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In una lunga presa di posizione il Dipartimento delle Finanze e dell’Economia (DFE) ricorda che oggi, 28 aprile, ricorre la giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro instituita dal 2003 da parte dell’’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO), con l’obiettivo di suscitare l’attenzione sull’importanza della prevenzione degli infortuni nei luoghi di lavoro e delle malattie professionali.

Alla luce della pandemia di Coronavirus (Covid-19) in corso, la Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro “è incentrata sull’importanza di sensibilizzare le aziende ad adottare delle pratiche sicure nei luoghi di lavoro al fine di proteggere i lavoratori durante la crisi”, afferma la nota del DFE.

In questa sede vorremmo proprio affrontare la questione al centro di questa giornata: cioè la difesa della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro.

Per fare che questo sia possibile sono necessarie, oltre ad una permanente campagna di educazione tra la popolazione e suoi luoghi di lavoro che necessitano di mezzi finanziari importanti, due altre condizioni: la messa a disposizione da parte delle imprese (come d’altronde prevedono le leggi, anche se in modo assai ridotto) mezzi e condizioni per la protezione della salute sui luoghi di lavoro e la presenza di una fitta rete di ispettori del lavoro la cui attività sia destinata esclusivamente al controllo e alla promozione della sicurezza e salute sui luoghi di lavoro. A tutto questo si aggiunge la necessità che i salariati siano associati in modo importante e permanente (godendo di diritti per esercitare questa funzione) a questa attività sui luoghi di lavoro.

Ora, è evidente che in Ticino queste condizioni non esistono. Ci riferiamo in particolare alle strutture stesse sia dell’UIL sia della SUVA, cronicamente dotate di insufficiente personale. Facciamo notare, ad esempio, che l’organico della SUVA per il controllo di tutti i cantieri in Ticino è di 2 ispettori.

Stesso discorso merita l’UIL sul quale negli ultimi anni vi è stata un’ampia discussione nel paese a seguito dell’iniziativa popolare contro il dumping lanciata dall’MPS e sulla quale si è votato due anni fa con la vittoria, di misura, del controprogetto presentato da governo e parlamento.

Da allora la polemica è continuata poiché da molte parti (e non solo dall’MPS) si è criticato a più riprese il fatto che il governo non abbia nemmeno mantenuto quegli obiettivi minimi di potenziamento nel numero di ispettori da destinare alla lotta al dumping salariale che aveva promesso con il controprogetto.

Il governo si è sempre difeso snocciolando cifre di ispettori che, complessivamente presi, corrispondono a suo dire, all’obiettivo che si era fissato di un ispettore ogni 5’000 salariati attivi (facendo astrazione dagli indipendenti e dai lavoratori sottoposti a un CCL, che dovrebbero – il condizionale è d’obbligo – poter contare su strutture di controllo già previste dagli stessi CCL).

Ora i calcoli del governo tengono in considerazione tutti gli ispettori del lavoro, indipendentemente di quale sia la funzione principale che essi assumono; funzioni che sono molteplici: controllo del mercato del lavoro, controllo della sicurezza e della salute, controllo del lavoro nero, controllo dell’applicazione delle disposizioni della Legge sul lavoro.

Questa ultima riflessione ci permette di segnalare non solo quindi un’insufficienza di dotazione dell’UIL per il controllo della salute e della sicurezza sui luoghi di lavoro; ma che tale modo di procedere (cioè di considerare nello stesso calderone tutti gli ispettori e quindi, alla fine, poter giustificare il raggiungimento degli obiettivi per tuti gli ambiti) è stato a più riprese condannato proprio dall’istituzione che oggi promuove questa giornata.

L’Organizzazione internazionale del lavoro (ILO) ha già criticato la Svizzera proprio per il fatto che “utilizza” gli stessi ispettori per più compiti. Nel 2018 e nel 2009 la speciale commissione ILO che esamina l’applicazione della Convenzione sull’ispezione del lavoro (81) si è lamentata del fatto in alcuni cantoni agli ispettori erano stati affidati più compiti oltre a quello della verifica del rispetto delle misure per la salute, in contrasto con quanto previsto all’articolo 3 della convenzione.

È quel che ha fatto il CdS nell’applicazione del controprogetto all’iniziativa “Basta dumping”: ha assunto 5 ispettori invece dei 18 promessi e afferma di aver raggiunto la media di 1 ispettore ogni 4’900 occupati perché tiene conto di tutti gli ispettori attivi in tutti gli ambiti dell’UIL e sostiene che gli ispettori “hanno un ruolo trasversale”. “Non è vero visto che oggi per verificare le misure sanitarie sono attivi solo 10 ispettori mentre l’UIL ne conta 21,4. I 10 attivi sono i 4 della SUVA (i 2 già in funzione, più due che si sono aggiunti recentemente per affrontare la crisi creata dalla pandemia) e probabilmente 6 dell’UIL che si occupano di verificare il rispetto della Legge federale sul lavoro (LL) e della Legge federale sull’assicurazione contro gli infortuni (LAINF).

Restano fuori quelli che si occupano della Legge sul lavoro nero e dell’ambito “sorveglianza del mercato del lavoro” che comprende unicamente “la conduzione delle inchieste commissionate dalla Commissione tripartita in materia di libera circolazione delle persone (CT) e la verifica del rispetto dei contratti normali di lavoro (CNL), decretati dal Consiglio di Stato sulla base dell’articolo 360a del Codice delle obbligazioni (CO).

Per farla breve: questa crisi dimostra che il CdS ha “truccato i calcoli” e che in Ticino non solo non viene rispettata la media di 1 ispettore ogni 5’000 occupati per l’ambito “sorveglianza del mercato del lavoro” promessa dal controprogetto, ma non viene neppure rispettata la raccomandazione dell’ILO di 1 ispettore ogni 10’000 lavoratori per quanto riguarda compiti di controllo e consulenza nell’ambito della protezione e tutela della salute fisica e psichica sul posto di lavoro.

Appare quindi necessario, se non si vuole che la ricorrenza oggi richiamata, appaia come un vuoto rito, procedere al rafforzamento (almeno al raddoppio) immediato della dotazione di ispettori del lavoro che si occupino delle condizioni di salute e di sicurezza sui luoghi di lavoro.

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