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Finora la questione delle Reti 5G è stata affrontata soprattutto nell’ottica delle possibili conseguenze sulla salute per il proliferare delle antenne. Proponiamo qui un articolo che affronta la questione da un altro punto di vista (economico-sociale). Un dibattito che deve essere affrontato con urgenza poiché appare evidente che la “ripartenza” del modello produttivo capitalista immaginato dal padronato punterà in modo importante su questa nuova dimensione. (Red)

In molti paesi della regione si sente sempre più spesso parlare della necessità di installare reti 5G se vogliamo che le economie nazionali rimangano competitive. Mentre gli operatori di reti mobili, almeno in alcuni paesi ricchi, hanno già iniziato ad installare queste reti di nuova generazione, in America Latina l’introduzione di questa tecnologia è ancora di là da venire per la maggioranza degli utenti. Tuttavia, è importante capire come alcuni attori stanno posizionando il 5G e qual è il suo eventuale ruolo di catalizzatore per l’accumulo e l’espropriazione. Ma prima vediamo che cos’è questa tecnologia.
La G in 5G significa generazione. 5G è la quinta generazione di una serie di tecnologie mobili senza fili che esistono da quasi 30 anni. Storicamente, man mano che il potenziale commerciale di queste tecnologie cresceva e si consolidava, l’industria delle telecomunicazioni, insieme all’agenzia delle Nazioni Unite responsabile delle telecomunicazioni [Unione Internazionale delle Telecomunicazioni – UIT], iniziò a stabilire requisiti e specifiche tecniche ogni dieci anni; da qui le successive generazioni di 2G, 3G, 4G e ora 5G.

Il 5G, come proposta tecnica, mira a raggiungere tre obiettivi. Aumentare la capacità (velocità e prestazioni) delle reti mobili a banda larga, aumentare massicciamente il numero e i tipi di dispositivi che possono collegarsi alla rete, aumentare l’affidabilità e ridurre la latenza della rete. Da queste tre proposte tecniche molto ambiziose, risulta chiaramente che la tecnologia 5G si sta posizionando come piattaforma sia per le industrie che per i consumatori, o, nel gergo dell’industria delle telecomunicazioni mobili, su “Nuove verticali”. Con questa espressione ci si riferisce a interi rami di business come i trasporti, la produzione e l’intrattenimento, per i quali le reti 5G cercano di diventare l’infrastruttura di comunicazione e di supporto sottostante, il che presuppone importanti cambiamenti nel modo di fare affari e di vivere la vita.

Come le precedenti generazioni di tecnologie di rete, a partire dal telegrafo in poi, probabilmente le reti 5G avranno un impatto (soprattutto) sugli spazi urbani e forse trasformeranno anche le relazioni sociali ed economiche. Anche se questo non è inevitabile, fa certamente parte del piano di coloro che stanno dietro la tecnologia. Ciò che è certo è che l’impatto di questa nuova tecnologia della comunicazione su economie, società e spazi sarà differenziato, creando nuove forme di disuguaglianza e rafforzando alcune di quelle già esistenti. Una conseguenza evidente della disuguale distribuzione geografica delle reti 5G, dovuta a problemi fondamentali dell’architettura di rete e dei costi di installazione, è che essa amplierà il divario digitale, lasciando milioni se non miliardi di persone senza la possibilità di una partecipazione alla pari in un mondo sempre più digitalizzato. Oltre a ciò, utilizzando le tre proposte tecniche del 5G come quadro di analisi, possiamo iniziare a fare alcune previsioni su come si svilupperanno le cose.

Il futuro con il 5G

Come accennato in precedenza, il 5G è stato progettato per essere incredibilmente veloce; da dieci a 50 volte più veloce delle reti 3G e 4G esistenti. Questa nuova connettività ultraveloce è destinata principalmente a consentire l’erogazione di contenuti di intrattenimento. I promotori del 5G proclamano una società “iperconnessa” in cui tutti (se hanno una connessione!) potranno entrare nel mondo dei videogiochi e della realtà virtuale attraverso il proprio telefono cellulare. Ma qual è l’effetto sul tessuto sociale quando le persone si ritirano nel proprio mondo digitale? Abbiamo già iniziato a vedere gli effetti negativi della polarizzazione e delle massicce manipolazioni sulle piattaforme dei social media, e questi ci sembreranno strumenti molto rudimentali rispetto a quello che verrà.
Il 5G propone di collegare molti altri dispositivi, non solo telefoni e computer, ma anche sensori, veicoli, attrezzature industriali, impianti di dispositivi medici, droni, macchine fotografiche, ecc. Per tutti noi che siamo già preoccupati per le capacità di sorveglianza e le questioni di privacy relative alle reti e alle piattaforme Internet odierne, è cruciale fare attenzione a ciò che sta per arrivare. La proposta fondamentale alla base della presunta quarta rivoluzione industriale che le reti 5G aiuteranno a realizzare è quella di collegare tutto a tutto e, allo stesso tempo, rendere più cose, compresi i nostri corpi, meglio collegabili. Se l’attuale modo in cui vengono trattati i nostri dati personali è un’indicazione per il futuro, questa fusione ciber-fisica sarà disastrosa per la privacy e l’anonimato, oltre ad essere incredibilmente vulnerabile, esposta all’azione di hacker e alla manipolazione da parte di attori statali e non statali.

