro il
“metodo DECS”.

In
seno al quale, ad esempio, fervono i preparativi per il prossimo anno
scolastico. In piena emergenza coronavirus il DECS ha infatti fatto approvare
al Consiglio di Stato la tanto discussa riforma sulla griglia oraria dei licei
e una revisione dell’organizzazione dei corsi per la scuola media. Confermando,
qualora ce ne fosse bisogno, che la sua visione della scuola è quella nella
quale i docenti, per ragioni diverse, non abbiano la possibilità di esprimersi
(e di farsi sentire) sulle decisioni del DECS. E quale migliore quello in cui
le componenti della scuola, e in primis i docenti, sono impegnate con
l’organizzazione della scuola a distanza?

O,
ancora: era proprio necessario, nel periodo iniziale e più confuso della
pandemia, pubblicare i concorsi per importanti nomine di direttori e
vice-direttori del settore medio e medio superiore? Non si poteva pensare a
prorogare – ad esempio di un anno – la funzione degli attuali direttori (anche
nei casi in cui fossero dimissionari) per permettere che la partecipazione al
concorso, la discussione sulla scelta dei concorrenti potessero avvenire in un
contesto diverso da quello, emergenziale, nel quale ci troviamo?

L’attuale
situazione sta mettendo famiglie, docenti e direzioni scolastiche sotto
pressione. Bisogna organizzare tutto in tempi molto stretti e in un contesto di
emergenza sanitaria che pesa enormemente su tutte le famiglie.

In
queste settimane abbiamo saputo di una grande diversità dell’organizzazione e
dell’offerta didattica delle singole sedi a tutti i livelli scolastici. Si va
da sedi che puntano prevalentemente sul consolidamento di quanto appreso,
richiedendo uno sforzo e un impegno commisurato alla situazione, a sedi nelle
quali le forme di insegnamento a distanza sono spinte più in avanti e
richiedono la presenza degli allievi online per diverse ore al giorno. Una
situazione che, chiaramente, genera difficoltà alle famiglie e rischia anche di
aumentare le disparità di trattamento tra allievi di sedi diverse.

Da
più parti è stato poi ribadito come l’insegnamento a distanza non fa che
accentuare le disuguaglianze sociali tra famiglie che già la scuola in presenza
non riesce a eliminare o diminuire. Ovviamente in alcuni contesti e nuclei
famigliari è più difficile garantire un sostegno ai figli o anche solo poter
aver accesso ad una connessione o ancora comprendere le comunicazioni che giungono
dalla scuola.

In
altri cantoni (come per esempio il canton Vaud) Il Dipartimento dell’educazione
ha dato indicazioni chiare a tutti gli insegnati di ogni ordine di scuola sulla
durata media delle attività da proporre in base all’età degli allievi, sul
fatto, ad esempio, di non inviare materiale da stampare (molte famiglie non
hanno un stampante) e cosa, ancora più importante, sull’andamento dell’anno
scolastico e sul processo di valutazione.

A
quanto sappiamo il DECS non ha fornito nessun tipo di indicazione in questo
senso, e ancora non si sa che ne sarà dell’anno scolastico in corso. Riteniamo
che questo ritardo non faccia altro che complicare e rendere più difficile il
lavoro dei docenti e delle direzioni scolastiche e mette le famiglie in una situazione
di insicurezza (soprattutto coloro i cui figli si trovano alla fine di un ciclo
scolastico).

Ci
sembra quindi opportuno che, celermente, il DECS faccia delle proposte e delle
ipotesi su come portare a termine l’anno scolastico e su tutti gli aspetti
relativi (valutazione, esami di maturità, etc.). Più celere sarà la
presentazione di queste proposte, più sarà possibile permettere ai docenti,
alle famiglie, agli stessi studenti di esprimersi su queste proposte. Se è
possibile organizzare l’insegnamento a distanza, non sembra impossibile
organizzare una consultazione a distanza!

Potrebbe
essere l’occasione, per il DECS, di guadagnare qualche punto di credito: siamo
ai limiti storici più bassi da almeno cinquant’anni!