Poiché le grandi piattaforme Internet come Google e Facebook hanno già sperimentato il funzionamento del modello di business per la monetizzazione dei dati personali, è quasi inevitabile che anche le aziende che vendono dispositivi “intelligenti” in futuro raccolgano e monetizzino i flussi di Big data che sono a loro disposizione.  Fra poco, ci sarà un numero molto maggiore di dispositivi che raccoglieranno molte più informazioni personali, e tali informazioni saranno memorizzate, analizzate, confezionate e vendute dalle società di dubbia affidabilità che già conosciamo, ma anche da molte nuove aziende che probabilmente non hanno la minima idea di come gestire le informazioni personali in modo responsabile. Un altro motivo di preoccupazione è il modo in cui i dispositivi personali collegati sono e rimarranno ancora “personali”, come nel caso di impianti medici, giocattoli sessuali, sensori domestici, ecc.

Infine, l’alta affidabilità e la bassa latenza del 5G, anche se ancora non esiste, è parte integrante dell’approccio speculativo del capitale che sta investendo, per esempio, in nuove aziende di trasporto come Uber. In questo momento, Uber e aziende simili stanno usando autisti umani (e clienti) per “addestrare” la loro intelligenza artificiale accumulando una grande quantità di dati, che alla fine li metteranno in grado di eliminare del tutto gli autisti umani. Di fatto, il loro modello di business e le loro previsioni finanziarie richiedono questo; tuttavia questa trasformazione altamente redditizia non può avvenire senza l’infrastruttura di rete sottostante che la rende possibile. Il 5G propone di consentire la “fornitura a distanza di pacchetti di competenze”, facendo sì che i lavoratori lavorino a distanza in un dato regime lavorativo, mentre producono valore in un altro. Ovviamente, questo accade sempre nell’industria manufatturiera e in altre industrie “esternalizzate”, ma questa nuova disponibilità permetterebbe di esternalizzare più tipi di lavori, prima ai poveri dei paesi poveri, e in seguito ai robot o ai computer, che alla fine elimineranno quei posti di lavoro.

Un’ultima considerazione che riguarda i paesi latinoamericani, che ha fatto recentemente notizia, è la disputa geopolitica sul 5G che si sta svolgendo tra la Cina e l’Occidente (soprattutto gli Stati Uniti). La posta in gioco è chi controllerà in futuro questa tecnologia e, quindi, chi sarà in grado di esercitare il dominio militare ed economico. Gli Stati Uniti riconoscono di essere in ritardo rispetto alla Cina in quanto a capacità di porsi come leader mondiale per il 5G, per cui stanno cercando il sostegno dei loro alleati per ostacolare l’influenza della Cina e il suo progresso potenziale tramite le sanzioni e altre trappole. Questo costringe i paesi latinoamericani a prendere partito in una guerra fredda tecnologica sempre più intensa, in cui hanno poca libertà di definire il proprio percorso e devono invece decidere con quale potenza globale e imperiale schierarsi.
L’ascesa del 5G presenta sfide chiare e profonde, sia personali che collettive. Con la progressiva integrazione delle tecnologie in rete nelle nostre vite, i settori sociali tradizionalmente oppressi risentiranno maggiormente delle conseguenze negative della sorveglianza e dell’esternalizzazione dei posti di lavoro. Ma non tutto è perduto. I lavoratori del settore delle piattaforme digitali come pure quelli che lavorano per le grandi società di Internet stanno reagendo. Le minoranze etniche e le persone di colore anche. L’organizzazione regionale, dei cittadini e dei lavoratori è l’unico modo per mitigare gli effetti negativi dell’imminente quarta rivoluzione industriale. Non esiste una soluzione tecnologica ai problemi sollevati in questo articolo. Non c’è dubbio che queste reti saranno installate e, come regione e come società, dobbiamo sviluppare strategie coerenti e collaborative per affrontarle. Fortunatamente, possiamo trarre ispirazione dalle persone che sono in prima linea, coloro che già si sentono più colpiti dagli aspetti negativi di questo sistema e si stanno organizzando per fermarlo.

* Peter Bloom è coordinatore generale e fondatore di Rhizomatica, un’organizzazione dedicata a sostenere l’autodeterminazione delle comunità rispetto alle tecnologie della comunicazione. L’articolo è apparso lo scorso 6 settembre 2019 sulla Revista América Latina en Movimiento No. 543: Tecnologías: manipulando la vida, el clima y el planeta. La traduzione è stata curata dal sito Camminardomandando

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